Ambrosetti-Marino, alta tensione in Sala Rossa: il post-Natalia è già iniziato

Cosa c'è dietro lo scontro tra l'assessore alla cultura ed il vice sindaco di Anagni. Al di là delle opere pubbliche da realizzare nei quartieri di riferimento, ci sono la corsa alla candidatura a sindaco in vista delle elezioni comunali del 2028 e le divisioni nella coalizione di centrodestra. Un clima politico molto accesso alla faccia del bon ton istituzionale che dovrebbe appartenere a qualsiasi amministratore della cosa pubblica

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

La scena, a volerla raccontare come se fosse il piano sequenza di un film, si consuma all’interno della Sala Rossa del palazzo comunale. Attorno al tavolo siedono il sindaco di Anagni Daniele Natalia, il vicesindaco Riccardo Ambrosetti e l’assessore alla Cultura e al Bilancio Carlo Marino. Testimoni del confronto, secondo quanto riferito da chi era presente, altri esponenti della maggioranza e diversi funzionari del Comune. L’Ordine del Giorno, almeno quello informale, ruota attorno a una serie di opere pubbliche da cantierizzare in alcune zone nevralgiche della città

I lavori all’Osteria della Fontana accendono la miccia

Il vicesindaco Riccardo Ambrosetti

La miccia si accende quando vengono illustrati gli interventi previsti a Osteria della Fontana, nella parte bassa di Anagni. Il vicesindaco Riccardo Ambrosetti contesta l’opportunità e la tempistica di tali interventi, sostenendo che diversi lavori in quel quadrante siano già stati eseguiti. A stretto giro arriva la replica dell’assessore Carlo Marino, il quale ribatte punto su punto, ricordando che interventi analoghi sono stati realizzati di recente anche in altre zone, come a San Filippo.

Da quel momento, la discussione si altera. I toni si alzano a tal punto da costringere il sindaco Natalia a intervenire con decisione per stoppare la polemica, ricordando che la presenza dei funzionari amministrativi richiederebbe un rigoroso decoro istituzionale.

È a questo punto che il vicesindaco Ambrosetti, raccontano sempre i testimoni, si rivolge direttamente al primo cittadino con una frase, secondo le indiscrezioni, perentoria. Che, parola più parola meno, pare sia suonata come “Tu non puoi trattarmi così”. Non è dato sapere le parole della replica del sindaco. E forse è meglio.

Il dato politico

Se ci si fermasse alla pura cronaca, l’episodio potrebbe essere archiviato come uno dei tanti screzi che costellano la vita di qualsiasi maggioranza politica. Il problema reale, tuttavia, risiede in ciò che questo scontro rivela.

L’assessore alla cultura Carlo Marino

Il primo dato politico è evidente: i rapporti interni alla coalizione guidata da Daniele Natalia non sono affatto distesi e cristallini come le fotografie ufficiali e i video dei Consigli comunali vorrebbero far credere. Dietro la facciata istituzionale degli appuntamenti pubblici, i contesti informali continuano a far emergere tensioni profonde e non più tanto tollerabili.

C’è poi un innegabile fattore strategico ed elettorale. Il contesto che ha generato il casus belli, gli investimenti a Osteria della Fontana e a San Filippo, non è affatto casuale. Le due aree rappresentano storici bacini elettorali di riferimento: la prima per l’assessore Marino, la seconda per il vicesindaco Ambrosetti. A pochi mesi dalle elezioni comunali, avviare o bloccare cantieri in questi quartieri non significa semplicemente amministrare, ma fare una vera e propria campagna di consenso sul territorio.

Uno scontro non casuale ma prettamente elettorale

La lite in Sala Rossa diventa così lo specchio della realtà politica che attende Anagni, fortemente condizionata dal tema cruciale dei prossimi mesi: la successione a Daniele Natalia nel centrodestra. Il fatto che lo scontro abbia visto protagonisti proprio Marino e Ambrosetti suggerisce che la partita per la futura candidatura a sindaco potrebbe consumarsi proprio sull’asse tra questi due esponenti.

Il sindaco Daniele Natalia

A complicare il quadro si aggiunge il profilo politico del vicesindaco, il cui carattere esuberante ha già creato in passato, e continua a creare, non pochi grattacapi alla coalizione. L’ultimo fronte critico si è aperto sui social network; un terreno che, per usare lo sfogo anonimo ma emblematico di un autorevole esponente della maggioranza, “ha fatto più danni della seconda guerra mondiale”.

Già qualche giorno fa il vicesindaco aveva deciso di usare parte del suo tempo per replicare alle parole del Dem Vittorio Save Sardaro aprendo una polemica di cui non si sentiva l’utilità. Ieri ci è ricascato, ed ha condiviso sui propri social un video dai toni decisamente accesi relativo al caso del gioielliere condannato. Posizioni definibili, per usare un eufemismo, estreme anche per la destra a cui appartiene il vicesindaco.  A rendere più evidente la posizione estrema, l’equilibrio tenuto dall’assessore Carlo Marino.

Il cattivo esempio dei politici incendiari

Il punto è  che chi ricopre ruoli di governo ed è chiamato ad amministrare la cosa pubblica dovrebbe avere piena consapevolezza del fatto che le proprie dichiarazioni, o la sponda data a quelle altrui, possiedono un peso specifico capace di orientare e surriscaldare il dibattito pubblico.

Una consapevolezza che, alla luce dei fatti, non sembra ancora appartenere a tutti. Le discussioni nate da queste uscite pubbliche finiscono inevitabilmente per logorare la coesione interna e, come dimostra lo scontro ravvicinato della Sala Rossa, restituiscono l’immagine di una coalizione tutt’altro che granitica.