Anagni 2025: alfabeto, voti e contraddizioni di una città in bilico

Il bilancio di un anno declinato dalla A alla Zeta. Tutto quello che è successo nella Città dei Papi tra fatti, misfatti, politica, economia, polemiche e personaggi (alcuni in cerca d'autore)

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

La summa del 2025 ad Anagni in rigoroso ordine alfabetico. Giudizi e voti per cercare di dare ordine ad un anno spesso complesso. Un avvertimento, prima di partire: i giudizi sono tutti seri e ponderati, a volte però ci si prende qualche licenza.

Buona lettura.

A come Ambrosetti Riccardo

Riccardo Ambrosetti

Non si può non partire dal ciuffo più noto del comune, l’uomo che ha portato il melonismo in città quando ancora nessuno ci credeva. Diventato famoso per il suo peso (politico e non) e per i suoi modi alle volte non istituzionali, il vicesindaco nel 2025 ha imparato (o forse glielo hanno spiegato) a non esagerare. A volte in Consiglio gli è scappata la frizione, ma nel complesso è maturato molto. Se non ci fossero altri, si potrebbe pensare a lui come candidato a sindaco per il post Natalia.

Voto: 7 (per il comportamento)

B come Bilancio (polemiche per il)

Il Consiglio comunale di Anagni

Quella sul reale stato dei conti del Comune è uno degli argomenti sempreverdi della politica anagnina. Ed infatti anche nell’ultimo consiglio comunale, prima dell’ultimo che si terrà il prossimo 29 dicembre, ha rappresentato una nuova pietra di inciampo per la tradizionale lotta tra maggioranza ed opposizione.

Più esattamente, tra l’assessore Carlo Marino che ha magnificato i conti della città ed il consigliere Luca Santovincenzo, che ha invece criticato l’impianto del Comune. Una prospettiva che rende l’idea di come ad Anagni da tempo ormai non ci sia una dialettica politica ma una lotta tra fazioni.

Voto 6 (si può fare di meglio)

C come Calzatora

La frana della Calzatora

Uno degli argomenti politici (e polemici) più importanti degli ultimi anni: la zona franata nel Capodanno del 2021 è diventata negli ultimi anni il simbolo, da sinistra, di una politica, quella del centrodestra locale, spesso inconcludente, al di là dell’annuncio. La novità di quest’anno è stata la riapertura al traffico, in attesa della chiusura completa dei lavori. 

Voto: 8 (allora si può fare)

C anche come Campo Largo

Ovvero il progetto, sempre annunciato ma mai realizzato, di un’alleanza nel centrosinistra di Anagni. L’unica possibilità per impedire la riconferma, per la terza volta di seguito, del centrodestra in città. Un progetto che però, almeno il momento, sembra naufragato dietro alle lacerazioni del mondo progressista cittadino.

Voto: 5 (Dio acceca chi vuole perdere)

D come Disagio giovanile

La violenza giovanile ad Anagni è diventato un caso (Foto © DepositPhotos.com)

Tra tanta politica, alchimie e progetti, il 2025 in città, purtroppo, è stato l’anno del disagio giovanile e dei tanti momenti di inquietudine di molti ragazzi. Dal giovane picchiato alle ragazze che si sono affrontate in un parcheggio a schiaffi e pugni mentre gli amici le riprendevano col telefono, l’ultimo anno è stato caratterizzato dai tanti episodi di ragazzi che hanno dato sfogo in un modo o nell’altro a qualcosa che non va. Tanto da far pensare a strumenti come La consulta dei giovani e la Commissione per il disagio dei ragazzi. Il succo è che bisogna fare in fretta. Altrimenti, politica o non politica, Anagni non ripartirà.

Voto: 6 (4 agli episodi, 8 ai tentativi di gestirli) 

D anche come Giuseppe De Luca

Giuseppe De Luca

Il ritorno del figliol prodigo maratoneta: dopo un periodo in minoranza, in evidente disagio vicino al collega Santovincenzo, l’ex Presidente del Consiglio Comunale nonché assessore al Bilancio del Natalia I è tornato nella maggioranza di centrodestra del Natalia II. Ci è entrato facendo anche una scelta politica chiara ed evidente, entrando nelle file di Fratelli d’Italia. Ha detto che per il momento si mette in fila senza aspirare a incarichi.Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi. 

Voto: 7 (di corsa in maggioranza)

E come Eterno ritorno dell’uguale

Luca Santovincenzo

Ovvero, il senso di già visto che hanno provato tutti quelli che nel corso dell’ultimo anno hanno assistito ad almeno una seduta di consiglio comunale. Ordini del giorno diversi, vicende staccate, ma sempre la stessa conclusione: una maggioranza tetragona e sostanzialmente inscalfibile, nonostante il coraggio polemico ma ininfluente dell’unico consigliere di minoranza presente, Luca Santovincenzo. Una noia che minaccia di rendere ancora meno appassionante la politica in città. 

Voto: 6 (un film già visto)

F come Fratelli d’Italia

Fratelli d’Italia

Il partito trainante di tutta la maggioranza. Nel 2018, quando il centrodestra di Anagni arrivò al governo con l’attuale sindaco Daniele Natalia, le percentuali erano a favore di Lega e di Forza Italia. Ed infatti in quella circostanza la lotta per il ruolo di candidato a sindaco si consumò tra Natalia e D’Ercole. Sette anni dopo i meloniani sono diventati il punto di riferimento assoluto. Tanto che alle prossime comunali, salvo terremoti o terzi mandati, sarà uno di loro a correre per la poltrona di primo cittadino.

Voto 8 (senza rivali) 

G come Giubileo

Papa Bonifacio VIII

L’anno Santo è stato uno dei punti centrali di tutto il dibattito politico e non solo in città. Non soltanto perché, come noto, è stato proprio un papa anagnino, Bonifacio VIII, ad inventare la ricorrenza nel 1300. Ma anche perché proprio nel nome del Giubileo è partito il progetto non soltanto anagnino, delle Città fortificate, che punta a far  vincere al territorio il titolo di Capitale italiana della cultura nel 2028. Una scommessa importante che sarebbe un volano non indifferente per una zona in cerca disperata di rilancio.

Voto 8 (per la visione)

H come Hotel

Quelli che mancano  in città. Una zona che da tempo cerca di riconvertirsi in polo culturale e turistico dovrebbe avere delle strutture che consentano ai visitatori di soggiornare più a lungo, eliminando quel soggiorno mordi e fuggi che attualmente sembra caratterizzare la città. Bed and Breakfast ed Alberghi Diffusi ci sono: il 2025 ha assistito al loro consolidamento, al punto che spesso sono sold out per mesi. Il 2026 dovrà dire se i numeri sono tali da poter sostenere che forse qualcos’altro non sarebbe male. 

Voto: 7- ( si può migliorare)

I come Idea Anagni

Guglielmo Vecchi

Con Cuori anagnini, ormai l’unica lista civica all’interno di una maggioranza diventata stabilmente politica. Dopo il passaggio nella Lega di Antonio Vecchi, il riferimento del movimento è diventato ufficialmente Guglielmo Vecchi. Che, dopo le polemiche (ma se ne parlerà in altra sede) legate alla staffetta tra assessori nella Giunta comunale, si è ritagliato per qualche tempo il ruolo del pungolatore dai banchi della maggioranza, prima di ritornare a dedicarsi in modo più approfondito alla gestione dei servizi sociali. Coltivando sempre, anche se nessuno glielo offrirà mai, il sogno di voler diventare il candidato a sindaco del prossimo centro-destra.

Voto: 6,5 ( per la tenacia) 

L come LiberAnagni

La Fortezza Bastiani dei duri e puri della sinistra di Anagni. Non uno schieramento, ma un manipolo di coraggiosi, convinti che la forza delle idee alla lunga avrà la meglio su tattiche e strategie. In ogni consiglio comunale Luca Santovincenzo si lancia a petto nudo contro la corazzata avversaria. Forse poco pratico, ma merita l’onore delle armi.

Voto 8 (per il coraggio)

M come Marino (Carlo)

L’assessore Carlo Marino

Se si votasse sui social non ci sarebbe neanche bisogno di fare la campagna elettorale. Il problema è che si vota nelle urne e ci vuole quindi qualcosa di più di selfie e dichiarazioni roboanti, sia in Consiglio comunale che nei rituali video esplicativi che vengono pubblicati poche ore dopo sulla propria pagina personale.

L’uomo del Bilancio e della Cultura è convinto che prima o poi le sue qualità potranno consentirgli di scavalcare il rivale Davide Salvati nella corsa per ereditare il ruolo del candidato a sindaco. La sensazione è che, alla fine, dovrà comunque accontentarsi di quello che ha. Anche perché non è poco.

Voto; 7,5 ( per il look) 

N come Natalia (Daniele)

Il sindaco Daniele Natalia

Come i presidenti americani al secondo mandato, è entrato ormai nella dimensione di chi lavora per la storia e non per la rielezione (a meno di un improbabile terzo mandato). La seconda consiliatura dell’esponente di Forza Italia è ormai contrassegnata dalla necessità di lasciare qualcosa di importante ai posteri, ovvero ai propri cittadini. Dai parcheggi al nuovo cinema, al sogno di una città ripartita dal punto di vista economico e sociale.

Natalia aggiunge a tutto questo anche una capacità oggettivamente importante di gestire una maggioranza che alle volte, al di là della coesione delle fotografie, vede molte frizioni al proprio interno. Frizioni che però, e non da oggi, il sindaco riesce a gestire bene, anche perché, oggettivamente, si muove un paio di categorie sopra tutti gli esponenti della sua maggioranza. Il tutto in attesa di sapere cosa farà da grande, se ci sarà il salto nelle liste per la Regione o quelle per il Parlamento. Passare dalla lista agli scranni della Pisana o di Montecitorio è altra cosa.

Voto: 9 (per manifesta inferiorità degli altri)

N anche come Novo Nordisk

La Novo Nordisk

Il simbolo di come ormai la politica economica non sia soltanto un fatto locale e neanche regionale o nazionale, ma intercontinentale. L’investimento di due miliardi e mezzo di euro annunciato a marzo per rilanciare lo stabilimento rilevato dalla Catalent, con l’annuncio di 1500 nuovi posti di lavoro e subito classificato di interesse strategico nazionale dal Governo Meloni è diventato nel giro di qualche settimana un incubo, con il blocco della produzione del Wegovy (il rivoluzionario farmaco che combatte l’obesità) ed il mancato rinnovo di circa 70 posti di lavoro a tempo determinato.

I sindacati manifestano molta perplessità, al netto delle rassicurazioni della dirigenza. Un destino, quello dello stabilimento che fu della storica Squibb, che rischia di diventare la cartina tornasole dello stato di salute di un intero territorio.

Voto: 6 (8 al progetto iniziale, 4 a quello che è successo dopo)

O come Ospedale

L’ormai ex ospedale di Anagni

Alla fine siamo sempre lì: nel 2018 Natalia aveva vinto le elezioni soprattutto promettendo la ripartenza di un settore vitale non soltanto per Anagni ma per l’intero territorio. L’episodio drammatico della donna morta per shock anafilattico che non era stato possibile soccorrere in tempo perché un punto di primo soccorso non c’era era diventato un simbolo.

Sette anni  dopo, la realtà è impietosa: l’ospedale non c’è, il Pronto Soccorso neanche e pure il progetto per il reparto (o servizio che dir si voglia) di oncologia ancora non si vede, nonostante le numerose rassicurazioni date a scadenza puntuale dal sindaco e da tutta la sua maggioranza. La sensazione è che la scommessa vincente del 2018 potrebbe diventare una vera e propria palla al piede per chi, nel centrodestra, verrà dopo il sindaco.

Voto: 4 (per le promesse non confermate)

P come Parcheggi

Il Comune di Anagni

Il sindaco Natalia, sempre moderato ma non in questo caso, ha parlato di una “rivoluzione” per la città. I progetti per i due impianti che stanno per partire nella zona sud della circonvallazione cittadina (con 5 milioni arrivati dal Pnrr) potrebbero, se non risolvere, migliorare sensibilmente il problema del parcheggio cittadino, da sempre una spina nel fianco in una città molto estesa nel territorio, ma con un centro storico ridotto.

Il problema sono i tempi: se il progetto verrà realizzato nei tempi stabiliti, allora tutto bene; altrimenti, potrebbero esserci (come per la vicenda dell’ospedale) ricadute in negativo per l’immagine di tutta la maggioranza. 

Voto: 7 (sulla fiducia)

Q come Quaglia (salto della)

Da Agostino Depretis in poi l’Italia è il paese di chi non si fa certamente troppi problemi quando si tratta di passare da una parte all’altra dello schieramento politico, ad ogni livello. Detto questo però, fa pur sempre un po’ di impressione vedere come persone che nell’ultima campagna elettorale avevano utilizzato toni incendiari nei confronti della maggioranza di centrodestra capitanata dal sindaco Natalia, che ambivano a battere, siano passati nel giro di un amen all’interno di quella stessa maggioranza.

Qualcuno lo ha fatto in maniera rapida, senza aspettare neanche che si placasse il fragore degli applausi dei comizi; qualcun altro ci è arrivato in maniera più riflessiva. La sostanza però non cambia: anche ad Anagni il confine tra maggioranza ed opposizione spesso è così labile da essere quasi indistinguibile.

Voto: 4 (alla coerenza) 

R come Rinnovamento

Angela Manunza di Rinnovamento

Praticamente un Partito nel Partito: l’ala dura di quelli che non sono mai rassegnati nel corso degli ultimi mesi alla vittoria congressuale di Francesco Sordo, e mirano, in un modo o nell’altro a sostituirsi a lui alla guida del Partito Democratico. Rinnovamento è infatti la corrente del Pd che raccoglie quelli che all’epoca del congresso si erano schierati con Angela Manunza, l’esponente che di fatto rappresenta le posizioni che, in Consiglio comunale, sono esposte ed argomentate dal consigliere di minoranza Luca Santovincenzo.

Una convivenza quella tra maggioranza ed opposizione del PD, che è stata sempre problematica. E che negli ultimi giorni è diventata impossibile con la richiesta di passo indietro fatta a Sordo sulla base di una intervista data dal segretario cittadino. Un gioco che finirà fatalmente per alimentare le ambizioni del centrodestra. 

Voto: 5 (per la mancanza di visione comune)

S come Salvati (Davide)

Davide Salvati

Se Ambrosetti con il suo ciuffo ribelle è l’ala ruspante ed irruenta di Fratelli d’Italia ad Anagni, Davide Salvati, è invece il capello più composto di tutta la maggioranza. L’attuale presidente del Consiglio Comunale ha ormai da tempo lanciato la sua Opa all’interno del centrodestra nel tentativo, ormai non più dissimulato, di diventare ufficialmente l’erede di Daniele Natalia quando, tra il 2027 ed il 2028, si dovrà cercare un altro candidato a sindaco per i conservatori.

Lo ha fatto con un’azione a 360 gradi, tra un’attività consiliare inappuntabile e la lenta e costante ricerca di appoggi sia all’interno che all’esterno del Consiglio. Senza disdegnare anche eventi di respiro più largo come il format Rimland che, da due anni a questa parte, si svolge all’interno della Sala della Ragione con uno sguardo sulla geopolitica del futuro che è tra i più autorevoli a livello nazionale. L’obiettivo è quello di diventare il Natalia 2.0 del 2028.

Voto 8 (per la strategia)

T come Turn Over

E’ il mistero più misterioso della politica anagnina: la staffetta che, nata nel 2023 per permettere la convivenza in giunta tra Forza Italia e Idea Anagni, si è arenata nel 2024, facendo poi perdere definitivamente le proprie tracce. Il progetto, almeno inizialmente, era chiaro: per moltiplicare i posti in giunta si era pensato a un ruolo di assessore da assegnare un anno a testa a Forza Italia e Idea Anagni.

Chiara Stavole

Ad iniziare era stata la lista civica di Guglielmo Vecchi con Anna De Lellis nel 2023: nel 2024 era subentrata, come da accordi, Chiara Stavole per Forza Italia. Il gioco però poi si è interrotto. E, ad oggi, la Stavole è ancora l’assessore in carica. Dopo qualche mese di discussione e di rimpalli di responsabilità, di staffetta non si è più parlato. Probabilmente perché a tutti sta bene così: a Forza Italia che mantiene un assessore in giunta, a Idea Anagni, che lavora con le sue deleghe senza rischiare di dover uscire dalla maggioranza.

Voto: 5 ( per la chiarezza)

U come Unione dei comuni

All’inizio Anagni e Veroli erano nemici, quando si trattava di dover stabilire dove dovessero essere collocati stabilmente i reperti archeologici trovati negli ultimi anni nel territorio del comune di Anagni, ma finiti nel museo di Veroli per assenza di una struttura museale in città. Poi le cose sono cambiate. Nel marzo di quest’anno c’è stato il Protocollo delle città fortificate che vede, appunto, Anagni e Veroli, ma anche Alatri e Ferentino, tutte insieme appassionatamente.

I sindaci delle Città Fortificate firmano il protocollo per la Capitale della Cultura 2028

Per uno scopo alto: ambire, con un certo grado di possibilità, al titolo importante di Capitale italiana della cultura nel 2028. Inizialmente la decisione sarebbe dovuta arrivare entro la fine del 2025: qualche giorno fa si è però saputo che i termini sono stati spostati alla fine del gennaio del prossimo anno. Per quella data si saprà se il progetto sarà soltanto un’idea ambiziosa svanita nel nulla, o il punto di partenza per un modo di pianificare il rilancio territoriale non più pensando soltanto in termini di singoli comuni ma di visioni complessive. 

Voto 8 (per il coraggio)

V come Viabilità

Da qualche giorno i cittadini di Anagni corrono, quando si mettono in automobile, seri di rischi di incidenti. Colpa, o merito, del cambio radicale della viabilità cittadina che è stato annunciato letteralmente dall’oggi al domani dalla amministrazione comunale. Di fatto, l’anello della circonvallazione che chiude il centro storico di Anagni può ora essere  attraversato soltanto in un senso di marcia.

Le strade di Anagni sono diventate pericolose (Foto © Ettore Cesaritti)

Una sorta di lungo senso unico che ha come scopo quello di creare lo spazio per lo svolgersi dei lavori che dovranno regalare, entro un anno, due nuovi parcheggi nella zona sud della circonvallazione. Un cambio radicale che ha generato molte polemiche, legate non tanto al merito, ma al metodo, ovvero allo scarsissimo preavviso dato ai cittadini. Al momento sembra che, dopo le difficoltà iniziali, le modifiche siano state accettate. Come avviene in questi casi il fine giustifica i mezzi.

Voto: 6 (7 per l’idea, 5 per l’informazione)

W come Winchester (ex)

La decisione di far ripartire all’interno dello stabilimento della ex Winchester di Anagni, appartenente al gruppo Knds di Colleferro, la produzione di materiali militari, ha scatenato negli ultimi mesi un vespaio di polemiche. Nello stabilimento di Anagni infatti si è deciso di ricominciare la produzione di nitrogelatina, componente di base per la produzione di armi. Tutto nasce da Asap, il programma con cui l’Ue, in seguito alle vicende degli ultimi anni, ha deciso di incrementare la produzione di materiale militare nel territorio europeo.

Una decisione che ha portato, come conseguenza, il progetto di riapertura dello stabilimento anagnino. Cosa che ha generato due ordini di polemiche: quello relativo alla pericolosità in sé del materiale prodotto; e quello legato al fatto che, come si è detto più volte in città, la presenza di uno stabilimento militare sul territorio farebbe diventare di fatto Anagni un obiettivo sensibile in caso di attacco. Una polemica che ha generato manifestazioni, marce e polemiche punto attualmente ancora molto lontana dall’abbassarsi di tono.

Voto: 6 (7 per la ricaduta economica, 5 per le eventuali conseguenze militari)

Z come Zito

Giacomo Zito (Foto © Massimo Iachetta Ph)

In una città che cambia parere su qualsiasi cosa nel giro di poche ore, è confortante che negli ultimi anni l’offerta culturale più importante, quella che fa riferimento al Festival del teatro medievale, non abbia cambiato linea. Giacomo Zito è ormai da diverse stagioni il direttore artistico di quello che è senza dubbio il più importante festival teatrale del Centro Italia.

Un cartellone sul quale magari, valutando nome per nome, si potrà (a volte) anche discutere. Ma Zito ha il merito indiscutibile di aver portato, nel corso degli anni migliaia di persone ad affollare le principali piazze del centro storico anagnino. Generando cultura ed anche indotto, che non fa mai male. 

Voto: 8 (per la durata)