Anagni 2026: sviluppo economico e sanità i temi caldi del nuovo anno

Finite le feste riprende l'attività amministrativa. Cosa dovrà aspettarsi la Città dei Papi in vista dei prossimi mesi. In ballo il futuro del piano d'investimenti annunciato dalla Novo Nordisk, il futuro dell'ospedale e dei servizi medici e la scommessa della candidatura a "Capitale della Cultura"

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Il 2026 ad Anagni si annuncia scoppiettante almeno in tre ambiti. Tutti e tre densi di temi che saranno decisivi non solo per definire il futuro della città nei prossimi anni, ma anche per orientare l’elettorato in vista della scadenza elettorale del 2028. Che, al netto di tutto quello che accadrà, non è poi così lontana.

Vediamoli con calma, ad iniziare dal lavoro. Per poi passare alla sanità ed alla cultura. E non mancherà uno sguardo a quello che potrebbe accadere in politica.

Il futuro del progetto Novo Nordisk

In questo ambito, il 2026 sarà decisivo per stabilire il futuro del progetto della Novo Nordisk. Come noto, l’azienda multinazionale danese che ha rilevato poco più di un anno fa la Catalent, aveva annunciato nel marzo dello scorso anno un progetto da due miliardi e mezzo di euro per valorizzare lo stabilimento anagnino e farne il principale Hub centro europeo del settore farmaceutico, soprattutto nella produzione di farmaci contro l’obesità.

Un progetto che  aveva  anche fatto parlare dell’arrivo di 1.500 nuovi posti di lavoro. Promesse che si sono però di fatto ridimensionate negli ultimi mesi, con la crisi internazionale del settore farmaceutico che ha portato al taglio di 9000 posti di lavoro a livello mondiale. Ad Anagni è stata almeno temporaneamente bloccata la produzione del Wegovy, il farmaco anti obesità che doveva essere il punto di partenza per una nuova vita dell’azienda anagnina. Ma la novità potrebbe arrivare dall’annuncio arrivato nelle ore scorse: Novo Nordisk abbasserà drasticamente i prezzi della versione orale di Wegovy negli Stati Uniti, puntando a riprendersi le quote di mercato aggredite dalla rivale Eli Lilly nel campo dei farmaci anti obesità.

L’ex Catalent di Anagni

Nel frattempo però ad Anagni non sono stati rinnovati una settantina di contratti a tempo determinato. Un dato tutt’altro che rassicurante. I sindacati hanno chiesto in tempi rapidissimi garanzie che almeno per il momento non sono arrivate. Il 2026 in questo senso dovrà dire dove va la principale azienda farmaceutica di Anagni. E di conseguenza che tipo di rilancio avrà, se lo avrà, l’economia della zona.

Ex Polveriera e lavori pubblici: nodi da sciogliere

Sempre a proposito di lavoro un altro tema importante del 2026 sarà il destino della ex Polveriera, l’ex Deposito Munizioni dell’Esercito Italiano. Dal 2009, anno in cui il Comune, all’epoca retto dall’Amministrazione Noto, decise di rilevare lo stabilimento dal demanio per evitare speculazioni, sul destino dei 187 ettari della struttura si sono moltiplicate le ipotesi più fantasiose.

L’area dell’ex Polveriera

Al momento l’unica in piedi è quella di un enorme parco fotovoltaico. Progetto aspramente avversato dal centrosinistra cittadino che teme soprattutto per gli effetti a livello ambientale proponendo, al contrario, la creazione di un polo sanitario. Anche in questo caso il 2026 dovrebbe dare qualche elemento in più.

Sempre a livello di lavoro, il 2026 sarà anche l’anno in cui bisognerà capire se le grandi opere annunciate vedranno la luce oppure no. Tra i progetti di cui si parla in questi giorni c’è quello dei due parcheggi da realizzare all’interno della zona della circonvallazione sud.

Cinque milioni di euro arrivati con il Pnrr per risolvere, o quantomeno rendere molto meno invasivo, il problema del parcheggio in città. A far discutere sono però i tempi di realizzazione:per il centrosinistra è molto difficile che si possano rispettare quelli ufficiali cosa che potrebbe portare problemi importanti. Il 2026 dirà se gli annunci del sindaco Natalia diventeranno solide realtà.

Ospedale e servizi sanitari: quale futuro?

L’ex ospedale

Un altro ambito molto importante nel 2026 sarà sicuramente la sanità. Ovvero il destino dell’ex nosocomio, chiuso da 15 anni. In attesa della riapertura del Pronto Soccorso, il 2026 darà sicuramente indicazioni più realistiche sul destino di oncologia. Un servizio che nel 2023 era stato annunciato dal presidente Rocca come il punto di partenza per una nuova vita della sanità in città. Almeno al momento, però, non ci sono in tal senso novità.

Il 2026 dovrà dire se ad Anagni un’offerta sanitaria ha diritto di esistenza, oppure se i cittadini dovranno rassegnarsi a prendere l’automobile per andare a Frosinone a Colleferro per ogni minimo malanno.

La scommessa della “Capitale della Cultura”

I sindaci delle Città Fortificate firmano il protocollo per la Capitale della Cultura 2028

I primi mesi del prossimo anno saranno decisivi anche per quanto riguarda il tema della cultura. Infatti nel gennaio del 2026 il governo dovrà dare i nomi delle dieci città finaliste per il titolo di capitale italiana della cultura nel 2028. Attualmente, tra i 25 candidati c’è anche Anagni, inserita in un protocollo delle città fortificate che ha messo insieme anche ad Alatri Veroli e Ferentino.

L’idea, è quella di creare una sinergia tra le realtà più importanti della provincia di Frosinone per storia e per cultura. Un progetto su cui hanno scommesso in molti. Ed è chiaro che il successo o l’insuccesso del progetto potrebbe avere un peso politico importante.

Marino-Savati, duello per la candidatura

L’assessore Carlo Marino

Ma il 2026 servirà anche a dare indicazioni importanti per quanto riguarda la politica. Ovvero per ciò che attiene allo stato di salute delle due coalizioni che, ragionevolmente, dovranno contendersi la vittoria alle elezioni comunali del 2028. Per quanto riguarda il centro-destra attualmente guidato da Daniele Natalia, a meno di un cambio della legge elettorale, bisognerà pensare ad un nuovo candidato a sindaco.

I nomi fatti nel 2025 e che verranno fatti anche nel 2026 sono quelli di Carlo Marino e di Davide Salvati. Il primo è attualmente assessore al bilancio ed alla cultura del Comune; il secondo presidente del consiglio comunale. Marino ha il vantaggio di essere smart e con una forte propensione al rilievo mediatico: il secondo invece appare più strutturato ed anche maggiormente appoggiato da un partito, Fratelli d’Italia, che traina la maggioranza di centro destra.

Davide Salvati

Anche se non sono in pochi a pensare che, come è già capitato ed altre circostanze, alla fine possa spuntarla un papa straniero, ovvero un tecnico d’area scelto proprio per mettere d’accordo gli appetiti contrastanti dei partiti del centrodestra. Una persona come potrebbe essere ad esempio il più nominato Paolo Patrizi.

Il centrosinistra dovrà ritrovare l’unità

Luca Santovincenzo

Diversa la situazione del centro-sinistra che attualmente vive una fase di profonda spaccatura tra una coalizione istituzionale, rappresentata dai partiti del centrosinistra, a partire dal Partito Democratico, ed una più “militante” con associazioni e cittadini gravitanti intorno a LiberAnagni. La coalizione che esprime in consiglio comunale quello che attualmente è l’unico consigliere di opposizione ufficiale, ovvero Luca Santovincenzo.

La logica vorrebbe che le due anime del centrosinistra riuscissero a trovare una quadra per avere qualche chance alle prossime elezioni comunali. Una logica che però non sembra appartenere al centrosinistra anagnino, vista la spaccatura probabilmente definitiva maturata proprio negli ultimi tempinel PD tra la maggioranza guidata dal segretario Francesco Sordo e la minoranza della componente Rinnovamento, che vede come punto di riferimento Angela Manunza, candidata alla segreteria sconfitta proprio da Sordo.

Angela Manunza e Francesco Sordo

Un duello senza esclusione di colpi che rischia di mandare in frantumi l’ipotesi di “campo largo”, regalando di fatto la vittoria al centrodestra alle prossime comunali. Anche qui il 2026 ci dirà se prevarrà la logica della collaborazione oppure se quella del tanto peggio tanto meglio con il centrodestra pronto a brindare a prescindere dal candidato a sindaco.