L'ennesima rissa con tanto di ferito ha riaperto il problema della sicurezza nella Città dei Papi. Erano stati promessi interventi dopo il pestaggio a marzo di un anno fa del ragazzino di 12 anni. Ed invece non è successo nulla. Servono maggiori controlli delle forze dell'ordine e misure urgenti per arginare il disagio giovanile. Altrimenti la prossima volta potrebbe accadere qualcosa di grave
Anche questa volta è andata bene, se così si può dire. Solo un ferito. A cui vanno aggiunti ovviamente i disagi di quelli che c’erano: e quelli di chi in quella zona ci vive. Peraltro, non è solo quella zona, visto che casi del genere si ripetono ormai da tempo in diversi quartieri. Segno che non si tratta di un problema legato ad un luogo, ma ad un fenomeno più generale. Che sta prendendo sempre più piede.
Benvenuti ad Anagni di sera: un posto in cui le risse non sono magari all’Ordine del Giorno ma si verificano spesso. E se non è ancora successo nulla di grave, forse è solo questione di fortuna. Che però non può durare in eterno.
L’ultimo episodio

L’ultimo caso si è verificato nella notte tra martedì e mercoledì scorsi, presso un noto locale vicino a piazza Innocenzo III (del tutto estraneo alla vicenda), il salotto della città. Che tra pochi giorni diventerà un teatro a cielo aperto, ospitando l’edizione 2025 del Festival del Teatro Medievale. Ma che per alcuni lunghissimi minuti si è trasformato in una zona di guerra. Decine di ragazzi coinvolti, schiamazzi, caos, scontri verbali e poi fisici: la violenza è esplosa di nuovo, con un’altra persona ferita. Fortunatamente, solo una, ma il bilancio avrebbe potuto essere ben più grave.
Non si tratta, come detto, di un caso isolato. Ormai da settimane, se non da mesi, il centro storico (ma non solo) è teatro di episodi simili, che dipingono un quadro allarmante per la sicurezza dei cittadini e per l’immagine stessa della città.
Tutti ricordano il caso del 12enne picchiato in pieno centro storico nel marzo di un anno fa. Un’aggressione selvaggia, con calci e pugni: un bilancio complessivo di denti spezzati e fratture multiple. Il sindaco aveva parlato di bullismo. Un episodio che aveva fatto molta impressione. Tanto da spingere chi di dovere ad assicurare impegno per evitare il ripetersi di casi simili. Non è successo niente.
“Branco” in azione, è ora d’intervenire

Le risse, soprattutto in estate, ci sono ancora. I ragazzi, spesso molto al di sotto della soglia dei 18 anni, si spostano in branco. E come un branco, spesso, agiscono, seguendo la logica del più forte. Il problema è serio e non può più essere ignorato. È ora di agire.
Dopo il caso del 12enne picchiato si era tentato di affrontare la questione con la creazione di una commissione per il disagio giovanile. Un’iniziativa lodevole, che purtroppo è rimasta solo sulla carta, senza produrre, ad oggi, risultati concreti.
Per evitare che quella di martedì notte resti un’ennesima tappa di un percorso già noto serve uno sforzo corale, un’assunzione di responsabilità che coinvolga l’intera classe politica, non solo l’amministrazione comunale. Non bastano le parole, servono azioni concrete e coordinate. Bisogna lavorare su più fronti.
Spazi per i giovani e più controlli
Per esempio aumentando gli spazi di aggregazione per i giovani. Marciapiedi e bar non possono essere le sole alternative per chi vuole passare del tempo assieme. Bisogna offrire ai giovani alternative valide e sane alla strada, investendo in strutture e attività che li coinvolgano e li valorizzino. Un’altra strada da seguire è quella di intensificare i controlli. Più uomini, più mezzi, più attenzione. È necessario un maggiore presidio delle forze dell’ordine, soprattutto nelle ore notturne.

Ma non solo: urge un monitoraggio più serrato sui locali, in particolare per quanto riguarda la somministrazione di bevande alcoliche, soprattutto ai minorenni. E ovviamente bisogna coinvolgere le famiglie. Non si può prescindere dal ruolo dei genitori. È inaccettabile che ragazzi sotto i 18 anni si trovino in giro per le strade a notte fonda, senza che nessuno si preoccupi di dove siano e cosa facciano. È un problema che va affrontato a livello educativo e sociale.
La sicurezza non è un lusso, è un diritto. È ora di restituire Anagni ai suoi cittadini, liberandola dalla morsa della violenza e del degrado. Altrimenti dovremo adattarci ad aspettare la prossima rissa. Sperando che vada sempre bene.



