Solito botta e risposta tra la maggioranza e Luca Santovincenzo, unico esponente della minoranza che ha accusato l'amministrazione di scarsa programmazione ed ha chiesto un censimento dei contenziosi. Il sindaco Daniele Natalia ed Alessandro Cardinali hanno replicato rivendicando i risultati raggiunti. Alla fine approvati tutti i punti all'ordine del giorno
Si è chiuso senza botti il 2025 amministrativo di Anagni. Poche ore fa infatti il Consiglio comunale si è riunito per l’ultima seduta dell’anno, con una mattinata di confronto serrato (anche se senza i picchi polemici delle ultime sedute consiliari) tra una maggioranza che ha rivendicato la “responsabilità del fare” e un’opposizione che, pur non rinunciando al fair play degli auguri, non ha risparmiato critiche pungenti sulla gestione dei conti pubblici e sulle diverse visioni di sviluppo cittadino, ribadendo la volontà di andare avanti nella propria funzione di pungolo.
Santovincenzo all’attacco sui conti
La prima parte della seduta è scivolata via tra approvazioni di cambi di destinazione d’uso. La temperatura si è alzata, seppur di poco, quando l’Aula consiliare è entrata nel vivo del dibattito. Al centro della discussione, una serie di debiti fuori bilancio da riconoscere.

La cifra più consistente era quella (circa 300.000 euro) legata a interventi di manutenzione straordinaria effettuati nella seconda metà dell’anno, a cui si sono aggiunte spese per contenziosi legali e lo stanziamento di circa 8.000 euro per l’evento di geopolitica Rimland, fortemente voluto dal presidente del Consiglio comunale, l’esponente di Fratelli d’Italia Davide Salvati.
Luca Santovincenzo, leader di LiberAnagni e unica voce critica dall’opposizione (“un unicum in Italia”, ha detto il consigliere), è andato dritto al punto: per l’esponente della minoranza, queste cifre sono il sintomo di una falla strutturale. Secondo Santovincenzo, infatti, “continua a non esserci programmazione all’interno dell’amministrazione”.
Il consigliere ha poi incalzato la giunta chiedendo un censimento dei contenziosi per evitare emorragie di denaro pubblico e una visione più chiara per il futuro, ribadendo che, anche se “alcune cose possono sfuggire”, a volte le spese di manutenzione derivano da un degrado non attenzionato preventivamente.
La replica della maggioranza
La replica della maggioranza non si è fatta attendere. Alessandro Cardinali di Fratelli d’Italia ha provato a smorzare i toni con un pragmatismo tutto politico: “Certamente se ci sono i debiti fuori bilancio vuol dire che qualcosa non è andato”, ha ammesso, sottolineando però come quella dei debiti fuori bilancio sia una dinamica comune a tutti i municipi d’Italia, spesso alle prese con l’imprevedibilità delle urgenze.

A chiudere il cerchio è stato il sindaco Daniele Natalia. Il primo cittadino, approvando l’approccio di Cardinali, ha approfittato dell’occasione per fare il punto sulla sua azione di governo. Ha rivendicato con orgoglio il piano delle grandi opere, dai parcheggi al futuro nuovo cinema, fino all’apertura totale del museo archeologico.
Natalia ha lanciato una stoccata all’opposizione definendo il ruolo dei critici più semplice rispetto a quello di chi deve firmare gli atti: “Fare opposizione significa non avere quella responsabilità delle scelte che invece noi ci siamo assunti”.
Il sindaco, parlando di cultura, si è poi tolto qualche sassolino dalla scarpa, parlando di un “doppio binario” culturale in città, lamentando un pregiudizio da parte dell’ala più radicale della cittadinanza (quella che sarebbe più vicina alle posizioni di Santovincenzo) che boccerebbe le proposte della maggioranza quasi per partito preso.
Approvati tutti i punti all’ordine del giorno
Nonostante lo scontro sui numeri, il Consiglio è stato anche l’occasione per guardare al domani. Santovincenzo ha rilanciato la sua sfida per il 2026: attenzione di più deboli, impegno per i più sfortunati, battaglia per trasformare l’ex Polveriera in un centro sanitario d’eccellenza per l’area nord della provincia.

Dal canto suo Natalia ha riconfermato la volontà di spingere sulla “riconversione turistico-culturale della città”, convinto che i prossimi due anni e mezzo saranno decisivi per completare il volto della nuova Anagni. Ed auspicando, in tal senso, il superamento di quella burocrazia che, in troppe circostanze, ha penalizzato l’azione amministrativa, “tranne in casi come quello della Novo Nordisk in cui, per fortuna, i vincoli burocratici sono stati superati in fretta”.
Alla fine, come da copione, i numeri hanno dato ragione al governo cittadino: la maggioranza è rimasta compatta, approvando tutti i punti e rimandando la sfida politica al nuovo anno. Santovincenzo, però, ha promesso che non abbasserà la guardia, intenzionato a restare quella voce unica, capace però di stimolare l’amministrazione cittadina.



