Anagni, il caos calmo della politica dove nulla è come appare

Dopo la pausa per le festività pasquali, in città riprende l'attività dell'Amministrazione comunale alle prese con una serie di temi caldi come la valorizzazione dell'Osteria della Fontana e il caso staffetta in giunta. Dal punto di vista politico, tiene banco il futuro del sindaco Daniele Natalia che potrebbe portare alle fine anticipata dalla legislatura. Davide Salvati e Carlo Marino restano i papabili alla sua successione

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

La Pasqua anagnina si è chiusa all’insegna di una calma piatta, quasi istituzionale: la classica bonaccia che precede i grandi movimenti di assestamento. Il mese di aprile sarà di assestamento: da ora in poi saranno due le faglie sulle quali si muoverà il (quasi) monocolore del sindaco Daniele Natalia.

Sotto la superficie di una maggioranza che appare granitica, c’è una spinta amministrativa che viaggia in una direzione; e ce n’è una politica che non necessariamente deve viaggiare sulla stessa rotta. Da ora in poi, governare la città sarà un tema, governare le dinamiche che porteranno alla successione del sindaco sarà un altro discorso. Perché il fuoco della politica locale cova, alimentato da scadenze amministrative e, soprattutto, dalle manovre per il futuro della città.

Lo spartiacque

Daniele Natalia, sindaco di Anagni

Il mese di aprile sarà, in questo senso, un importante spartiacque. Nel giro di pochi giorni infatti, il Consiglio comunale sarà chiamato a riunirsi per due questioni (anche se il secondo punto potrebbe essere discusso già nella prima seduta). Il primo appuntamento è quello canonico, quasi rituale, dedicato al conto consuntivo: un momento in cui i numeri daranno la misura dell’azione amministrativa svolta finora.

Ma è la seconda seduta a scaldare, già da ora, i motori: l’approvazione del piano di valorizzazione urbana per Osteria della Fontana. La parte bassa della Città dei Papi non è più solo, da tempo, una periferia industriale o un quartiere dormitorio. E’ diventata il motore di un’espansione economica e sociale che corre più veloce della burocrazia.

Governare questo sviluppo, indirizzandolo verso una sostenibilità che non soffochi il territorio: è la sfida che l’amministrazione Natalia deve vincere per gettare le basi del suo futuro politico. Una sfida che, negli ultimi giorni, ha provocato plausi ma anche critiche. Frizioni che, inevitabilmente, finiranno per farsi sentire nel dibattito consiliare.

Una stabilità politica di… facciata

L’assessore comunale Chiara Stavole

Se sul piano amministrativo si procede: c’è da realizzare il progetto Hernica Saxa cioè quello con cui Anagni ha concorso con Alatri, Ferentino e Veroli per diventare Capitale Italiana della Cultura 2028. Poco conta che il titolo sia andato altrove: il progetto resta valido, rimane il titolo di Finalista ed ora ci sono da costruire tanti link e tanti progetti in comune.

Sul piano politico la stagione che arriva potrebbe essere quella in cui i mal di pancia iniziano a farsi sentire. Non per il caso della staffetta, la famosa alternanza tra Forza Italia e Idea Anagni in Giunta: nata nel 2023 per favorire la convivenza tra anima politica ed anima civile della maggioranza. Lo scorso anno è saltata, significa che le condizioni politiche per azionarla non c’erano. E ad oggi non risultano azionate richieste in questo senso con il sindaco Daniele Natalia. Il quale – comunque – qualora arrivassero è pronto a discuterne.

Ufficialmente non ci sono strappi ma nei corridoi del Palazzo la tensione è palpabile. Il versante civico, in particolare Idea Anagni, mastica amaro: il sacrificio di restare ai margini dell’esecutivo senza il completamento del ricambio sta mettendo a dura prova la tenuta dei rapporti. Una stabilità che appare dunque solida più per mancanza di alternative immediate che per una reale armonia interna.

Il futuro di Natalia agita le acque

Davide Salvati

Ma il vero tema che agita i sogni della maggioranza è il destino del sindaco Daniele Natalia. E l’identikit del suo successore. Giunto al suo secondo mandato, il primo cittadino non potrà ricandidarsi. Ed il suo focus è dichiaratamente puntato verso orizzonti più vasti: la Pisana o Montecitorio. Un tracciato ancora molto labile: tanto dipenderà dalla riforma della Legge Elettorale, che potrebbe cancellare i Collegi Uninominali e rendere le elezioni molto diverse da quello che sono state negli ultimi anni.

Ma a prescindere dalla formula del voto, proprio l’ipotesi delle elezioni politiche è quella che mette più pepe allo scenario locale. Se Natalia decidesse di tentare la corsa nazionale, obbligherebbe la città a pensare a un’alternativa con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del 2028. Una prospettiva che accelera il dibattito sulla successione.

Chi raccoglierebbe l’eredità del sindaco? Le alternative sono ormai chiare. Da una parte c’è la forza di Fratelli d’Italia, che vede nel Presidente del Consiglio comunale, Davide Salvati, il naturale punto di caduta per chi vuole una continuità politica sotto il segno del simbolo di partito più forte del momento.

Carlo Marino con Daniele Natalia

Dall’altra, c’è chi spinge per una soluzione più civico-trasversale. È qui che emerge la figura di Carlo Marino, attuale assessore alla Cultura e al Bilancio, esponente di Cuori Anagnini. Marino vanta una cifra civica capace di aggregare consensi che vanno oltre i perimetri dei partiti tradizionali. Una dote che potrebbe rassicurare i moderati e le liste civiche.

Anagni si prepara dunque a un finale di primavera caldo. Tra l’urbanistica di Osteria della Fontana e le prospettive elettorali, la sensazione è che la vera partita per il potere cittadino sia appena iniziata.