La manifestazione, organizzata da LiberAnagni in piazza Cavour, ha riscosso successo tra i cittadini. Il ritiro del ricorso contro l'impianto da parte del sindaco Daniele Natalia ha acceso le proteste. In città si sta formando un fronte progressista intorno al consigliere Luca Santovincenzo alternativo al PD
Un vento gelido che però non è bastato a raffreddare gli animi di una città che, intorno al tema del biodigestore, sembra aver ritrovato una partecipazione politica che pareva sopita. E, proprio per questo, autorizza a pensare che la manifestazione organizzata sabato scorso dal gruppo LiberAnagni non sia stata solo un presidio ambientalista ma un evento politico vero e proprio.
Da un lato, il successo di una mobilitazione civile su un tema identitario per il territorio; dall’altro un chiaro segnale lanciato dal consigliere di opposizione Luca Santovincenzo, che delinea i contorni di una sfida elettorale imminente e complessa.Tutta interna al centrosinistra cittadino.
La “piazza” contro il ritiro del ricorso
La prima chiave di lettura della manifestazione di sabato, come detto, è strettamente legata alla spinosa questione del biodigestore. Il gruppo, guidato da Santovincenzo, ha voluto mantenere alta l’attenzione su un progetto che affonda le radici nel 2017 e che oggi torna a far paura a un territorio già duramente provato da criticità ambientali storiche.

Il punto è quanto avvenuto tra i banchi dell’ultimo consiglio comunale. Qualche settimana fa Santovincenzo ha rivelato un dettaglio che ha scosso l’opinione pubblica: la decisione del sindaco Daniele Natalia di ritirare il ricorso inizialmente presentato dall’amministrazione contro l’impianto. Una mossa interpretata dai manifestanti come un segnale di resa, o peggio di accondiscendenza, verso un’opera considerata rischiosa per un ecosistema già martoriato.
Santovincenzo ha saputo trasformare questa scoperta in una mobilitazione di piazza, rivendicando la centralità del metodo della trasparenza contro una politica dove tutto si decide nelle segrete stanze del “palazzo”.
Nel segno della trasparenza
“A seguito della scoperta del ritiro del ricorso del Comune contro il biodigestore – ha detto il consigliere – Abbiamo lavorato molto per approfondire e accertare le responsabilità, a livello politico e amministrativo. In queste settimane, mentre gli altri si spendevano nei bar per giustificarsi diffondendo notizie distorte, noi abbiamo deciso di informare la cittadinanza nella massima trasparenza”.

“Dopo la grande partecipazione dell’ultimo rendiconto consiliare LiberAnagni di gennaio sapevamo che la nostra sede non avrebbe potuto ospitare tutti. Per questo abbiamo convocato un’assemblea pubblica in luogo aperto: per riportare la politica fuori dalle stanze del palazzo e dai luoghi chiusi, restituendola ai cittadini”, ha chiosato Santovincenzo.
La piazza di sabato ha risposto a questo appello, trasformandosi in un forum dove dati tecnici e preoccupazioni umane si sono fusi in un’unica voce di protesta contro quella che viene percepita come una gestione opaca della vicenda ambientale.
La chiave politica e l’attacco al sindaco
Se l’ambiente n’è stato il cuore, la manifestazione di sabato ha però lasciato intravedere un’anima squisitamente politica, che guarda alle prossime elezioni comunali, lontane solo in apparenza. Non si è parlato infatti solo di rifiuti ed emissioni, ma di un modello (condivisibile) di fare politica basato sulla chiarezza e sulla presenza in prima linea.

In tal senso il messaggio di LiberAnagni è apparso come un guanto di sfida lanciato non solo alla maggioranza di centrodestra, ma anche al resto dell’opposizione. Santovincenzo, forte del successo di piazza, ha ribadito nelle ultime ore la volontà di proseguire un percorso autonomo e identitario.
“Sabato scorso, nonostante il vento gelido, Piazza Cavour si è riempita. Abbiamo discusso apertamente, in diretta social, dando la parola a chiunque volesse intervenire. Ne è uscito un incontro intenso, che ha unito critiche e proposte a dati tecnici e testimonianze umane profonde – ha aggiunto – Abbiamo invitato tutti, nessuno escluso. Non ci stupisce l’assenza del Sindaco e di chi preferisce il chiacchiericcio da bar: reggere il confronto pubblico non è da tutti”. L’attacco al sindaco è comprensibile e chiarisce la matrice anche “politica” dell’assemblea.
La presenza del PD
In questo scenario però, assume un peso specificola presenza di alcuni esponenti del Partito Democratico locale che, prendendo la parola, hanno espresso critiche feroci non solo verso l’amministrazione Natalia (e ci stava), ma anche verso la direzione stessa del Pd anagnino. Queste “voci fuori dal coro” testimoniano, caso mai non si fosse capito, una spaccatura profonda nell’area progressista.

Di fatto, l’idea che emerge è quella di una coalizione progressista “alternativa” che intende opporsi al centrosinistra partitico classico. Una scelta legittima e basata su una coerenza di temi e di battaglie sul campo. Ma che porta con sé un’insidia numerica non trascurabile.
Se LiberAnagni e il fronte che si riconosce in Santovincenzo decideranno di correre da soli, il campo del centrosinistra si presenterà al voto diviso in due tronconi separati. Questa frammentazione, paradossalmente, potrebbe diventare il miglior alleato del centrodestra di Daniele Natalia. Nonostante la maggioranza attuale non appaia così granitica o unitaria come la narrazione ufficiale vorrebbe far credere, una divisione netta degli sfidanti finirebbe per facilitare la riconferma della coalizione del sindaco uscente.
Il contatto diretto con i cittadini

La rotta tracciata da LiberAnagni sembra comunque ormai decisa. Il gruppo punta sulla “strada giusta” del contatto diretto con la gente, convinto che il consenso costruito sulla difesa del territorio e sul rapporto diretto con i cittadini possa scavalcare le logiche dei vecchi apparati (“un sentito ringraziamento ai tantissimi liberi cittadini e ai membri di comitati e associazioni che sono rimasti con noi per oltre due ore. Il vostro entusiasmo ci conferma che questa è la strada giusta. Ci è stato chiesto di rifarlo, e lo faremo”).
Anagni si avvia dunque a una stagione elettorale dove l’ambiente sarà il vessillo, ma la capacità di sintesi politica sarà l’unico vero arbitro della vittoria. Resta da capire se la piazza di sabato sarà l’inizio di una rivoluzione civile o l’alba di una nuova stagione di divisioni interne alla sinistra anagnina.



