Ennesimo scontro nel fronte progressista sempre più diviso. Nodo del contendere stavolta la giornata per la Palestina organizzata dall'associazione “Rompiamo il silenzio - Anagni per la Palestina”. Ad accendere la polemica Angela Manunza della corrente Rinnovamento del Pd che ha attaccato i partiti: "Non avete partecipato perché non potevate esporre bandiere o simboli". Replica stizzita di Costantino Santovincenzo, segretario di Sinistra Italiana: "Non siamo stati invitati"
Dovrebbero studiarlo a livello nazionale. E portarlo al Nazareno durante una riunione della Direzione Nazionale del Partito Democratico. La situazione del Circolo di Anagni è lo specchio più sincero del Pd di oggi: un tentativo fallito di mettere insieme due mondi troppo diversi, troppo inconciliabili, in totale antitesi tra loro. Roba che la fusione tra Democratici di Sinistra e Margherita, in confronto fu una passeggiata di salute.
Un esperimento degno di apprendisti stregoni con poca conoscenza della politica. Soprattutto quella della Sinistra. Solo così si giustifica il tentativo di rimettere insieme ciò che il Pds aveva scisso: non fu semplice e non fu indolore. Ma la fine del Pci e la nascita del Partito Democratico della Sinistra mise fuori dalla formazione di Achille Occhetto una serie di formazioni interne. Che coerentemente diedero vita a Rifondazione Comunista, poi scissa generando il PdCI.
Il caso Anagni
Il tentativo di riaggregare le forze progressiste attuato dal Pd di Anagni ha prodotto una situazione che si è vista solo ai tempi delle riunioni nelle sezioni del Pci. Non quello di Berlinguer. Ma quello poco prima della Bolognina. Un esempio?
Neanche le imminenti festività di Natale e la presenza di un tema, quello della Palestina, che almeno in teoria dovrebbe essere sentito da entrambe le parti, servono a calmare le acque tra le due anime del centrosinistra di Anagni, ormai sempre più lontane.
Una diversità di prospettiva politica che, in qualche caso, sembra avere ormai travalicato il confine della questione personale. Una vera e propria frantumazione che, come è già stato detto in diverse circostanze, finisce fatalmente per rendere più forte la maggioranza di centrodestra in città.
Angela Manunza: “Indignazione a mezzo servizio”
L’ultima occasione di dissidio si è verificata in relazione alla giornata per la Palestina organizzata giorni fa dai componenti dell’associazione “Rompiamo il silenzio – Anagni per la Palestina”. Una giornata di canti, balli, letture e testimonianze che ha visto molti esponenti dell’area progressista presenti per solidarizzare e portare il loro contributo alla causa Non c’erano simboli dei Partiti del centrosinistra “ufficiale” della città.

E proprio partendo da questo, Angela Manunza, esponente della corrente Rinnovamento del Partito Democratico, in un post (ripreso anche dal consigliere comunale di LiberAnagni Luca Santovincenzo), ha accusato quanti hanno “snobbato l’iniziativa di venerdì solamente perché lì non potevate mettere la firma, la bandiera, il simbolo. Niente scuse, ho imparato a conoscere le vostre dinamiche ma non a comprenderle. La mia non è una critica, è un dato di fatto: la vostra è indignazione a mezzo servizio”.
La replica di Costantino Santovincenzo
Nessun nome. Ma tutti hanno letto nelle parole della Manunza un’accusa ai partiti del centrosinistra locale. Ed infatti, a stretto giro di posta è arrivata la replica di Costantino Santovincenzo, segretario del circolo anagnino di Sinistra Italiana. Ha respinto con forza le accuse, fornendo la sua versione dei fatti e rincarando la dose contro la Manunza e il consigliere comunale che ha rilanciato il post.

“Sarebbe opportuno far sapere alla signora Manunza, che il Partito che indegnamente rappresento, non è stato formalmente invitato a nessuna manifestazione e che, nonostante ciò, veniva comunque contattato, tramite suoi iscritti, per far appendere i manifesti dell’iniziativa sulle bacheche riservate al Partito per le comunicazioni politiche”. Santovincenzo (Costantino) ha poi ricordato che alcuni iscritti del circolo di Sinistra Italiana di Anagni hanno partecipato all’evento.
“Attacchi per cercare visibilità”

Andando poi, al cuore del problema che, evidentemente, sta dietro l’ennesima polemica ha aggiunto: “Se questi sono gli attacchi, mossi per la ricerca della visibilità mediatica ad ogni costo a discapito degli altri, mi sembra evidente che chi li fa non ha alcun interesse a promuovere le iniziative, giuste o sbagliate che siano, ma solo ad essere sempre al centro dell’attenzione”.
Un nuovo scontro che, dunque, non sembra riguardare più solo l’azione politica, ma l’attribuzione di responsabilità e l’uso strumentale, secondo le accuse reciproche, di temi sensibili per la visibilità personale.
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