Anagni, il destino del centrodestra legato a filo doppio alla Novo Nordisk

La riuscita o meno del progetto d'investimenti della multinazionale danese ha risvolti politici. Se il piano decollerà l'attuale amministrazione potrebbe avere la spinta giusta per continuare l'esperienza alla guida della città. In caso contrario il consenso inevitabilmente calerebbe. L'ottimismo del sindaco Natalia, a margine della conferenza dei servizi, è un segnale positivo ma anche strategico

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Le parole del sindaco di Anagni, Daniele Natalia, a margine della Conferenza di Servizi (cioè il tavolo con tutti i soggetti che hanno competenza sul rilascio di un’autorizzazione) sulle ricadute dell’investimento Novo Nordisk in città (“un momento storico”), sono un inno al successo e all’ottimismo.

Eppure, a un’analisi più attenta, sembrano nascondere una sottile preoccupazione. (Leggi qui i precedenti).

Una grande occasione di sviluppo

Il motivo è presto detto. Il faraonico progetto di ampliamento di Novo Nordisk da 2,5 miliardi di euro, annunciato a marzo per l’ex stabilimento Catalent e destinato, nelle intenzioni, a fare di Anagni un hub centrale per la produzione di farmaci anti-obesità come il Wegovy, rappresenta, ad oggi, l’unica vera e concreta possibilità di innescare un elemento significativo di sviluppo economico, sociale e occupazionale per il territorio.

La Novo Nordisk (Foto © DepositPhotos.com)

Di conseguenza, per quanto il Comune non ne abbia alcuna responsabilità, l’eventuale fallimento del progetto potrebbe rappresentare un danno in termini di immagine per l’attuale amministrazione oltre che di tipo economico per la multinazionale. Nei piani iniziali infatti, l’investimento doveva inaugurare una nuova era per l’area industriale di Anagni.

Soprattutto dopo che il progetto era stato dichiarato dal Consiglio dei ministri di “interesse strategico”: una formula utilizzata proprio per bypassare ogni problema di carattere burocratico e rendere l’investimento il prima possibile operativo.

La fase di stallo

Tuttavia il progetto sta attraversando una fase di stallo che ha fatto scattare più di un campanello d’allarme. La decisione di Novo Nordisk di sospendere la produzione del Wegovy, presentato come il vero game changer per lo stabilimento, unita al taglio di 9.000 posti di lavoro a livello globale della multinazionale e al correlato mancato rinnovo di circa 70 contratti a tempo determinato ad Anagni, ha instillato il forte sospetto che la “fase di stanca” possa essere più di un semplice ritardo.

L’area ex Catalent

Questa sensazione ha percorso, al di là delle dichiarazioni ufficiali, le stanze dell’amministrazione cittadina nelle scorse settimane. Acuita dalla consapevolezza che, in assenza di altri progetti di pari portata in fase avanzata, il destino del polo industriale e le prospettive di lavoro sul territorio sono indissolubilmente legati al successo di Novo Nordisk.

L’ottimismo del Sindaco

Da qui l’ottimismo del sindaco. Natalia ha voluto enfatizzare l’importanza della Conferenza di Servizi, tenutasi alla presenza del Governatore Francesco Rocca, anche in qualità di Commissario del Governo per il progetto strategico nazionale. Lo ha fatto parlando di “momento storico” per l’intero territorio; dello sviluppo di un “progetto ambizioso” con cui “il comparto industriale di Anagni fa un passo decisivo verso il futuro”.

Daniele Natalia, sindaco di Anagni

Un progetto appoggiato dall’Amministrazione comunale che nei giorni scorsi ha annunciato di aver concesso il permesso a costruire alla multinazionale. Permesso che, tra le altre cose, ha portato nelle casse cittadine 3,7 milioni di euro che verranno utilizzati per una serie di infrastrutture nella parte soprattutto bassa della Città dei Papi. 

Tutto bellissimo. Resta però il fatto che, come detto, ancora oggi non ci sono certezze, nonostante gli sforzi del presidente Francesco Rocca, riguardo alla messa a terra concreta degli investimenti. 

E poiché, come detto, su molte altre questioni (sanità in primis, come dimostra il ritardo legato, ad esempio, al progetto di oncologia all’interno dell’ex ospedale), si fa fatica a passare dalla fase dell’annuncio a quella operativa, il timore è che un nuovo stop potrebbe avere effetti importanti soprattutto in prospettiva di consenso politico. 

La chiave politica

Il Comune di Anagni

Insomma ritardi o, peggio ancora, possibile fallimento del progetto Novo Nordisk non rappresenterebbero solo un danno economico per il territorio, ma potrebbero anche trasformarsi in un punto di svolta negativo per l’amministrazione Natalia. L’esito di questo “progetto strategico nazionale” è dunque una vera cartina di tornasole dell’azione amministrativa.

Un successo potrebbe essere un viatico importante per una prosecuzione dell’esperienza di centrodestra ad Anagni anche oltre la stagione di Natalia: viceversa, un non augurabile fallimento potrebbe diventare invece un elemento critico.