Anagni, la faida interna alla Pro Loco spia di un centrodestra diviso

I recenti dissidi nell'associazione confermano come la maggioranza sia tutt'altro che compatta nonostante le apparenze. Il presidente Augusto Terilli, fedelissimo dell'amministrazione, ha messo alla porta lo storico socio Fabrizio Savone, vicino alla Lega. Le motivazioni ufficiali sono a dir poco risibili: dietro ci sarebbero questioni politiche con il gruppo del sindaco Daniele Natalia che sta serrando le fila cercando di isolare quanti negli ultimi tempi hanno mostrato meno lealtà

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Per capire come i contrasti all’interno della maggioranza di centrodestra ad Anagni vadano ben oltre i sorrisi di circostanza nelle foto ufficiali, basta allontanarsi di pochi metri dal palazzo comunale. È nelle realtà limitrofe e associative, infatti, che negli ultimi giorni si sono registrati movimenti che sembrano preludere a una lotta senza quartiere in vista delle prossime elezioni comunali.

Partiamo da un dettaglio recente: l’ultima conferenza stampa tenutasi nella Sala Gialla del Comune per presentare il programma dell’estate anagnina. All’incontro era presente il presidente della Pro Loco, Augusto Terilli. E l’associazione è stata pubblicamente ringraziata dal sindaco come braccio operativo del Comune per le attività culturali e la tutela del territorio.

Il defenestramento di Savone

Tuttavia, pochi giorni prima di questa investitura ufficiale, all’interno della stessa Pro Loco si è verificato uno scossone non da poco: l’esclusione di fatto di Fabrizio Savone, una delle figure storiche dell’associazione negli ultimi anni. Durante l’ultimo direttivo, Savone è stato messo alla porta. Ufficialmente, come emerso in una riunione dai toni che sono stati definiti piuttosto accesi, la causa risiederebbe nel mancato rinnovo della tessera annuale da 10 euro e nell’assenza ad alcune delle ultime convocazioni.

Al centro Fabrizio Savone in una recente assemblea della Pro Loco

Si tratta di giustificazioni formalmente legittime, sia chiaro. Ma che lasciano spazio a più di un dubbio. In primo luogo, il mancato versamento di una quota così esigua appare più una banale dimenticanza che una mancanza grave. In secondo luogo, pur essendo vero che Savone non si è presentato alle ultime riunioni (convocate peraltro quasi sempre alle 17), è altrettanto vero che ha sempre inviato una formale giustificazione. Una condotta che in altre circostanze e in altri ambiti è sempre stata considerata sufficiente, ma che questa volta non è bastata.

Di conseguenza, l’esclusione non sembra affatto legata a questioni puramente tecniche, diventando invece il punto di partenza di un dibattito che travalica i confini della Pro Loco per arrivare al nocciolo della questione politica.

Resa dei conti nel centrodestra

L’assessore Carlo Marino, referente politico del presidente Terilli

Semplificando al massimo: la figura di Augusto Terilli è notoriamente considerata vicina all’amministrazione comunale. E, in particolare, all’assessore alla Cultura e al Bilancio,Carlo Marino. Tanto che appare plausibile una futura candidatura dello stesso Terilli alle prossime comunali nella lista civica dell’assessore.

Fabrizio Savone, al contrario, è da sempre ritenuto vicino agli esponenti della Lega. E, in ambito civico, alla lista Idea Anagni che fa capo al consigliere comunale Guglielmo Vecchi. Quest’ultimo, come è noto, non ha mai digerito la “staffetta” che due anni fa portò all’estromissione di Idea Anagni dalla giunta a favore della lista di Forza Italia, rappresentata da Chiara Stavole. Quella che doveva essere un’alternanza temporanea tra le due forze politiche si è trasformata, nei fatti, in una conferma stabile di Forza Italia.

La chiave politica

Daniele Natalia, sindaco di Anagni

Qual è, dunque, la lettura politica di questo scenario? Quella più immediata risiede nella necessità da parte del sindaco Natalia, ormai in vista del rinnovo del consiglio comunale, di serrare le fila. Il primo cittadino (che, posto di fronte al fatto, avrebbe detto di non saperne nulla) starebbe richiamando a sé i fedelissimi e le forze più sicure, cercando di allontanare o ridimensionare gli esponenti che negli ultimi tempi hanno manifestato minore lealtà alla causa.

Letto in quest’ottica, un movimento che in un contesto normale sembrerebbe un ordinario avvicendamento associativo interno alla Pro Loco, si rivelerebbe l’anticamera di un riposizionamento complessivo all’interno della maggioranza di centrodestra. Il rischio concreto è che un innalzamento della tensione oltre i livelli di guardia possa provocare spaccature profonde, capaci di generare per il centrodestra anagnino molti più danni che opportunità.