Anagni tra due visioni: investimenti globali o sviluppo senza bussola?

Nel consiglio comunale scontro tra la maggioranza del sindaco Natalia, favorevole alla città polo di investimenti, e Santovincenzo che denuncia iniziative scoordinate e rischi per il futuro. Approvata la variazione di bilancio legata ai fondi Novo Nordisk.

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Un’assise che, al di là delle polemiche, è stata soprattutto l’occasione (e non è certo la prima volta) per un  confronto tra due diverse visioni dello sviluppo di Anagni. Da una parte quella della maggioranza del sindaco Daniele Natalia, che punta sulla necessità di fare della città un polo attrattivo per investimenti di player nazionali ed internazionali, per dare una scossa alla realtà economica e sociale cittadina: dall’altra quella di Luca Santovincenzo, esponente di LiberAnagni. Per il quale la maggioranza porta avanti una serie di iniziative disarticolate, senza una programmazione di fondo. Un rischio per la città e le generazioni future. 

Questo il bilancio del Consiglio comunale che si è svolto venerdì mattina ad Anagni all’interno della sala della Regione.

Quattro punti ed un dilemma

(Foto: Kittyfly © DepositPhotos.com)

Quattro punti all’ordine del giorno ma uno davvero importante: quello relativo ad una variazione di bilancio in entrata da circa cinque milioni di euro. 3,7 milioni dei quali sono stati, come noto, inviati al Comune appena qualche giorno fa, con tanto di bonifico, dalla Novo Nordisk, nel quadro del progetto di ampliamento della sede anagnina della multinazionale danese del farmaco. Un progetto da 2,5 miliardi di euro che punta a fare dello stabilimento ciociaro un hub importante per la produzione di farmaci anti obesità. Con la prospettiva di portare un migliaio di nuovi posti di lavoro. (Leggi qui: Novo Nordisk, 3,7 milioni di… motivi per sperare nel piano d’investimenti).

Un progetto che però ha vissuto  negli ultimi mesi una fase tormentata; colpa della decisione della multinazionale di tagliare 9000 posti di lavoro, dopo le tempeste economiche e mondiali legate alla guerra dei dazi scatenata da Trump. Tempeste che, per quanto riguarda lo stabilimento anagnino, hanno portato alla sospensione della produzione del Wegovy, il farmaco anti obesità che doveva essere prodotto ad Anagni; con  la conseguente mancata conferma di assunzioni per circa una settantina di unità. Allo stato attuale il progetto resta confermato, come sembrerebbe dimostrare anche l’avanzamento, ad esempio, dei lavori per la creazione della nuova mensa dello stabilimento; ma tra operai e sindacati c’è molta fibrillazione. (Leggi qui).

Le due prospettive

Di tutto questo si è parlato all’interno del Consiglio comunale. Come detto, con due diverse prospettive. Da una parte quella del sindaco Natalia, per il quale il futuro della città sta nella capacità di attirare investimenti. Non solo dalla Novo Nordisk, come dimostra il caso della Blossom Avenue, o l’iter per la valorizzazione dell’area della ex polveriera, o i 50 milioni di euro investiti dalla Dr Automobiles. (L;eggi qui: Il Consiglio dice si alla rivoluzione Blossom Avenue).

O ancora il piano per la rigenerazione urbana della zona di Osteria della Fontana, recentemente illustrato dal vicesindaco Vittorio D’Ercole, che dovrebbe portare ad una rivoluzione all’interno di uno dei quartieri in storica espansione nella parte bassa della città.

Uno dei rendering del progetto Blossom Avenue ad Anagni

Dall’altra parte, il grido d’allarme di Santovincenzo. Per il quale ad Anagni non c’è una vera programmazione ma solo una serie di iniziative senza un coordinamento complessivo. Il rischio è quello di creare delle vere e proprie cattedrali nel deserto che potrebbero dimostrarsi incapaci di generare un vero e proprio valore aggiunto per il territorio.

Un grido d’allarme che non è però servito a cambiare le cose visto che la variazione di Bilancio è comunque passata con i voti della maggioranza compatta

Altro punto, stessa musica

Carlo Marino

Stessa musica anche per l’altro punto pesante in programma, quello relativo all’approvazione delle aliquote Imu per il prossimo anno. Un punto che, ormai comincia a diventare una consuetudine per ogni riunione di consiglio, ha visto un confronto molto frizzante tra Luca Santovincenzo e l’assessore al bilancio Carlo Marino.

Che sono tornati ad affilare le lame in relazione alla vicenda Tari, affrontata in un precedente consiglio comunale. Anche qui però, al di là degli scontri dialettici, la maggioranza ha fatto valere la propria forza numerica.

Un copione ormai noto in città.