Ad Anagni un "like" del referente di Sinistra Italiana a un post critico dell'ex sindaco Fiorito riaccende le tensioni nel centrosinistra. Tra vecchi strappi e un'alleanza con l'area civica sempre più lontana, il campo largo resta un'ipotesi fragile.
Ad Anagni basta un “like” sul post sbagliato per scatenare un terremoto politico nel centrosinistra. Una (nuova) crisi interna che rischia di affossare, stavolta forse definitivamente, l’ipotesi di un Campo largo progressista: unico strumento utile, salvo miracoli che per ora non si vedono all’orizzonte, per contrastare un centrodestra che, pur tra lacerazioni e sfuriate tenute ben nascoste dai riflettori, continua a mostrarsi compatto a sostegno del sindaco Daniele Natalia.
La scintilla che arriva da destra

Il paradosso è che la scintilla nasce da una figura lontanissima dal fronte progressista: l’ex sindaco Franco Fiorito.
Nei giorni scorsi Fiorito ha pubblicato sui social un post irrisorio verso un esponente dell’amministrazione comunale, criticandone pesantemente lo stile e l’uso maldestro dell’intelligenza artificiale.
Tra le molte reazioni, è stato notato l’apprezzamento di Costantino Santovincenzo, referente di Sinistra Italiana. Un gesto forse goliardico, magari avventato, in ogni caso sufficiente a riaccendere la polemica interna, visto che quel clic è stato interpretato come un’inopportuna sintonia con l’ex sindaco.
Il precedente Cardinali

La tensione si è poi alzata con l’intervento del consigliere di LiberAnagni, Luca Santovincenzo. Commentando un altro post legato al tema, ha ricordato come alcuni esponenti del centrosinistra si fossero avvicinati, nella campagna elettorale delle ultime comunali, ad Alessandro Cardinali, candidato poi passato con Fratelli d’Italia subito dopo il voto.
La replica di Costantino Santovincenzo ha chiuso la porta in modo perentorio, chiarendo che a queste condizioni un’alleanza tra il centrosinistra partitico e l’area civica non potrà mai nascere.
Un discorso che ad Anagni non attecchisce

Il tutto si consuma proprio mentre nelle feste del Partito Democratico di questi giorni sul territorio si riafferma la necessità dell’unità come unica alternativa alla destra locale e nazionale. Un discorso che evidentemente non riesce ad attecchire ad Anagni, penalizzata dall’incapacità di superare personalismi e vecchie ruggini in favore di un programma condiviso, oltre che dalla costante assenza di una candidatura a sindaco credibile, magari individuata una volta tanto con largo anticipo.
Una spaccatura che appare ancora più evidente considerando che il centrodestra locale attraversa un momento di forte appesantimento, mostrato dalle recenti fibrillazioni legate alle vicende della Pro Loco. Tuttavia, le crepe della maggioranza rischiano di diventare irrilevanti di fronte all’intransigenza e ai radicalismi che continuano a paralizzare l’opposizione progressista.



