L’apertura di Luigi Vittori ad Antonio Pompeo agita gli equilibri politici. Amedeo Mariani pronto ad unirsi. Tra primarie, alleanze possibili e tensioni interne, la successione a Fiorletta entra nel vivo senza ancora un assetto definito.
Delusione. Questa mattina a Ferentino c’era chi si preparava a comprare il secchiello grande con i pop-corn e chi voleva portarsi da casa il cuscino per mettersi più comodo tra le seggiole dell’Aula consiliare. Consiglieri e assessori attendevano lo spettacolo politico dell’anno: il leader dell’opposizione Antonio Pompeo ex sindaco, ex presidente della Provincia, titolare di 15mila preferenze nella corsa per le Regionali. E di fronte a lui il suo ex vicesindaco, l’uomo che in questi ultimi anni gli ha scavato il terreno politico da sotto i piedi: Luigi Vittori, oggi consigliere comunale e provinciale ma soprattutto braccio destro del sindaco Piergianni Fiorletta. Vittori che ieri sera ha fatto ad Alessioporcu.it una serie di dichiarazioni che lasciano intravedere la strada spianata verso un possibile accordo politico tra i due in vista del dopo Fiorletta. (Leggi qui: Ferentino, pace fatta tra Vittori e Pompeo: il Pd prova a ricomporsi).
L’apertura di Vittori

Nelle sue dichiarazioni ad Alessioporcu.it il Consigliere comunale e provinciale Luigi Vittori ha spiegato che le incomprensioni dei mesi scorsi con Pompeo sono ormai superate e che il Pd, a livello provinciale, è più che mai unito. Pur esprimendo un giudizio positivo sull’amministrazione, ha però chiarito che “è finito il tempo delle vacanze” e che nei prossimi due anni la maggioranza dovrà accelerare, dichiarandosi favorevole anche a un rimpasto di giunta.
Leader della civica Ferentino nel Cuore, nata nel 2008 e da sempre decisiva nelle elezioni comunali, Vittori resta un convinto sostenitore delle Primarie. In vista della successione a Fiorletta, qualora il sindaco non dovesse ricandidarsi per il suo quarto mandato, la civica è pronta a esprimere un proprio candidato, il cui nome resta per ora top secret. L’ex vicesindaco ha comunque indicato tra i possibili aspiranti gli attuali amministratori Claudio Pizzotti, Alessandro Rea e Luca Zaccari.
Allo stesso tempo ha invitato Antonio Pompeo a partecipare alle Primarie, arrivando a promettergli il proprio sostegno in caso di vittoria: un’apertura politica in piena regola. Alla domanda su un possibile ingresso del gruppo di Pompeo in maggioranza, Vittori ha risposto: “I tempi non sono maturi, ma in politica mai dire mai”.
Cosa c’è dietro

Perché questa apertura a Pompeo? Oggi al Consiglio comunale attendevano le risposte dai due: magari con uno scambio di battute a distanza oppure con una dichiarazione congiunta o anche solo una foto insieme da pubblicare sui social.
Ma tutte le aspettative sono andate deluse non c’e’ stato alcun segnale. I due non erano presenti in Aula. Assenti giustificati: per precedenti impegni che li hanno obbligati a stare lontani dal municipio; Vittori si è collegato da remoto, Pompeo era impegnato come avvocato in una causa delicata.
Molti osservatori vedono l’apertura di Vittori come una risposta all’asse ormai solido tra Luca Zaccari ed Alessandro Rea. Il gruppo di Rea è formato da due consiglieri, lui e Federica Mastrangeli: pur essendo civico di centrosinistra, alle ecenti Provinciali ha espresso un voto ponderato risultato decisivo per l’elezione del leghista Luca Zaccari.

Il segnale dato da Vittori a Pompeo ha gia’ sortito i primi effetti. Amedeo Mariani ex assessore all’Urbanistica e recordman di preferenze a Ferentino, ha fatto sapere che se l’apertura di Vittori si trasformerà in accordo politico lui sarà al suo fianco ed a quello di Pompeo. “Le vecchie amicizie vanno rispettate. Se ci sara’ la possibilita’ saròal loro fianco per la rinascita politica amministrativa ed economica di Ferentino“.
Consiglio lampo
Oggi a differenza di tante altre occasioni, il Consiglio comunale e’ durato solo 90 minuti e si è svolto con all’Ordine del Giorno soltanto argomenti presentati dalla minoranza che secondo il capogruppo Pd, Fabio Magliocchetti dovranno “cerca di portare all’attenzione dell’assise comunale problemi avvertiti dalla cittadinanza ma trascurati dall’Amministrazione ovvero lo stato del commercio, in particolare nel centro storico, sicurezza, sanità, pericolo rappresentato dai cinghiali“.
Soltanto due punti sono stati deliberati mentre gli altri sono stati rinviati, a causa della ridotta presenza dei consiglieri comunali che rendeva poco significativa la discussione.

Sul Commercio la minoranza ha contestato la scarsa incisività’ della delibera di giunta che ha concesso contributi alle nuove attività commerciali in centro storico. La minoranza ha chiesto un cambiamento rapido di approccio al problema della desertificazione commerciale, con la necessità di un piano commerciale che detti linee guida programmatiche per lo sviluppo del settore. Magliocchetti ha di nuovo evidenziato l’opportunità di far tornare il mercato settimanale del sabato nel centro storico, con 52 giorni all’anno in più di attività presente in centro ed ha richiesto lo studio per una pedonalizzazarziale del centro storico in quanto tutte le città a vocazione turistica hanno le isole pedonali per una agevole fruizione dei percorsi turistici e commerciali.
La maggioranza ha replicato dicendo che qualche ambulante e’ contrario al ritorno in centro e che a breve il piano commerciale ed il nuovo regolamento del commercio saranno completati. Su proposta del consigliere di minoranza Alfonso Musa la mozione è stata ritirata con l’impegno preso dalla maggioranza di discutere nel prossimo Consiglio comunale uno specifico punto riguardante lo stato del commercio cittadino e le proposte per la sua rivitalizzazione.
La mozione sulla tenenza

Il consiglio ha infine deliberato all’unanimità la proposta del consigliere Magliocchetti di richiedere l’impegno del Sindaco affinché promuova presso gli organi competenti la istituzione di una tenenza dei carabinieri, in sostituzione della stazione, con maggiori servizi a tutela della sicurezza dei cittadini. E si adoperi per lo spostamento dell’attuale caserma ubicata in pieno centro storico in una località più prossima al casello autostradale e alla stazione ferroviaria per rendere più agevole il controllo degli spostamenti dei malviventi con il casello autostradale e la superstrada.



