La caduta della quercia Gaia riaccende il dibattito a Ceccano. L’agronomo Arduini ricostruisce atti, perizie e responsabilità, rivendicando la correttezza tecnica delle sue valutazioni e riportando la discussione nel campo dei fatti.
A Ceccano basta una parola – quercia – per riaccendere in pochi minuti tutto il romanzo civile che le ruota attorno. E così, mentre la città tenta di tornare alla normalità, ecco che la vicenda si rimette in moto con le dichiarazioni dell’agronomo Alessio Arduini, che sceglie i social per rimettere ordine, almeno dal suo punto di vista, nel dibattito che da giorni incendia commenti e interpretazioni.
Una discussione innescata dalla caduta imporvvisa della quercia secolare chiamata in città Gaia, che l’amministrazione di centrodestra aveva deciso di abbattere sulla base di una relazione firmata proprio dall’agronomo Arduini. Ed il Commissario prefettizio che aveva assunto le redini della città aveva deciso di tenere in piedi sulla base di una seconda perizia, secondo la quale Gaia stava bene. (Leggi qui: Ceccano, è caduta Gaia. E con lei una stagione intera di polemiche).
Ora c’è l’intervento di Arduini. Non un attacco, non una polemica: un chiarimento. Un ritorno alle carte, alle delibere, a quel linguaggio amministrativo che spesso vive in sordina ma che in momenti come questo torna improvvisamente al centro della scena politica.
La lenta malattia di Gaia

Alessio Arduini ricorda di essere stato chiamato per un primo sopralluogo nel febbraio 2023. Lo aveva chiamato l’amministrazione di centrodestra che in quel momento governava Ceccano. “Ho eseguito una VTA visiva (la Valutazione sulla Stabilità degli Alberi – NdA) riscontrando subito importanti criticità di stabilità. Nonostante tali evidenze, si decise di concerto con gli uffici e con l’Amministrazione di avviare un monitoraggio costante, in quanto in quel momento non c’era volontà politica verso l’abbattimento”.
Il medico delle puante torna a visitare Gaia tra dicembre 2023 e gennaio 2024, quasi un anno dopo. Questa volta la diagnosi è più severa, l’agronomo rileva “un significativo peggioramento della stabilità. La relazione che riportava i risultati di entrambe le valutazioni è stata trasmessa all’allora dirigente del Settore in data 4 gennaio 2024”.
Arduini non è l’unico ad occuparsi della salute di Gaia: nel febbraio 2023 intervenne la Forestale e nel gennaio 2024 anche la Polizia Locale. Vengono redatti distinti verbali allegati poi alla relazione conclusiva. Arduini mette in chiaro: “La situazione era già allora chiara, un’ulteriore indagine strumentale non avrebbe aggiunto elementi utili e avrebbe rappresentato un inutile spreco di denaro pubblico”.
I fatti hanno detto chi aveva ragione

L’agronomo racconta che ad un certo punto è lui stesso ad investire della questione l’allora assessore all’Ambiente Riccardo Del Brocco. Lo fa “dopo ulteriori verifiche, approfondimenti e riunioni operative”, all’esito delle quali rappresenta all’assessore “la necessità urgente di procedere con l’abbattimento per tutelare l’incolumità pubblica”.
Non è stata una scelta fatta a cuore leggero. perché Gaia era un pezzo di storia della città. “È stata una decisione difficile ma necessaria, perché un parco frequentato quotidianamente da famiglie, bambini e anziani non può essere teatro di rischi così elevati”.
All’inizio della settimana Gaia è caduta: “Ora, con la caduta della Quercia, i fatti hanno confermato la correttezza della mia perizia, smentendo valutazioni successive che avevano minimizzato rischi reali e documentati. Il mio lavoro è gestire il verde, tutelare il patrimonio ambientale e garantire la sicurezza dei cittadini. Continuerò a svolgerlo con lo stesso rigore scientifico e la stessa integrità che hanno guidato ogni mia decisione”.
Arduini: “La delibera c’era, la competenza era chiara”

Arduini parte da un punto semplice: gli interventi sugli alberi erano autorizzati. Secondo l’agronomo, la delibera che regolava la gestione e la manutenzione delle alberature era perfettamente vigente e indicava in modo specifico competenze, procedure, responsabilità.
Nessuna improvvisazione, nessuna corsa estemporanea alla motosega, nessuna “manovra nascosta”: solo un atto amministrativo già approvato, con criteri chiari e trasparenti. “Ogni intervento era previsto dalla delibera e non costituiva abuso”.
Un modo per dire: il quadro normativo era lì, bastava leggerlo.
Una puntualizzazione che riporta la discussione nel recinto degli atti. Nella sua nota, Arduini non entra nella battaglia politica, non commenta accuse, non giudica amministrazioni precedenti o successive. Rivendica solo una cosa: la correttezza procedurale.
Un elemento che, in un dibattito diventato presto emotivo, ha il sapore di un ritorno all’ordine: la politica passa, le carte restano. E le carte, dice dell’ agronomo Arduini, mostrano un percorso lineare, non arbitrario.



