Dopo un anno senza laboratori, la Provincia scende in campo. E promette di restituire al Tulliano di Arpino quattro aule e quattro laboratori. Entro il 14 settembre. Un impegno che riporta la pratica al centro della formazione.
Un anno intero senza provette. Tremilaquattrocento ore di laboratorio saltate. Ottocentocinquantotto in più per gli odontotecnici. Un cantiere che dal 2025 promette una data e ne mantiene un’altra. Poi, il 24 luglio, la firma. È in quella data e con quella sigla che le cose cambiano per gli studenti dello storico Tulliano di Arpino. Non è una scuola come tutte.
Non lo è perché il Tulliano può vantare oltre due secoli di storia. Nacque nel 1814 per iniziativa del pluridecorato generale Gioacchino Murat, cognato di Napoleone Buonaparte e Re delle Due Sicilie. Volle che ad Arpino, nella terra di Cicerone, nascesse un collegio con annesso un convitto per gli studenti. Un posto dove “conservare la memoria del più grande oratore latino, nel luogo ove ebbe i suoi natali“. Oltre alle cattedre ordinarie ne vennero previste altre due: una in Eloquenza latina e italiana, l’altra in Chimica applicata alle arti.

Quel luogo di istruzione ha attraversato 200 anni e tutte le rivoluzioni di questi due secoli, continuando però ad unire Lettere Classiche e Chimica. Unione mantenuta anche venticinque anni fa con il nuovo assetto della rete scolastica provinciale: volle sotto la stessa direzione il Liceo Classico “Tulliano” e l’Istituto Tecnico per Chimici “Parravano”. Vennero uniti nell’attuale Istituto di Istruzione Superiore “Tulliano”. Quindici anni fa, nel 2011, si è aggiunto anche l’Istituto Professionale ad indirizzo “Produzioni Industriali” e “Odontotecnico“. E dal 20913 c’è anche una prima classe del Liceo Scientifico.
Dietro la firma di luglio
Cosa c’è dietro la firma del 24 luglio? Ci sono quattro aule al primo piano, quattro laboratori (uno al primo piano, tre al secondo). Soprattutto c’è l’impegno a metterli a disposizione entro il 14 settembre. Più un’altra aula tutta per l’Odontotecnico. E perché è così importante?

Dietro c’è una storia lunga. I lavori (oltre 4,5 milioni di euro, due lotti, adeguamento sismico) dovevano chiudersi il primo settembre 2025. Slittano a dicembre. Poi a gennaio 2026. Poi a marzo. A gennaio gli studenti scioperano sotto il plesso di via Amendola. Cartelli in mano: “La pratica è il nostro futuro“. Perché “Senza laboratori non c’è futuro“. Quel giorno la preside Paola Materiale scrive alla Provincia e non usa mezzi termini. Lo fa con l’autorità della Preside e con lo spessore della figlia dello storico preside Filippo Materiale di Castrocielo, per anni alla guida del liceo Tulliano e tra i padri del Certamen Ciceronianum, nonché vicepresidente e reggente della Provincia di Frosinone.
Marzo passa. Poi giugno. I sopralluoghi si susseguono, il 26 e il 30 di giugno, tecnici e dirigenti dentro le aule vuote a misurare metri quadri e pazienza.
Il tavolo decisivo
Il 24 luglio si riunisce il tavolo decisivo. Ci sono tutti: la dirigente Paola Materiale, l’ingegner Ivan Di Legge per il PNRR della Provincia, l’ingegner Luca Gemma per l’edilizia scolastica, il consigliere provinciale Gianluca Quadrini, il vicesindaco di Arpino Massimo Sera, i tecnici del cantiere Donato Di Ruscio e Stefano Cione, i docenti Fabio Cellucci e Ornella Iafrate.

Soprattutto c’è, pur senza essere fisicamente presente, il Presidente della Provincia di Frosinone Luca Di Stefano. Dalla sua squadra ha preteso una soluzione: cncreta e prima del nuovo anno scolastico. È così che la Provincia si impegna. Quattro aule, quattro laboratori, un’aula in più per l’Odontotecnico. Entro il 14 settembre.
La scuola si impegna a sua volta. Orari da ridisegnare, spazi da dividere, perché tutte le classi di Chimica e Odontotecnica possano tornare nei laboratori senza altre interruzioni.
Settembre, dunque. Con le aule aperte, i banchi al loro posto, le provette pronte. Dopo un anno passato a spiegare la chimica sui libri, senza poterla mai vedere accadere.



