Gli studenti rischiano di rimanere per il secondo anno senza le attività pratiche previste dal Ministero, spingendo la scuola a preparare un esposto e azioni di protesta in Provincia.
La data segnata in rosso era quella di oggi, 30 settembre. Dopo un primo slittamento dal 15 del mese, la Provincia di Frosinone avrebbe dovuto riconsegnare provvisoriamente all’Istituto Chimico di Arpino almeno quattro aule e quattro laboratori. Ma il sopralluogo odierno ha trasformato l’attesa nell’ennesima doccia fredda per studenti, docenti e famiglie: i lavori sono ancora in corso, i locali inagibili e la riapertura slitta, per ora, a data da destinarsi. (Leggi qui: La prima lezione di Arpino, la scuola sfida il cantiere).
Anche i tecnici della Provincia sono rimasti visibilmente di stucco di fronte allo stato dell’arte. Un’amara ironia, se si pensa che soltanto ieri, proprio i tecnici dell’Ufficio Scolastico Provinciale avevano rassicurato la comunità scolastica sul rispetto della consegna fissata per oggi.
Un cantiere a cielo aperto

La realtà riscontrata sul posto è ben diversa dalle rassicurazioni finora fornite. Tramezzi ancora da tirare su, banconi da laboratorio danneggiati e linee dei gas speciali – fondamentali per la chimica strumentale – seriamente danneggiate durante le demolizioni e per le quali non esisterebbe tuttora un piano d’allestimento chiaro, nonostante i nuovi fondi reperiti dall’ente e la riprogettazione degli interventi.
Non mancherebbero gli abbagli strutturali che rasentano il paradosso: tra gli elementi installati, al momento, figurano persino porte-finestre che affacciano direttamente sul vuoto, cioè al momento prive di balconi.
Per le 15 classi del Chimico di Arpino si prospetta così un secondo anno scolastico di profonda emergenza. Dopo un intero anno trascorso senza poter accedere alle esercitazioni pratiche, gli studenti si trovano nuovamente nell’impossibilità di svolgere le ore di laboratorio previste dai programmi ministeriali del MIM (Ministero dell’Istruzione e del Merito). Una privazione gravissima per un istituto ad indirizzo tecnico-scientifico, dove la pratica laboratoriale rappresenta il cuore stesso del percorso formativo.
Pronte le contromisure

La pazienza dell’istituto e delle famiglie è ormai esaurita. Di fronte al silenzio sui tempi effettivi di consegna, il passo successivo sarà concreto: è in preparazione un esposto formale e una richiesta ufficiale di portare la vicenda direttamente al vaglio della Provincia.
Tra le proteste simboliche al vaglio, c’è anche la proposta di convocare il prossimo Collegio dei Docenti direttamente all’interno della sede della Provincia di Frosinone, per sollecitare risposte concrete e immediate a tutela del diritto allo studio e della sicurezza.
Già nei mesi scorsi c’era stato un altro rinvio: a quattro giorni dal rientro in classe, la presidenza aveva ricevuto una comunicazione formale dall’impresa appaltatrice. Informava che le era impossibile completare nei tempi i lavori, a causa della mancata fornitura dei materiali elettrici. Il Comune di Arpino aveva messo a disposizione dei 400 studenti la sua sede appena ristrutturata: la loro presenza ha rivitalizzato il centro. Non andranno via molto presto.



