Asilo Nido di Ferentino, la protesta delle operatrici arriva fino a Roma

Venerdì scorso le 26 operatrici del nido comunale "Fantasia" erano scese sul piede di guerra contro il nuovo bando che le vorrebbe assunte tramite agenzia interinale anziché a tempo indeterminato con la cooperativa. Oggi arriva un secondo fronte, questa volta regionale: l'Osservatorio Paritetico sugli Appalti Pubblici scrive alla Regione Lazio

Emiliano Papillo

Ipsa sua melior fama

Da un piazzale di Ferentino a una scrivania romana in via Adige: la protesta delle 26 operatrici del nido “Fantasia” ha ora un secondo indirizzo, e sull’intestazione non c’è più solo il Comune ma la Regione Lazio.

Non si erano ancora spenti gli echi della protesta di venerdì scorso, quando erano scese in piazza al fianco del sindacato, dell’associazione Codici e di numerosi cittadini, che oggi la vicenda si arricchisce di un secondo capitolo. Ed è un capitolo che sposta il baricentro della vertenza da Ferentino a Roma, dagli uffici comunali a quelli della Regione Lazio.

Venerdì: 26 operatrici, un appello, un incontro rinviato

Il prefetto Giuseppe Ranieri con il sindaco Riccardo Mastrangeli

Riavvolgiamo il nastro. Tutto nasce dal nuovo bando quadriennale con cui il Comune ha affidato la gestione del nido. Fino allo scorso anno le 26 operatrici erano assunte a tempo indeterminato direttamente dalla cooperativa che gestiva il servizio. Il nuovo affidamento, a cui hanno risposto solo tre ditte, introduce invece una clausola che cambia sostanzialmente la natura del rapporto di lavoro: le operatrici resteranno sì nella disponibilità della cooperativa aggiudicataria ma non più come dipendenti dirette, bensì come lavoratrici in somministrazione, fornite da un’agenzia interinale che le retribuisce. Mentre la cooperativa si limita a utilizzarle per lo svolgimento del servizio.

Una trasformazione che le operatrici, il sindacato e l’associazione Codici hanno definito una minaccia diretta a stabilità lavorativa e continuità del servizio, tanto da lanciare un appello con richiesta di incontro anche al Prefetto di Frosinone, fissato però solo dopo Ferragosto.

“Il Comune non può restare a guardare”

Alfonso Musa

Sulla vicenda erano intervenuti anche i consiglieri di minoranza Alfonso Musa, Giancarlo Lanzi, Fabio Magliocchetti e Antonio Pompeo. Avevano chiesto al sindaco Piergianni Fiorletta un intervento urgente, parlando di «un fatto senza precedenti nella storia della nostra città» e ricordando come sia la seconda volta in un anno (dopo l’agitazione degli agenti della Polizia Locale) che il personale legato ai servizi comunali è costretto a mobilitarsi.

I quattro consiglieri avevano espresso perplessità anche sui comportamenti del nuovo aggiudicatario, ritenuti «non adeguati» e tali da mettere pressione sul personale.

Oggi: l’Osservatorio regionale scrive a Roma

(Foto © DepositPhotos.com)

È in questo quadro che si inserisce la nota diffusa oggi dall’Osservatorio Paritetico Regionale del Lazio sugli Appalti Pubblici e sugli Accreditamenti Territoriali.

È sottoscritta congiuntamente da Agci Imprese Sociali Lazio, Confcooperative Federsolidarietà Lazio, Legacoopsociali Lazio, Fp Cgil Roma e Lazio e Cisl Fp Lazio. Viene indirizzata all’assessore regionale all’Inclusione sociale e Servizi alla Persona Massimiliano Maselli, alla direttrice regionale ed al dirigente, con il Comune di Ferentino in copia per conoscenza.

Il punto più significativo della lettera è che non si tratta di una prima segnalazione ma di una conferma. Le stesse sigle, spiegano nel documento, avevano già trasmesso alla Regione una dettagliata segnalazione durante la fase di pubblicazione del bando, evidenziando come la base d’asta e le condizioni economiche della gara non apparissero coerenti con i costi effettivi del servizio né con la piena applicazione del Contratto collettivo nazionale delle cooperative sociali. Segnalavano fin da allora il rischio di ricadute sulla continuità occupazionale.

«A poche settimane dall’aggiudicazione — scrivono oggi — gli eventi sembrano confermare puntualmente le preoccupazioni allora espresse».

Il nodo dell’agenzia interinale, certificato da Roma

(Foto © DepositPhotos.com)

L’Osservatorio conferma quindi, con il peso di un documento tecnico firmato da cinque organizzazioni, proprio la criticità al centro della protesta di venerdì: l’intenzione del nuovo gestore di assumere il personale della cooperativa uscente attraverso un’agenzia di somministrazione del lavoro.

Una soluzione che le sigle firmatarie definiscono «un elemento di forte criticità rispetto ai principi di continuità occupazionale e di stabilità del personale che caratterizzano i servizi educativi».

Il ragionamento che accompagna la richiesta è netto: nei servizi per la prima infanzia la qualità dell’intervento è strettamente legata alla stabilità delle équipe educative e alla continuità delle relazioni con bambini e famiglie, per cui ogni elemento di precarizzazione del lavoro rischia di riflettersi anche sulla qualità del servizio offerto.

Cosa chiede l’Osservatorio, e cosa succede ora

Piergianni Fiorletta

La richiesta formale rivolta alla Regione è duplice: verificare, nell’ambito delle proprie competenze, gli sviluppi della vicenda e il rispetto delle condizioni che consentono il finanziamento regionale del servizio. E rafforzare in prospettiva il sistema regionale di verifica preventiva della sostenibilità economica delle gare per i servizi educativi, in modo da evitare che casi analoghi si ripetano altrove.

Una richiesta che arriva proprio mentre a Ferentino si attende l’incontro con il Prefetto, fissato dopo Ferragosto: la vicenda del nido “Fantasia”, nata come un contenzioso locale tra operatrici e nuovo gestore, assume così una dimensione che supera i confini comunali, chiamando in causa direttamente la Regione Lazio sulla tenuta economica dei bandi per i servizi alla prima infanzia.