ASP, il CdA spacca la Lega: Ottaviani spinge Amata, Alatri dice no

A poche ore dalla nomina del nuovo Direttore Generale Rossella Monti, si apre la partita più delicata: la composizione del Consiglio di Amministrazione dell'ASP. Il coordinatore provinciale Nicola Ottaviani propone il consigliere provinciale Andrea Amata ma l'area di Alatri della Lega accende il semaforo rosso, rivendicando il proprio turno. Sullo sfondo, una vulgata unisce la partita ASP a quella, ben più delicata, della successione a sindaco di Alatri.

La partita vera intorno all‘Asp, l’Azienda pubblica dei Servizi alla Persona è appena cominciata. Archiviata la pratica per il nuovo Direttore Generale con la nomina “per chiara fama” dell’avvocato Rossella Monti ora comincia quella per la composizione del Consiglio di Amministrazione. Non è una passeggiata di salute. (Leggi qui: L’ASP ha il nuovo Dg: è Rossella Monti. Adesso inizia la partita della governance).

A poche ore dall’insediamento del nuovo Dg, le consultazioni nel centrodestra per individuare i 5 componenti del CdA hanno già prodotto la prima, vera frizione: non tra gli alleati della coalizione ma dentro un solo Partito: la Lega.

Il nome di Amata e il niet di Alatri

Nicola Ottaviani ed Andrea Amata

Il coordinatore provinciale del Carroccio Nicola Ottaviani ha messo sul tavolo per il CdA il nome di Andrea Amata, consigliere provinciale di lungo corso, esperienza indubbia e curriculum politico solido. Una proposta che in altri momenti sarebbe passata senza troppe scosse. Non questa volta.

L’ala di Alatri del Partito ha acceso il semaforo rosso, facendo notare come Amata sia già stato “ristorato” per il proprio impegno politico con un incarico nello staff del presidente della Regione Francesco Rocca. Salvo poi rinunciarvi dopo pochi giorni. Il ragionamento dell’area alatrense è tanto semplice quanto tagliente: se quella casella è già stata offerta e restituita, l’elenco deve scorrere e ora tocca a loro esprimere un nome per il CdA dell’ASP, dal momento che Ferentino esprime un Consigliere Provinciale e Sora un addetto allo staff di Segreteria dell’assessore regionale.

Dietro la contesa sul singolo nominativo si intravede una frattura più ampia, che riguarda gli equilibri interni al Carroccio provinciale. L’area di Alatri è oggi vicina all’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli (che però non entra in questa partita per l’Asp) e con questa levata di scudi entra in attrito con l’asse Ottaviani-Mario Abbruzzese (Segretario Organizzativo Regionale). Una distanza che rischia di trasformare quella che dovrebbe essere una normale partita di nomine in un test di tenuta per l’intero Partito a livello provinciale.

Il nome di Aceto per blindare Ceccano

Federica Aceto con il consigliere regionale Daniele Maura

Per la presidenza, il nome espresso da Fratelli d’Italia è quello della ex vicesindaco di Ceccano Federica Aceto, in quota all’area della presidente della Commissione Sanità Alessia Savo. Scelta doppiamente strategica: per competenza personale sulla tematica del Sociale e per convenienza politica dal momento che l’orizzonte di Ceccano è improvvisamente cambiato per Alessia Savo.

Alle scorse Regionali venne sostenuta dall’allora assessore all’Ambiente Riccardo Del Brocco attraverso un patto che in città le portò diverse centinaia di voti. Ma ora Del Brocco è in sintonia con l’assessore regionale Giancarlo Righini e pertanto quella strategia non è affatto detto che venga riconfermata. Meglio allora organizzarsi e puntare su un altro nome dotato di consenso a Ceccano: Federica Aceto sotto questo aspetto e sotto quello della competenza risponde ai requisiti.

L’ipotesi del grande scambio

Non trova invece conferma, negli ambienti del centrodestra, una vulgata più ampia e più delicata: quella di una cena tra esponenti autorevoli della coalizione per tentare una sintesi complessiva, che intreccerebbe la partita ASP con quella, politicamente ben più pesante, della successione a sindaco di Alatri.

Giancarlo Righini ed Antonello Iannarilli

Il sindaco uscente Maurizio Cianfrocca ha già fatto sapere di non voler correre per un secondo mandato, aprendo di fatto la contesa per la fascia tricolore che da sempre rappresenta il sogno proibito di Antonello Iannarilli (FdI), già assessore e consigliere regionale ai tempi di Storace, due volte deputato, ultimo presidente della Provincia eletto direttamente dai cittadini, attualmente Commissario Ater per la provincia di Frosinone..

Secondo questa ricostruzione (che circola ma viene categoricamente smentita dagli interessati), la sintesi si raggiungerebbe con tre movimenti combinati: la ricandidatura di Iannarilli alle Regionali per Fratelli d’Italia, il via libera al vicesindaco leghista Roberto Addesse per la corsa a sindaco di Alatri come successore di Cianfrocca e in cambio l‘accensione del semaforo verde per Amata, espressione dell’asse Ottaviani-Abbruzzese, nel CdA dell’ASP. Un’operazione del tutto campata in aria: perché la Lega incasserebbe una candidatura a sindaco di Alatri, un posto in CdA all’Asp e Iannarilli avrebbe in cambio l’appoggio leghista alla sua corsa per la Regione sotto la bandiera FdI . Illogico anche solo a pensarlo. A meno di non voler dire che una parte della Lega si sta preparando ad entrare in FdI.