«Attenti a quei due»: Mastrangeli e Retrosi lanciano l’albero che ti ricarica

Il sindaco Riccardo Mastrangeli e l’assessore Angelo Retrosi presentano l’albero tecnologico: ricariche, energia pulita e illuminazione smart. Un intervento concreto che diventa anche segnale politico in vista delle prossime elezioni.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Con un reel di appena 1 minuto e 26 secondi girato al Parco Matusa di Frosinone, il sindaco del capoluogo Riccardo Mastrangeli ha lanciato questa mattina il progetto dell’Albero Tecnologico. Una serie di piccoli pannelli solari, montati come foglie d’albero su una struttura in legno e metallo: il loro scopo, fornire l’energia necessaria per ricaricare smartphone e tablet dei visitatori che ne avessero necessità.

Questa volta il primo cittadino non era solo: al suo fianco c’era l’assessore ai Lavori Pubblici Angelo RetrosiE, a meno di un anno dalle elezioni, la scelta del co-protagonista potrebbe non essere del tutto casuale. 

Angelo Retrosi e Riccardo Mastrangeli davanti all’albero tecnologico

Per questa uscita green e smart, Mastrangeli ha sfoggiato un look decisamente informale: messa da parte la fascia tricolore e il consueto completo istituzionale, il sindaco ha lasciato spazio ad una sahariana blu — in versione Clark Gable — jeans e camicia in tinta. Ancora più disinvolto Retrosi, con camicia di jeans aperta e immancabile t-shirt bianca. Un outfit che fa molto uomo d’azione del cantiereNon assomigliano nemmeno un po’ agli attori navigati di Hollywood, novelli George Clooney e Brad Pitt: ma sono perfettamente a loro agio davanti alla telecamera. 

Con tanto di effetto speciale finale: il sindaco che mostra il telefono già ricaricato al 10% in pochi secondi grazie all’albero tecnologico. Una velocità molto ottimistica che strappa un sorriso ma centra l’obiettivo della comunicazione.

Dietro la forma c’è sostanza

Un esempio di albero fotovoltaico proposto dal gruppo A2A

Dietro la forma però c’è anche sostanza. ParecchiaL’albero tecnologico installato al Parco Matusa non è un semplice elemento di arredo urbano ma una struttura che punta a integrare sostenibilità e servizi concreti: energia pulita, ricariche smart per dispositivi, illuminazione intelligente e funzionalità digitali — tutto concentrato in un unico punto, visibile e accessibile.

L’intervento si inserisce nel percorso di trasformazione del Matusa — luogo simbolico di Frosinone, passato da tempio del calcio, che ha vissuto anche la storica promozione in Serie A, a spazio pubblico vissuto quotidianamente da famiglie, giovani e anziani. Inserire qui un elemento di innovazione significa portare la modernità dentro un contesto carico di memoria, senza snaturarlo ma aggiornandone la funzione. Con una strizzata d’occhio all’estetica.

Il progetto del Parco Matusa

Il valore dell’operazione sta soprattutto nella sua dimensione pratica. In genere l’innovazione urbana resta confinata nei convegni o nei documenti, qui diventa qualcosa di tangibile: un cittadino può sedersi, ricaricare il telefono, godere di una migliore illuminazione e vivere il parco anche nelle ore serali con maggiore sicurezza e comfort. C’è poi il messaggio ambientale: l’utilizzo di energia pulita rende la sostenibilità qualcosa di visibile e quotidiano, non più un concetto astratto. L’albero tecnologico diventa così anche uno strumento educativo, oltre che funzionale.

Certo, la vera sfida sarà la manutenzione nel tempo e l’integrazione con il resto dell’area. Perché è proprio nell’uso quotidiano che si misura il successo di queste scelte. Non bastano installazioni simboliche: serve continuità, efficienza e capacità di farle diventare parte stabile della vita urbana.

Il messaggio politico

Angelo Retrosi (Foto © Massimo Scaccia)

Dal punto di vista politico, l’operazione è altrettanto chiara. Il sindaco Mastrangeli continua a privilegiare l’aspetto amministrativo e a costruire il racconto di una città che cambia per piccoli passi, con interventi mirati e riconoscibili. Non solo grandi opere, ma anche tasselli progressivi. E il coinvolgimento di Retrosi nel reel suggerisce un messaggio interno alla maggioranza: squadra visibile, compatta e già proiettata verso l’appuntamento elettorale del prossimo anno.

Il Parco Matusa, in questo scenario, si conferma laboratorio urbano: un luogo dove sperimentare un modello di città più funzionale, più sostenibile e più vicina alle esigenze reali delle persone.