“Aumenta la Tari, il servizio peggiora”. L’equazione non torna al centrosinistra

Ad Anagni scoppia la polemica per la tassa dei rifiuti. L'opposizione denuncia rincari a fronte di una gestione che lascia a desiderare. Intanto il degrado avanza e mancano le strutture come l'isola ecologica. La replica dell'amministrazione: "L'incremento non dipende da noi. Sono lievitati i costi di smaltimento stabiliti dalla Saf"

Paolo Carnevale

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L’avviso di pagamento arriva. Il servizio no. Almeno secondo l’opposizione cittadina. Scoppia sulla Tari (la tassa per la gestione dei rifiuti) l’ennesima polemica che coinvolge maggioranza e opposizione al comune di Anagni. Tutto nasce dall’arrivo in città, in questi giorni, di numerosi avvisi per il pagamento della tassa.

Tutto regolare, tranne due cose: l’aumento sensibile delle tariffe ed il peggioramento (per molti) progressivo del servizio. Un combinato disposto che ha generato un diffuso malcontento. Basato su una semplice domanda: ma perché pagare (tanto) per un servizio non all’altezza?

Centrosinistra denuncia aumenti e servizio scadente

Francesco Sordo del Pd

La domanda se la sono posta, tra gli altri, gli esponenti del centrosinistra (Francesco Sordo del Pd, Costantino Santovincenzo di Sinistra Italia e Sara Missori di Possibile e M5S) che hanno attaccato senza mezzi termini l’amministrazione guidata dal sindaco Daniele Natalia. Evidenziando un oggettivo squilibrio tra l’aumento dei costi per i cittadini e la qualità del servizio offerto: “Nonostante da anni il servizio sia rimasto lo stesso, vi è un sensibile aumento degli importi da pagare”.

Costantino Santovincenzo di Sinistra Italiana

Un aumento che avrà “sicuramente una, cento o mille giustificazioni contabili”. Ma  “che la Tari sia aumentata è un fatto innegabile”. Un aumento che fa male, soprattutto perché il servizio che la tassa dovrebbe finanziare funziona ad intermittenza. Basta pensare “alla mancata realizzazione dell’isola ecologica, che oramai stiamo aspettando da anni in un luogo stabilito dal comune e che deve contrattualmente realizzare l’azienda che si occupa del trattamento dei rifiuti.” Per non parlare “delle piccole isole ecologiche private, quasi sempre non funzionanti, situate all’ingresso della città e sotto il cimitero monumentale”.

Il degrado avanza

La conseguenza è un avanzato stato di degrado: “In molte zone della città ci sono giorni in cui il ritiro non viene effettuato affatto, creando accumuli di immondizia”. Ad esempio davanti a diverse scuole, con spazi che diventano “discariche a cielo aperto, proprio perché il ritiro dei rifiuti non viene eseguito in tempi ragionevoli”.

Sara Missori di Possibile (Foto © Ettore Cesaritti)

Si potrebbe pensare ad un pugno di ferro contro la società che gestisce il servizio. Ed invece il comune “anziché contestare le inadempienze contrattuali, ha provveduto nuovamente a prorogare il contratto con l’azienda che si occupa del trattamento dei rifiuti”. di qui la richiesta al Comune: “trasparenza, controlli reali, penalità applicate come previsto dal contratto e soprattutto una gestione che metta al centro l’interesse pubblico e non solo quello dei privati”.

La replica dell’amministrazione

Un attacco frontale che ha generato la replica immediata dell’amministrazione. Gli esponenti del centrodestra cittadino sono partiti da un punto: “Da novembre 2025 è iniziata la riscossione della Tari relativa all’anno in corso, mentre ad agosto si era concluso il pagamento della Tari 2024”. Un accavallamento non voluto dal comune ma “un obbligo di legge. Le norme sulla gestione delle entrate impongono infatti che i tributi vengano riscossi nello stesso esercizio finanziario in cui vengono accertati”.

Il sindaco Daniele Natalia

Anche perché da quest’anno è in vigore il bonus sociale Tari per aiutare le famiglie più fragili. Perché gli elementi più deboli possano usufruirne, la riscossione della tassa “deve avvenire nell’anno di riferimento”. Si spiegano così i pagamenti ravvicinati. Del resto, ha chiarito la maggioranza, questa cosa l’aveva decisa non il solo centrodestra, ma tutto il consiglio comunale all’unanimità, il 4 settembre scorso. Come dire; prima lo avete votato ed ora vi lamentate.

“Aumenti necessari perché sono lievitati i costi”

Lo stabilimento Saf

Nel merito degli aumenti, il centrodestra anagnino ha poi voluto chiarire che  “l’amministrazione comunale non ha la facoltà di stabilire in modo arbitrario l’importo della Tari”. Il rincaro, nonostante “il controllo costante” sulla ditta, “deriva dall’aumento dei costi di smaltimento stabiliti dalla Saf, la società provinciale che gestisce gli impianti”.

Numeri eloquenti: “Nel 2005 smaltire una tonnellata di rifiuto indifferenziato costava 79,20 euro; nel 2024 costava 186,01 euro; e da luglio 2025 siamo passati a 239,53 euro”. Un incremento del 30% in pochi mesi che “inevitabilmente si riflette anche sulle bollette dei cittadini”. Sul progetto dell’isola ecologica; non si tratta “di un progetto abbandonato, ma di un iter complesso che ha richiesto ulteriori verifiche tecniche e autorizzative, indispensabili per garantirne la piena regolarità”

L’assessore Carlo Marino

Giusto quindi che “l’opposizione esprima le proprie posizioni e le proprie critiche”, ha concluso il centrodestra. Ma ci sono questioni, come i tributi, sulle quali “l’amministrazione è chiamata semplicemente ad applicare la legge, con senso di responsabilità e rispetto per le regole”. Nella speranza che, anche grazie ad una più puntuale “lotta all’evasione”, si possa pagare tutti per pagare meno. Anche per quanto riguarda la Tari.