Avallone candidato sindaco: sì solo con un fronte unico dell’opposizione

Pierluigi Avallone valuta la candidatura a sindaco di Fondi proposta da Fratelli d’Italia, ma pone una condizione politica chiara: guidare un’alleanza unitaria dell’opposizione per sfidare il sistema di potere locale.

Non ho accettato e tantomeno rifiutato la richiesta che mi hanno avanzato gli amici di Fratelli d’Italia. Ho posto delle condizioni politiche prima di dire si alla candidatura a sindaco. E non so se verranno o meno giudicate accoglibili”: Pierluigi Avallone, avvocato, sposato e padre di tre figli, 55 anni li compirà il prossimo 5 febbraio. È consapevole che il suo nome potrebbe essere la novità assoluta alle elezioni Comunali di Fondi della prossima primavera.

Il legale, che ha studi sia a Fondi che a Latina in via dello Statuto non molto lontano dal Tribunale di piazza Buozzi, attende ora che il coordinamento politico di Fdi  (che l’ha cercato e proposto alla carica di primo cittadino) gli dia una risposta su quella che lo stesso Avallone ha definito una “condizione imprenscindibile”. 

La condizione politica

I vertici di FdI

Fondi non è una città qualsiasi. È il feudo del senatore Claudio Fazzone, potentissimo ed indiscusso coordinatore di Forza Italia nel Lazio. Che nel suo Comune di nascita ha realizzato un Partito – Stato che amministra la città. Forza Italia lo fa da sola, con l’apporto di mini liste civiche: governa così, ininterrottamente da un trentennio. Per andare all’assalto dei bastioni di Fondi, Pierluigi Avallone ha posto una sola “conditio sine qua non”: essere il candidato sindaco di tutte le forze che dal voto dell’ottobre 2020 siedono sui banchi dell’opposizione nel Consiglio comunale di piazza De Gasperi. 

Anche con l’apporto del Partito Democratico? L’interessato liquida l’eventualità con una battuta: “In politica, come nella vita, uno più uno deve fare sempre due e non… tre”.

La coordinatrice comunale FdI di Fondi Sonia Federici ha fatto sapere ai cronisti che “al momento non ci sono novità degne di nota”. Un pirandellismo necessario perché non hanno avuto al momento un seguito gli annunci fatti dai vertici regionali e provinciali del Partito durante l’affollata assemblea pubblica nel Chiostro di San Domenico. Quel giorno avevano considerato “pronto il Partito di Fondi per affrontare in autonomia la prossima campagna elettorale, grazie all’esperienza acquisita nel consiglio comunale e al suo riconosciuto bagaglio valoriale”. (Leggi qui: Fondi, il dado è tratto: Fratelli d’Italia correrà da solo alle elezioni comunali).

Decide il tavolo

Claudio Fazzone

L’indicazione dell’avvocato Avallone dovrà superare lo scoglio di Roma. Perché la scelta del candidato sindaco del centrodestra al comune di Fondi potrebbe passare per il tavolo Regionale del centrodestra e rientrare in un accordo politico complessivo. Che riguarderà anche la futura presidenza dell’Amministrazione Provinciale di Latina ed il nuovo assetto manageriale di Acqualatina.

L’avvocato non ha voluto pronunciarsi su questa eventualità. Che è molto probabile. Regole della politica. Ma è il primo ad ammettere che “la mia possibile candidatura potrebbe dar fastidio a qualcuno”. Si riferisce al senatore Claudio Fazzone? Per trovare una risposta bisogna riavvolgere il nastro della storia politico-amministrativa al comune di Fondi. E tutto (sembra) tornare o quasi. 

Salvatore De Meo

Pierluigi Avallone fu considerato uno dei migliori assessori nella seconda consiliatura del sindaco azzurro Luigi Parisella nel quinquennio 2005-2010. Si occupò nello specifico di Bilancio e di Cultura. I volti emergenti, all’interno di Forza Italia, all’epoca erano essenzialmente due: l’avvocato di via Vittorio Emanuele III ed il futuro parlamentare europeo Salvatore De Meo. Il senatore Fazzone scelse quest’ultimo per succedere a Parisella ed Avallone maturò immediatamente la sua scelta “che non ho mai rinnegato”: via da Forza Italia.

Corteggiato

Luigi Parisella

Ad Avallone nel corso degli ultimi 15 anni sono arrivate raffiche di richieste per candidarsi al Consiglio comunale. Ed il legale ha sempre detto di no. Un garbato rifiuto l’ha esplicitato persino all’ex sindaco Parisella in occasione del voto di cinque anni fa. Ma la sua mano fu tangibile nell’apporto elettorale di una delle tre liste civiche di Parisella: a sorpresa, costrinse l’attuale sindaco Beniamino Maschietto a ricorrere al turno di ballottaggio. Mai successo prima con i due mandati di Salvatore De Meo.

Ma comporre la coalizione si sta rivelando molto complesso. Ad esempio: cosa fare se il Regionale imponesse uno schieramento unitario con Lega e soprattutto con Forza Italia? All’interno di FdI a Fondi non c’è unità intenti: i consiglieri comunali sono due che, sono all’opposizione insieme ai tre esponenti della Lega. Ma la pensano diversamente. 

Se Luigi Vocella appare disponibile a verificare se esistano le condizioni per un’intesa con Forza Italia, il collega Stefano Marcucci firmerebbe anche domani mattina per la scelta di un candidato autonomo. Che verrebbe affiancato dalla Lega e da una serie di formazioni civiche presenti (e non) nel Consiglio comunale della città.

Parisella sprona

(Foto: Benvegnu’ Guaitoli © Imagoeconomica)

Lo stesso “carroccio”  fondano è a conoscenza di quanto sta avvenendo in Fratelli d’Italia, sia a Fondi che a Roma. Anche a loro risulta che sia stata “congelata” l’opzione Avallone per inserire la scelgta all’interno di un accordo complessivo. Per questo l’ex sindaco Luigi Parisella, ora capogruppo della Lega in consiglio comunale, invoca “un po’ di coraggio” da parte dei cugini di Fdi. “Sanno come la pensiamo. Dopo cinque anni di dura e costruttiva opposizione è impensabile di dar vita ad un’alleanza, elettorale e programmatica con Forza Italia il cui non governo è sotto gli occhi di tutti. Anche se poi la politica è l’arte dell’impossibile”.

L’ex sindaco Parisella non lo dice esplicitamente ma pure lui teme  che la Lega di Fondi possa ricevere “diktat” romani. “L’unità non deve essere una bandierina da sventolare in base alle circostanze di turno ma un valore – dice -. Possiamo allearci con questa Forza Italia che in cinque anni non ci ha accolto neanche un emendamento in occasione dell’approvazione dei Bilanci di previsione? Mi dica lei”.

Il fronte azzurro

Beniamino Maschietto

Le vicende di Fdi e l’ipotesi di una coalizione con Lega e Civici potrebbero mutare gli orientamenti da parte della maggioranza uscente. 

Il sindaco in carica Beniamino Maschietto punta legittimamente al bis, i candidati outsider restano gli assessori alla Cultura Vincenzo Carnevale (è anche vice sindaco) e all’Urbanistica Claudio Spagnardi. Ma si comincia ad ipotizzare che la vera sorpresa potrebbe essere rappresentata da un altro avvocato… questa volta penalista.

L’attuale presidente del consiglio comunale Giulio Mastrobattista giura e spergiura quando afferma come il suo rapporto con la politica sia giunto ai titoli di coda. È stato candidato a sindaco nel 2020 per il Fdi per poi essere espulso dal coordinatore provinciale, il senatore Nicola Calandrini dopo la decisione di sostenere al ballottaggio Maschietto.

Mastrobattista giura. Ma è n modo elegante per evitare di entrare da Papa nella cappella Sistina ed uscirne come un semplice cardinale.