Bando Tpl: date sbagliate e senza dati: Gara da 11,6 milioni sotto esame

La procedura europea pubblicata dalla Stazione Unica Appaltante della Provincia presenta incongruenze evidenti: scadenze datate 2025 in un bando 2026, pochi dettagli su ricavi e costi, durata limitata e riferimenti fuori contesto come l’ascensore inclinato. Elementi che rischiano di frenare la partecipazione e impongono chiarimenti.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Il numero di protocollo generale è N° 14758/2026, pubblicato il 30 aprile. L’oggetto è il bando per l’affidamento del servizio di Tpl – Trasporto Pubblico Locale nel Comune di Frosinone. Lo ha pubblicato la Provincia di Frosinone sull’Albo Pretorio come Stazione Unica Appaltante con la Gara SUA n. 41/2026. Si tratta di una procedura europea a evidenza pubblica, con un valore complessivo stimato di 11 milioni 606mila 544 euro e 50 centesimi per una durata di cinque anni.

Nelle 49 pagine del disciplinare emergono tuttavia diverse anomalie che meriterebbero approfondimenti e chiarimenti. A cominciare dalle date. Il disciplinare risulta datato 30 aprile 2026 ma riporta come termine per la presentazione delle offerte il 29 maggio 2025. Sicuramente un refuso, un errore di digitazione nell’anno, che però non è presente solo nella scheda riepilogativa del bando: la stessa data compare anche a pagina 22, al capitolo 13 sulle modalità di presentazione dell’offerta. Lì si legge: «L’offerta e la documentazione devono pervenire entro e non oltre il termine perentorio delle ore 10:00 del 29/05/2025 a pena di irricevibilità». E ancora a pagina 41, al capitolo 20, sullo svolgimento delle operazioni di gara: «La prima sessione avrà luogo, in modalità telematica, alle ore 10:30 del 29/05/2025».

Si tratta con ogni probabilità di un refuso materiale ma la presenza di un’incongruenza temporale così evidente in un atto ufficiale, peraltro citata più volte, potrebbe generare incertezza tra gli operatori economici e richiedere un chiarimento formale da parte dell’amministrazione.

Durata breve e rischio operativo

Il bando prevede una durata della concessione pari a cinque anni. Una scelta che si discosta da quanto avviene in molti altri contesti italiani — ad esempio nei Comuni di Potenza o Agrigento, dove affidamenti analoghi nel trasporto pubblico locale hanno spesso una durata tra i sette e i dieci anni. Durate più estese sono solitamente giustificate dalla necessità di consentire agli operatori di ammortizzare gli investimenti, in particolare per il rinnovo del parco mezzi o l’introduzione di tecnologie.

Il valore della concessione è indicato in 11 milioni 606mila 544 euro e 50 centesimi, comprende sia le entrate da bigliettazione sia eventuali compensazioni pubbliche. Nel disciplinare si legge che il rischio operativo è «integralmente traslato in capo al concessionario»Tuttavia non vengono dettagliati né la quota di ricavi attesa dalla vendita dei titoli di viaggio, né l’eventuale contributo pubblico a copertura del servizio. In altri bandi analoghi, questi elementi vengono generalmente distinti con maggiore chiarezza, proprio per consentire agli operatori di valutare correttamente il rischio economico.

Anche sul costo della manodopera — stimato in 1 milione 482mila euro annui — mancano informazioni essenziali: non sono indicati il numero di personale, i livelli contrattuali né le turnazioni. E mentre altri disciplinari Tpl di altri Comuni indicano sempre chilometri annui, rete, linee e domanda, qui questi dati tecnici di base sono assenti. Tradotto: un operatore economico non riesce a valutare se sia redditizio partecipare al bando oppure no.

L’ascensore inclinato a margine del Tpl

Un’ultima anomalia riguarda la presenza, in calce a ogni pagina degli allegati — evidenziata in giallo — della dicitura relativa all’«opzione del servizio ascensore inclinato di Frosinone»La dicitura è costante a ogni fine pagina, ma non esiste alcuna sezione del bando che riguardi la gestione dell’impianto, né la sua manutenzione, né eventuali servizi connessi. L’ascensore inclinato, di fatto, non è mai citato nel corpo del documento: compare solo in calce a ogni foglio.

Per provare a spiegare tutte queste singolarità, va detto che sulla piattaforma «tuttogare» sono scaricabili disciplinari standard generati automaticamente e spesso riutilizzati tra enti. Nulla di strano in linea di principio. In questo caso — anche se non c’è certezza riscontrata oggettivamente — potrebbe trattarsi di un template standard riadattato in modo approssimativo per il Comune di Frosinone.

In ogni caso, tutte le osservazioni emerse evidenziano la presenza di elementi nel disciplinare che potrebbero beneficiare di chiarimenti, nell’ottica di garantire la massima trasparenza e la più ampia partecipazione alla gara. Per un servizio fondamentale per il futuro del trasporto pubblico a Frosinone.