L’imminente passaggio di Quadrini a Fratelli d’Italia scatena uno scontro interno nel Pd di Frosinone. Battisti attacca Migliorelli sul metodo e riapre il conflitto tra correnti, mettendo in discussione equilibri e linea politica.
Massimiliano Quadrini non è ancora entrato in Fratelli d’Italia e già il Partito Democratico di Frosinone sta litigando con se stesso. Il sindaco di Isola del Liri ha annunciato per martedì il suo passaggio: il Pd provinciale non ha aspettato martedì per implodere. (Leggi qui: Quadrini canta… Fratelli d’Italia ma può diventare il requiem dell’esecutivo).
La presidente provinciale del PD Sara Battisti ha risposto alla dichiarazione fatta dal Segretario Provinciale Achille Migliorelli ad Alessioporcu.it con una durezza che va ben oltre il caso specifico di Isola del Liri.
Lo ha fatto puntando non sulla sostanza della posizione — che pure contesta — ma sul metodo: sul rispetto delle persone, sull’accordo politico che aveva reso possibile l’elezione di Migliorelli alla Segreteria.
L’antefatto

L’antefatto in due righe per comprendere subito il contesto. Il sindaco di Isola del Liri Massimiliano Quadrini martedì annuncerà la sua adesione a Fratelli d’Italia, all’interno della sua amministrazione ci sono anche due esponenti del Partito Democratico: Stefano Vitale e Annapaola Faticoni .
Subito dopo l’anticipazione di quella scelta politica, il Segretario Provinciale Pd Achille Migliorelli da Bruxelles ha detto «se il sindaco va con Fratelli d’Italia, il posto del Pd è all’opposizione». Una mossa che è stata classificata subito come un atto ostile interno: un’imboscata del Segretario (espressione di Area Dem) ai danni della componente avversaria Rete Democratica. Nella quale si riconoscono Vitale e Faticoni.
Il che ha innescato la reazione di Sara Battisti, consigliere regionale del Lazio e riferimento di Rete Democratica in provincia di Frosinone.
Migliorelli abbia rispetto per la sua comunità

«Un segretario prima di intervenire a gamba tesa deve avere il rispetto per le storie politiche di donne e uomini che fanno parte della sua comunità»: è una frase che non lascia spazio a interpretazioni. Battisti non sta difendendo la trasversalità come principio astratto. Sta difendendo Stefano Vitale e Annapaola Faticoni come persone: militanti con una storia, protagonisti di amministrazioni in cui lo stesso Massimiliano Quadrini era «punta di diamante per tutto il PD». E sta ricordando a Migliorelli che quelle persone meritavano di essere ascoltate prima, non messe all’angolo senza nemmeno una telefonata.
Il punto più tagliente è però un altro. Battisti tira fuori l’accordo che ha reso possibile l’elezione di Migliorelli a Segretario Provinciale: «prevedeva la massima condivisione di tutte le scelte, nel rispetto di tutte e tutti gli iscritti». È un avvertimento esplicito: la Segreteria non è stata conquistata in solitaria e non può essere esercitata come tale. Chi governa grazie a un accordo tra componenti, risponde a quell’accordo.
La guerra delle correnti sotto il caso Quadrini

Per capire la profondità dello scontro bisogna leggere le appartenenze. Migliorelli è espressione dell’Area Dem di Francesco De Angelis (Presidente Pd del Lazio) e Daniele Leodori (Segretario Regionale Pd) cioè la componente più strutturata e radicata nel territorio ciociaro. Battisti guida la Rete Democratica di Claudio Mancini (Segretario Enti Locali Pd del Lazio), componente nazionale che nel Lazio ha nel consigliere regionale di Frosinone la sua voce più autorevole.
Il caso di Isola del Liri è diventato, in poche ore, il terreno su cui queste due visioni si misurano per la prima volta in modo esplicito dopo il Congresso. Che era arrivato dopo 13 mesi di divisioni, ricorsi, contestazioni e spaccature.
Battisti lo dice chiaramente: «chiediamo un approfondimento all’interno della Direzione Provinciale», che «attendiamo sia presto convocata per capire se il Segretario vuole compiere un cammino come comunità oppure preferisce rappresentare solo la sua parte politica». È una messa in mora. Formale, protocollare ma inequivocabile.
Chi ha ragione

La domanda che questa vicenda pone non è semplice. Migliorelli ha detto una cosa politicamente coerente: se il sindaco entra in FdI, il PD va all’opposizione. È una posizione che ha il pregio della chiarezza e il vantaggio della logica. Come si può governare con un sindaco di Giorgia Meloni?
Battisti pone però una domanda altrettanto legittima: prima di sparare, hai parlato con le persone coinvolte? Hai capito se Vitale e la Faticoni possono ancora portare avanti il programma con cui hanno vinto? Hai consultato il gruppo dirigente?
E poi c’è il non detto. Perché ad Isola del Liri Vitale e Faticoni devono passare all’opposizione ma lo stesso non vale nelle amministrazioni comuni di Ferentino, Veroli, Sora e Pontecorvo dove il Pd (soprattutto AreaDem) governa con il centrodestra? Sara Battisti non ci gira intorno: «sul tema della trasversalità noi abbiamo più volte chiesto all’interno del dibattito congressuale di sapere cosa ne pensasse la mozione Migliorelli. Più volte ci è stato detto che nei comuni sotto i 15000 abitanti le formazioni sono civiche. Che sopra i 15.000 abitanti si espone il simbolo, anche se in diverse amministrazioni questa cosa non ci risulta essere accaduta. Apprendiamo oggi che Migliorelli abbia cambiato la sua posizione».

In politica, avere ragione nel merito e torto nel metodo produce quasi sempre lo stesso risultato che avere torto in tutto: divisione e perdita di energia interna. Migliorelli potrebbe scoprire che la sua prima dichiarazione da Segretario — netta, decisa, apprezzata dai puristi — gli ha creato un problema interno che nessun avversario esterno avrebbe potuto costruirgli con la stessa efficacia.
Il PD di Frosinone ha appena iniziato. E il battesimo del fuoco, come spesso accade, brucia soprattutto dentro.



