Baywatch in Comune: se Marzi diventa la ciambella di salvataggio del Sindaco

A Frosinone ancora problemi per Mastrangeli e sempre più decisivo l'ex primo cittadino. La maggioranza in Consiglio rischia di andare sotto per mancanza di numero legale. Solo il ritorno in aula di Memmo evita la frittata. Ma fin quando si potrà andare avanti così? La questione della prima convocazione. Le due opposizioni per la prima volta si muovono compatte

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Avete presente quando stai per affogare e all’ultimo minuto, quando ormai hai perso le speranze, il bagnino arriva e ti salva da un annegamento ormai certo? Ecco, fatte tutte le dovute proporzioni, e ricondotte le circostanze nel perimetro della politica, questo è quanto che è accaduto ieri sera, durante i lavori del Consiglio comunale di Frosinone.

Il sindaco Riccardo Mastrangeli e la sua maggioranza hanno rischiato di andare sotto e di non avere il numero necessario di Consiglieri per continuare i lavori.

Il fatta(ccio)

Il Consiglio comunale di Frosinone

È successo dopo aver approvato quasi tutti i punti all’ordine del giorno. Il collo d’imbuto è stato l’ultima delibera approvata, peraltro molto dibattuta ed a volte anche in maniera molto animata tra sindaco, maggioranza e opposizione. Il tema è stato quello del progetto Escas (il polo logistico che dovrebbe essere realizzato nella zona di Selva dei Muli).

Quando il dibattito si è fatto più incandescente, una pattuglia di Consiglieri eletti nella maggioranza ha deciso di uscire dall’Aula: in numero così consistente da far saltare la seduta. Lo hanno fatto i consiglieri della lista Mastrangeli Anselmo Pizzutelli e Maria Antonietta Mirabella, della Lega o ex Giovanni Bortone, di FutuRa Teresa Petricca, Giovambattista Martino e Francesco Pallone, insieme ai colleghi di Forza Italia Maurizio Scaccia, Pasquale Cirillo e Christian Alviani, seguiti subito dopo da Angelo Pizzutelli e Norberto Venturi del PD.  

Il brutto, per il sindaco Mastrangeli ed i suoi, è che anche l’ex sindaco Domenico Marzi era uscito dalla Sala consiliare per andare via. A quel punto, se ne è accorto subito Andrea Turriziani, i Consiglieri presenti erano solo 16: quelli della maggioranza ufficiale del sindaco. Impossibile quindi approvare la delibera che era in discussione, quella della variante al PRG, con solo 16 voti e continuare a celebrare il Consiglio in prima convocazione. Ne servivano 17. Altrimenti bisognava riportare in Aula l’argomento nei giorni successivi in Seconda convocazione quando cioè bastano meno Consiglieri per approvare le delibere.

Il ritorno di Marzi-bagnino

Andrea Turriziani (Foto: Massimo Scaccia)

Panico smarrimento e nervosismo tra i consiglieri di Mastrangeli presenti a Palazzo Munari. Che hanno cominciato a guardarsi in faccia, a contarsi e ricontarsi senza soluzione di continuità. Ma il risultato era sempre 16. Elementare Watson.

Nel frattempo, sempre il consigliere  Andrea Turriziani, uno che fa politica da quando portava i calzoncini corti e giocava al Monopoli, ha intuito subito le dinamiche d’aula che si stavano innescando e le difficoltà connesse. Ha preso la parola per fare un intervento, a dir poco accademico. per allungare il brodo, per non arrivare subito alla votazione della delibera che non poteva essere approvata, perché non c’erano i numeri.

Capita la strategia, anche il Consigliere Marco Ferrara è intervenuto sulla delibera in forma “dilatoria” . Nel mentre, c’è stato un giro frenetico e vorticoso di telefonate e alla fine l’avvocato Marzi, novello bagnino Baywatch 3.0, si è di nuovo materializzato in Aula e, con la sua sola presenza, ha consentito di concludere i lavori e di “portare in salvo” Mastrangeli ed i suoi. Ma che rischio.

Riccardo “prigioniero” delle strategie di Memmo

Riccardo Mastrangeli

Riflessioni politiche, inevitabili, a margine del consiglio di ieri. La convocazione del consiglio, sempre in Prima convocazione, quando servono 17 Consiglieri presenti per celebrare i lavori, senza quindi  il paracadute della seconda chiama, è un “lusso” che oggi Mastrangeli non si può proprio permettere.

In politica, i muscoli e si esibiscono se hai la struttura fisica adeguata. I numeri della maggioranza (16) tratteggiano invece un fisico piuttosto gracilino. Perseverare nel celebrare il Consiglio sempre in Prima convocazione per dimostrare di essere forti, in questa fase è puro autolesionismo.

L’ex sindaco Domenico Marzi risulta ormai fondamentale, sia per la sopravvivenza della consiliatura sia  per consentire a Mastrangeli, non solo di iniziare i Consigli comunali ma anche di approvare tutte le delibere all’Ordine del giorno.

Domenico Marzi (Foto © Massimo Scaccia)

Ma il salvagente e la respirazione bocca a bocca dell’avvocato Marzi non è gratis. Per assicurare il servizio di Baywatch ha chiesto all’amministrazione di realizzare alcuni punti ben precisi del suo programma elettorale e che erano condivisi anche con il programma del sindaco Mastrangeli. In assenza di riscontri alle richieste dell’avvocato Marzi, fino a quando potrà continuare a funzionare questo schema?

Lo si capirà meglio dopo l’estate. In ogni caso, Mastrangeli si sta legando, sempre di più, mani e piedi alle strategie di Marzi. Come diceva  Winston Churchill “è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico”

Le due opposizioni per la prima volta compatte

Anselmo ed Angelo Pizzutelli, le anime delle 2 opposizioni

Terza evidenza. Per la prima volta in 3 anni, l’opposizione istituzionale formata dal PD e quella costituitasi recentemente, con i 9 consiglieri eletti con Mastrangeli e saliti sull’Aventino, è riuscita ad agire in sinergia, adottando una strategia d’aula studiata bene prima, condivisa ed unitaria.

E alla prima occasione ha creato lo scompiglio. Se tutta l’opposizione insieme decide di perseverare con questo nuovo corso, per Mastrangeli nei prossimi mesi potrebbero essere veramente dolori. Estote parati.