Benvenuti in squadra: i consigli di Caperna ai neo 18enni di Veroli

Il "18mo in Comune" e le parole del sindaco, che invita i ragazzi ad essere capaci di avere una prospettiva a lungo raggio

Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

Una delle peculiarità principali di un APR (Aeromobile a Pilotaggio Remoto, in acronimo italiano) è la capacità di acquisire un campo visivo molto più ampio di quello che offrirebbe una visuale settoriale terreste (dall’alto si vede meglio) o aerea con esigenze di velocità (sfrecciando, i dettagli fondamentali si vedono male). Il che significa che quella che Germano Caperna ha fatto ai neo diciottenni di Veroli, consegnando a ciascuno di essi anche una copia della Costituzione Italiana, è stata molto più che una metafora lirica. (Leggi qui: I nuovi adulti di Veroli: sono 183 e Caperna li vuole incontrare tutti).

Quella era un’esortazione, un consiglio a chi si appresta ad affrontare la parte decisionale della vita e che dovrebbe armarsi di tigna ma senza trasformarla in ossessione monotematica.

Durante la cerimonia svoltasi prima nella sala Consiliare del Comune e proseguita nel largario del cine sala Trulli per ore spensierate e gourmet a cura dell’Istituto Alberghiero, il primo cittadino ha voluto “parlare” agli oltre 180 ragazzi che avevano risposto al suo invito.

La “lettera aperta”

Germano Caperna

Lo ha fatto con una sorta di “lettera aperta” in cui Caperna ha condensato tutto il necessario per esaltare quel momento. La carica “paterna” che compete alla persona di vertice del sistema complesso in cui i neo diciottenni andranno a vivere. L’esperienza di un uomo che ha dato già gagliardi morsi alla mela della vita e l’empatia di un format che mette il Comune al centro di una franca esperienza di condivisione fra i decisori e la cittadinanza.

Nel suo vademecum ai nuovi maggiorenni ernici Caperna ha perciò provato a dare una serie di indicazioni di rotta. Esordendo così: “Care ragazze e cari ragazzi, oggi non vogliamo darvi delle istruzioni o darvi lezioni di vita. No, vorremmo trasferirvi la nostra esperienza attraverso dei suggerimenti, delle dritte, delle maniere per affrontare il mondo che vi aspetta”.

E questo “senza presunzione, senza distanze ma con la consapevolezza e l’umiltà di chi 18 anni li ha compiuti da un po’, e da allora di errori ne ha fatti tanti, e continuerà a farne.

“Abbracciare il tempo”

L’invito del sindaco ad abbracciare il tempo

Poi per step:“Uno: abbracciate il tempo, non inseguitelo. Non confondete la frenesia con la prontezza. Siate rapidi nel comprendere, non nell’affrettare il passo o nell’affannarvi”. Il dato, o meglio, il nodo gordianoè quello di questa insopprimibile esigenza di celerità. E Caperna lo ha ricordato.

“Viviamo in un’epoca che ci chiede di fare tutto velocemente ma la vera rapidità sta nella capacità di decidere e agire con precisione, di cogliere il momento. Assorbite le informazioni, reagite con intelligenza, eliminate il superfluo e andate al punto. Ogni esperienza vi racconterà qualcosa. Fatela vostra. Imparate a osservare, non solo a guardare.

Mai fughe, piuttosto prospettive diverse e polpa alle visioni. “Usate la vostra immaginazione non per fuggire, ma per trasformare il mondo che potete vedere. Oggi siamo bombardati da immagini ma il vero potere sta nel saper creare qualcosa nella vostra mente prima ancora che esista: idee, progetti, sogni. Siate visionari.

Un futuro da disegnare

Il brindisi con i neo 18enni

E ingordigia, fiducia nei propri progetti, non nei format preconfezionati per individuo e società. “Non limitatevi a consumare ciò che vi viene mostrato. Usate la vostra fantasia per disegnare il vostro futuro e quello della vostra comunità. Aiutateci a trasformare insieme le parole in immagini mentali chiare, e le immagini mentali in realtà tangibili”.

L’invito di Caperna è stato molto più che una semplice chiosa di circostanza:Avete tutti il mio numero ormai: scrivetemi per un suggerimento, chiamatemi per un progetto, una proposta, un consiglio o semplicemente per vedere una partita insieme”.

E il punto due? Sapersi opporre alle semplificazioni di comodo. “Non abbiate paura della complessità. Non cercate una singola verità, ma la rete che connette tutte le storie del mondo, che è complesso, ha un’infinità di possibilità e contraddizioni. Molti vi diranno di scegliere una sola strada. Voi scegliete quella che più vi si addice e se è quella meno battuta non abbiate timore, probabilmente è la migliore”.

La condivisione di cultura e saperi

La festa in piazza

E ancora:“Siate eclettici. Siate aperti a studiare campi diversi, ad ascoltare opinioni opposte, a scoprire culture e saperi. Siete la prima generazione che può tenere in mano tutti gli orizzonti possibili. Usate questa ricchezza per non essere mai banali e per capire che ogni singola vita è solo un frammento di un disegno molto più grande. Il vostro futuro dipenderà da quanto sarete capaci di capirlo e questa sarà la vostra unica arma contro la confusione e l’ambiguità”.

II punto terzo parte dalla levità nell’affrontare la vita adulta e le sfide – Calvino docet – ad essa connesse. “Tre: se tutto quello che vi ho appena detto vi sembra un carico insopportabile, non fatevi schiacciare dal peso delle cose. Non rifiutate il peso del mondo, ma imparate a sollevarlo con un pensiero positivo, con la vostra bellezza”.

Evitando che a cesellare coscienze sia la durezza di doverne scolpire per forza i tratti più arcigni. “Non lasciatevi definire o schiacciare dalle aspettative, dagli impegni, dalle paure”.

Leggerezza, non superficialità

Germano Caperna

Agite con leggerezza che non vuol dire superficialità come scrisse qualcuno. Cercate come moderni droni la prospettiva aerea, quella che vi permette di vedere il disegno più ampio”. L’esortazione finale del sindaco ha avuto più il tono di una mano sulla spalla che di un rito di passaggio all’età dei cimenti ad ogni costo.

“A voi che siete il presente e il futuro di Veroli auguriamo un cammino fatto di successi e di vittorie con la consapevolezza però che non sarà privo di insuccessi o di sconfitte.

“Cadrete spesso ma rialzatevi più forti di prima. Non prendete le delusioni come pietre ma come piume che vi possono indicare la direzione del vento e a quel punto riaprite le vele e navigate per l’oceano della vita. Piume appena spuntate sulle ali di chi disegnerà la Veroli e il mondo che verranno.