Il Consiglio comunale approva un rendiconto da 59 milioni e la maggioranza rivendica il cambio di passo amministrativo. L’opposizione attribuisce parte dei meriti a Pnrr e governi precedenti. Intanto Fratelli d’Italia si spacca e il caso Fardelli rientra.
Un rendiconto di bilancio che certifica «l’inversione del senso di marcia della macchina amministrativa» di Cassino con un risultato di amministrazione record di 59 milioni. Un successo che, secondo l’opposizione, è però figlio di una «visione lungimirante avuta anche dalle altre amministrazioni». Il tutto mentre, sullo sfondo, si sgonfia il caso politico del consigliere Luca Fardelli — che continua a essere parte integrante della maggioranza — e si apre una crepa clamorosa nel gruppo di Fratelli d’Italia, che ha messo su fronti opposti i consiglieri Silvestro Golini Petrarcone e Nora Noury.
Nel Consiglio Comunale di oggi pomeriggio — ben dieci i punti all’ordine del giorno — l’assise cassinate ha dato il via libera definitivo al rendiconto di gestione del 2025. In pratica, l’atto contabile di sintesi della gestione tecnico-amministrativa e finanziaria dello scorso anno. Un voto necessario per certificare la salubrità delle casse dell’Ente e offrire un giudizio complessivo sull’operato dell’amministrazione comunale.

«Questo rendiconto evidenzia un quadro complessivamente positivo, frutto di un’attenta programmazione e di una gestione improntata al rigore, all’efficienza e al miglioramento continuo dei processi amministrativi», ha rivendicato il sindaco Enzo Salera nell’illustrazione iniziale. L’esercizio 2025 si chiude «confermando la solidità finanziaria dell’Ente», con una componente di avanzo libero — la somma risparmiata dal Comune — migliorativa rispetto al 2024. Il patrimonio netto è cresciuto di 6,5 milioni di euro, rafforzando la solidità strutturale del Comune nel medio-lungo periodo.
I numeri del bilancio
Un percorso di progressivo miglioramento della salute finanziaria dell’Ente preservato anche dall’accantonamento di 6,7 milioni di euro nel fondo anticipazione liquidità — pari al debito residuo da estinguere — «al fine di non alterare i futuri equilibri di bilancio». «Il fondo cassa alla fine dell’anno è stato di circa 29 milioni di euro — ha aggiunto il sindaco — consentendo di pagare appieno i debiti con un indicatore di tempestività di meno 6,10 giorni di anticipo rispetto alle scadenze. Il conto economico evidenzia un risultato positivo pari a 6 milioni di euro e lo stato patrimoniale un patrimonio netto di 40 milioni di euro».

Va meglio anche sugli incassi dei tributi: «Le entrate di natura tributaria sono state accertate in misura del 93,55% rispetto al previsto, con un trend consolidato sul recupero dell’evasione fiscale». Con questi risultati, per Salera l’amministrazione «ha cambiato il senso di marcia della macchina amministrativa». Un incremento reso possibile anche grazie «all’adozione di specifiche misure anti-evasione che hanno avuto l’obiettivo di promuovere una maggiore equità tributaria e una più diffusa cultura della legalità», con la disponibilità generata che ha consentito di aumentare «i servizi comunali, soprattutto quelli scolastici e sociali».
L’opposizione ridimensiona
Il risultato viene però intiepidito dalla minoranza. Per Giuseppe Sebastianelli si tratta di un successo ottenuto anche grazie «alla lungimiranza delle amministrazioni degli ultimi vent’anni che ha portato avanti investimenti importanti sul patrimonio che oggi il Comune può vantare». In più, per il leader del Terzo Polo, è un successo conquistato sulla base del Pnrr: «Voi, sindaco, avete beneficiato di 50 milioni di finanziamenti».

Una posizione condivisa anche da una parte del centrodestra. Ed è qui che si consuma l’altra parte della notizia: FdI si divide e offre due visioni diverse. La consigliera Nora Noury stigmatizza la maggioranza, bocciando il documento e contestando alcuni accantonamenti, come il fondo contenzioso pari a 18 milioni di euro: lo stesso che ha poi consentito di compensare il pagamento di un debito fuori bilancio di 960.000 euro, imposto da una sentenza per un esproprio mai saldato del 1974. La stoccata di Salera è immediata: «Ha visto consigliera Noury a cosa serve il fondo contenziosi? Se noi non avessimo accantonato quelle somme ora avremmo dovuto togliere quei soldi da altre voci».
Di diverso avviso il capogruppo meloniano Silvestro Golini Petrarcone, che ha conservato la sua ormai tradizionale linea morbida elargendo complimenti verso l’amministrazione — salvo poi votare contro, come prevedibile.
Rientra il caso Fardelli

Ha votato invece a favore, insieme al resto della maggioranza, Luca Fardelli, che appena due mesi fa era stato messo alla porta con una nota firmata da tutti i gruppi consiliari. Un caso sgonfiato e rientrato nel giro di poche settimane. Del resto, appare quanto mai insolito, anche per un pitbull come Salera, estromettere da una coalizione di centrosinistra un consigliere provinciale del PD.
Posticipata e rinviata ad altra discussione la mozione presentata dalla consigliera Mercedes Galasso per l’istituzione di un’area dedicata alla sepoltura dei fedeli di fede islamica nel cimitero di Sant’Angelo in Theodice.



