Bilancio salvo, numeri no: Mastrangeli passa la notte ma perde Marzi

Il Bilancio di previsione passa dopo una lunga notte d’aula, ma l’amministrazione Mastrangeli perde l’appoggio esterno della lista Marzi. I conti tengono, la maggioranza si assottiglia e il quadro politico si complica.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Alla fine il Bilancio comunale di Frosinone passa: a notte fonda, come da tradizione delle consiliature logorate. Senza affanni e senza difficoltà: esattamente come era stato previsto. Nessuno è pronto ad una campagna elettorale da lanciare adesso, centrosinistra e centrodestra non hanno una coalizione: le ambizioni di chi vuole prenderne il posto si sono rivelate ancora una volta l’arma più potente nelle mani del sindaco Riccardo Mastrangeli. (Leggi qui: Bilancio, a Frosinone si proietta il film “Il Silenzio degli Emendamenti”).

Ma quando l’aula si svuota e i numeri vengono archiviati, resta una verità politica che pesa più delle cifre: l’amministrazione Mastrangeli supera lo scoglio contabile ma si schianta contro quello politico.

Il convitato Marzi

Domenico Marzi

Il segnale arriva silenzioso ed è proprio per questo fragoroso. I tre consiglieri della lista Marzi – Domenico Marzi, Carlo Gagliardi, Alessandra Mandarelli – non partecipano alla discussione sulla delibera più importante dell’anno. Nessun intervento, nessuna mediazione, nessuna copertura. È l’uscita più netta possibile senza usare le parole.

Fino a ieri quella civica aveva garantito al sindaco un appoggio esterno decisivo, soprattutto nei momenti in cui il numero legale diventava una roulette russa. Ora no. Lo strappo è consumato. Resta da capire se sia una frattura ricucibile o l’inizio di una nuova fase in cui Mastrangeli dovrà contare solo sui suoi: il centrodestra stretto, senza stampelle.

In aula, infatti, il fronte della maggioranza regge formalmente. Lista per Frosinone, lista Ottaviani, Polo Civico e Lega votano compatti. Fratelli d’Italia e Identità Frusinate seguono la linea ma si concedono qualche astensione sugli emendamenti, come a marcare una distanza tattica. All’opposizione si ritrovano Forza Italia, lista Mastrangeli, Gruppo Futura, Pd e Socialisti: un arcipelago più che un blocco ma rumoroso quanto basta.

Il siparietto Bortone – Iannarilli

Riccardo Mastrangeli e Dino Iannarilli

Il siparietto della serata lo regalano Giovanni Bortone e Dino Iannarilli. Il primo interviene e vota come capogruppo della Lega, pur essendo passato all’opposizione da tempo. Il secondo, segretario cittadino del Carroccio, vota subito dopo… ma esattamente al contrario. Una scena al limite del comico, se non fosse che racconta bene lo stato di confusione di una parte del quadro politico cittadino.

Sul merito del bilancio, l’assessore Adriano Piacentini difende l’impianto: conti in equilibrio, obiettivi centrati, pareri favorevoli di Corte dei Conti e revisori, con la solita postilla sui contenziosi da tenere d’occhio. Rivendica soprattutto un dato politico prima ancora che tecnicoil miglioramento della riscossione, con recuperi significativi su Tari e Imu. È il messaggio che l’amministrazione vuole consegnare alla città: rigore, ordine, controllo.

Gli altri equilibri

Angelo Pizzutelli

Ma la politica non vive di soli equilibri contabili. I numeri sugli emendamenti lo dimostrano: 36 presentati, 9 accolti, 12 nemmeno ammessi alla discussione.

Bocciato anche l’emendamento del Socialista Vincenzo Iacovissi per uno studio sull’ampliamento dell’offerta universitaria, respinto per mancanza di copertura. Stessa sorte per la raffica di proposte di Pizzutelli, Mirabella e Bortone su cultura, musica e opere pubbliche: tutte archiviate senza appello.

Il bilancio è salvo. La maggioranza, molto meno. E a Frosinone, da stanotte, il problema non è più se i conti tengono. È chi tiene chi.

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