Bilancio senza dibattito: Ferentino vota in fretta “per andare a Roma”

Il Bilancio 2026 di Ferentino passa senza il confronto atteso: sindaco e giunta silenziosi, opposizione critica, emendamenti bocciati e un Consiglio segnato dalla fretta per la corsa alla Capitale della Cultura. Ma per l'opposizione è stato un pretesto.

Emiliano Papillo

Ipsa sua melior fama

Doveva essere un Consiglio comunale con colpi fragorosi ed effetti speciali: come succede ogni volta che si viene chiamati ad approvare il Bilancio cittadino. Lì c’è scritto tutto: da dove entreranno i soldi, come verranno spesi, su cosa intende puntare l’amministrazione. In quelle pagine c’è la rotta tracciata dalla maggioranza per il futuro della città.

E c’è poi anche la visione delle forze di opposizione. Che in genere preparano un contro-bilancio, per dimostrare che un’altro modo di intendere la città è possibile. Oppure preparano degli emendamenti: correzioni chirurgiche con le quali incidere sulla rotta e poter rivendicare di essere stati loro a farla modificare.

Ferentino oggi ha approvato il suo Bilancio. Ma se qualcuno si aspettava una seduta in stile Sangue ed Arena si è dovuto ricredere.

Tutta colpa della Capitale?

Luigi Pizzotti e Maurizio Berretta

Su un intervento così decisivo per la città il sindaco Piergianni Fiorletta non è intervenuto. Non una parola dell’assessore al Bilancio che avrebbe dovuto relazionare. Ed il dibattito innescato dall’opposizione è stato a tratti surreale: attacchi a testa bassa ma nessuna reazione. Se non fosse stato per lo scontro tra gli ex alleati Maurizio Berretta e Claudio Pizzotti (entrambi in maggioranza) nemmeno sarebbe sembrata una seduta di Consiglio.

Cosa è successo? Stop alle immagini, riavvogliamo il nastro ed arriviamo a qualche minuto prima della seduta in Aula. Il sindaco Piergianni Fiorletta riunisce la sua maggioranza e la catechizza: ragazzi, non cadiamo nei tranelli dell’opposizione, non facciamo polemiche, a mezzogiorno devo partire ed alle 13 devo essere assolutamente a Roma.

I sindaci alla Stampa Estera a Roma

Cosa aveva di così urgente il sindaco, al punto da ridurre all’osso il confronto sul Bilancio? La presentazione del progetto che vede Alatri in corsa con Veroli, Ferentino ed Anagni per diventare Capitale della Cultura. Non una presentazione qualsiasi: quella che riassume un anno di ricerche, lavoro, progetti, formulando una proposta finale. Se la documentazione passa, le Quattro Città Fortificate diventano una delle dieci finaliste della selezione nazionale tenuta dal Ministero della Cultura.

È stato questo a condizionare il dibattito in Aula. Ma l’opposizione ha un’altra chiave di lettura: la Conferenza di Roma è stata un pretesto per evitare il confronto e misurarsi sulla tenuta dei conti.

Il confronto

Così, oltre al consueto scontro tra maggioranza e opposizione che va avanti ormai da tre anni, a tenere banco quasi sul finale di seduta è stato un confronto accesissimo tra il consigliere di maggioranza Maurizio Berretta e il presidente dell’assise civica Claudio Pizzotti. I due erano stati eletti nella stessa lista Civica ma, fin da subito, qualcosa nel loro Gruppo non ha funzionato come previsto. Berretta è infatti fuoriuscito dalla civica dichiarandosi indipendente. E le ruggini tra i due sono rimaste.

Nel corso del dibattito, Berretta ha chiesto le dimissioni di Pizzotti «per l’incapacità assoluta dimostrata nella conduzione dei lavori consiliari». In particolare per non «permettere ai Consiglieri di svolgere nel migliore dei modi il proprio ruolo».

Altro momento di tensione: quando lo stesso Berretta ha presentato un emendamento, poi ritirato, per far partecipare gli agenti della Polizia municipale a un corso di formazione sulla deontologia professionale, criticandone i comportamenti. Cosa hanno i modi dei Vigili che non piacciono a Berretta? Li ritiene “eccessivamente repressivi anziché improntati alla comprensione verso i cittadini”.

Pizzotti non si è scomposto: ha invitato il consigliere Berretta ad un maggiore rispetto dei ruoli e delle istituzioni. Nessuna replica politica da parte del presidente dell’assise, che ha preferito rispondere esclusivamente sul piano tecnico, richiamando i regolamenti dell’attività consiliare.

Il bilancio passa

Angelica Schietroma

Le lancette scorrono, la strada per Roma inizia a farsi rovente e la maggioranza preme sull’acceleratore per approvare i conti. Il Bilancio di Previsione 2026 passa. In maniera non proprio ordinata, con qualche momento di confusione ma passa. Lo approva la maggioranza in maniera compatta con in più l’astensione di Angelica Schietroma, consigliera di opposizione che fino ad un attimo prima aveva sostenuto una posizione del tutto contraria: Il Documento Unico di Programmazione non è all’altezza di una città come Ferentino”. Ma non vota contro.

Il voto contrario è arrivato dall’opposizione composta da Giancarlo Lanzi, Alfonso Musa, Antonio Pompeo e Fabio Magliocchetti. Erano entrati in Aula stringendo la baionetta tra i denti e gli emendamenti sotto il braccio. Quattro proposte di variazione del Bilancio: non strumentali. Quattro potenziali spine nel fianco della maggioranza: perché ogni proposta aveva ottenuto il parere favorevole sul piano tecnico e su quello finanziario. Cioè si può fare e ci sono i soldi per farlo.

Sono stati bocciati tutti e quattro. Gli emendamenti riguardavano, tra le altre cose, l’incremento dei finanziamenti per la manutenzione delle strade, del verde pubblico e degli edifici scolastici, oltre all’istituzione di un’equipe psicopedagogica per le scuole. Considerate le premesse, tecniche e finanziarie, la bocciatura è di natura politica.

La Ferentino del 2026

Ma cosa è previsto nel 2026 per Ferentino? In Aula non lo hanno detto. L’assessore al Bilancio ha rinunciato alla sua realazione ed ha detto alle opposizioni “Se avete dubbi, fatemi le domande”. Nelle linee annunciate alla stampa a margine dei lavori, l’amministrazione comunale spiega che continuerà la lotta all’evasione fiscale, puntando a migliorare la manutenzione stradale, del verde pubblico e delle scuole. È in corso il lavoro sul nuovo Piano Regolatore Generale; è prevista l’inaugurazione del museo civico sotto Palazzo Martino Filetico; verrà restituito alla città il testamento di Aulo Quintilio, recentemente restaurato.

Piergianni Fiorletta ed Alessandro Rea

Sono inoltre programmati interventi di housing sociale per offrire alle giovani coppie la possibilità di accedere a un’abitazione, un rafforzamento della sicurezza attraverso un sistema di videosorveglianza più efficace e la realizzazione di nuovi parcheggi, a partire da Sant’Agata fino a Pontegrande.

Al centro del programma anche il maxi progetto della nuova piazza del Vascello, da 3,6 milioni di euro, con parcheggio coperto e rampa di accesso al nuovo museo. L’obiettivo dichiarato resta quello di trasformare Ferentino in una città a vocazione turistica.

Ma in Aula non è apparso nulla. Anzi. L’opposizione, che le mille pagine di Bilancio di Previsione 2026 se le è spulciate, sostiene che lì sopra ci sia scritto poco o nulla. “Nell’annualità 2026 si parla solo dell’effientramento energetico ed il Parhcgegio di Ponte grande. Finora solo chiacchiere ma nessuna opera ideata, progettata, e con il cantiere avviato dall’amministrazione Fiorletta ad oggi non c’à»

Maggioranza di corsa, opposizione critica

Antonio Pompeo

Fedele alla consegna del sindaco, la Maggioranza ha evitato di fare polemiche ed alimentare il dibattito. Ma non per questo sono mancate le critiche dell’opposizione: «Come fa un assessore al Bilancio a non illustrare il suo documento di programmazione finanziaria della città? E come pensa di cavarsela dicendo “Se avete domande, fatemele” ? Potevano spostare di un giorno o il Consiglio o la Conferenza Stampa. È chiaro che si sia trattato di un pretesto per evitare il confronto dal quale sarebbero usciti perdenti».

«L’amministrazione Fiorletta ha presentato e approvato l’ennesimo bilancio che non soddisfa i bisogni attuali e futuri di una città in forte declino demografico, economico e sociale e che non riesce a garantire i servizi minimi per la collettività, a partire dalla manutenzione delle scuole, delle strade e del verde pubblico» ha tuonato Fabio Magliocchetti, supportato dagli altri tre consiglieri di minoranza.

«La maggioranza — hanno aggiunto — non ha accolto la proposta di istituire un servizio scolastico di equipe psicopedagogica a favore degli alunni e delle famiglie delle scuole dell’obbligo, per prevenire e contrastare la dispersione scolastica e la diffusa povertà educativa che contribuiscono ad aggravare i fenomeni di disagio giovanile».