Bobo Craxi e Schietroma tengono a battesimo il neo segretario Guidi

Il Psi pontino a congresso sceglie l'ex sindaco di Bassiano alla guida del partito in provincia. I socialisti pronti a svolgere un ruolo da protagonisti per il rilancio di un territorio che vedono in forte crisi sotto tutti i punti di vista

Socialisti della provincia di Latina unitevi: ora c’è un tetto in grado di far riparare tutti perché la grande diaspora è finalmente terminata. L’hotel Miralago di Sperlonga l’altra sera aveva tutte le caratteristiche politiche del Midas di Roma, l’albergo sede nel luglio 1976 di una storica riunione del Comitato Centrale del Psi che elesse alla sua guida quello che avrebbe dovuto essere soltanto un “segretario di transizione”.

Bettino Craxi fu tutt’altro. E la sua vittoria fu la sintesi di tutte le componenti del nuovo Psi. Esattamente come l’altra sera lo è stata quella dell’ex sindaco di Bassiano Domenico “Memmo” Guidi alla Segreteria Provinciale di Latina. La sala convegni del Miralago di Sperlonga era piena di iscritti e simpatizzanti che chiedono ora di riaffermare “un’identità riformista all’interno del centrosinistra e una visione specifica per il governo del territorio”.

Schietroma traccia la rotta

Gian Franco Schietroma

Che l’elezione di Memmo Guidi rappresenti un salto di qualità l’ha ribadita un’immagine: quella che ha visto in sala un primo nucleo di Campo Largo. Riuniti nella stessa istantanea c’erano il Segretario regionale del Psi Gianfranco Schietroma, i coordinatori provinciali del Pd, del Movimento Cinque Stelle, di Azione, di Italia Viva e Avs. E le stesse presenze dell’ex senatore Gerardo Labellarte e di Bobo Craxi, già parlamentare e figlio dell’ex presidente del Consiglio.

A tutto campo è stato l’intervento introduttivo di Schietroma. Ha affrontato temi quali la nuova legge su Roma capitale, il piano regionale dei rifiuti, la gestione dell’acqua pubblica, la manutenzione della viabilità delle arterie provinciali, regionali e nazionali “tutte problematiche comuni alle province di Latina e Frosinone che devono sforzarsi ad essere più unite”.

Il recente congresso del Psi laziale – ha aggiunto – ha tracciato una rotta: il varo di un’interessante idea di una “via ecosocialista” che garantisca “un equilibrio tra economia ed ecologia, lavoro, sanità pubblica, istruzione e trasporti”.

E’ stato proprio Schietroma ad indicare l’ex sindaco di Bassiano alla Segreteria provinciale a coronamento di un“prezioso e qualificante lavoro di ricostruzione” cui hanno partecipato gli altri eletti: Giuseppe Ambroselli, Giovanni Faticoni, Angela Mattarella e Jampier Pellorca alla vice-segreteria. Giovanni Ciarlone alla presidenza, Ezio Bonanni e Giacomo De Luca presidenti onorari, Lidano Ciaramella responsabile della Tesoreria e dell’Organizzazione, Domenico Tibaldi delegato alla comunicazione e Carlo Giovannelli alla testa della Federazione dei Giovani Socialisti pontini.

Il “manifesto” di Guidi

Memmo Guidi

Per Guidi il nuovo Psi deve avere come bussola Il“Manifesto di Ventotene per un’Europa libera ed unita” con “questa Provincia impegnata a fronteggiare questioni epocali come la crisi economica, le migrazioni, la criminalità organizzata, l’instabilità geopolitica ai nostri confini determinata da conflitti, terrorismo, povertà. Bisogna guardare il territorio con le sue problematiche e lanciare iniziative che permettano sì una discussione ma che propongano anche soluzioni e alternative valide, in linea con la realtà e con i cambiamenti della società”.

Ed il neo segretario provinciale del Psi intende affrontare“quattro punti programmatici. Come la difesa della sanità pubblica, l’Acqua pubblica, la gestione dei rifiuti, l’importanza del terzo settore, il lavoro e la sicurezza, la tutela dell’ambiente e il clima, la cultura e l’istruzione. E, non ultima, l’annosa questione dei trasporti e la sicurezza stradale che danneggia vari settorie in particolar modo la categoria dei lavoratori e degli studenti pendolari”.

Il gruppo dirigente Socialista

Accolto da un lungo applauso, il neo Segretario ha anticipato di voler creare una governance ‘open’ del Partito ottenendo che dell’esecutivo provinciale facciano parte 27 dirigenti, davvero espressione delle più disparate articolazioni territoriali del Partito.

E in rigore ordine alfabetico, più precisamente, sono Lorenzo Bernabei, Carmine Cerbone, Paolo Ciorra, Giampaolo Di Capua, Costantino Cacciotti, Lino Ciarmatore, Franco Crocetti, Giovanna Di Monaco, Emilio Donaggio, Umberto Feola, Pino Filippi, Elisa Fiore, Fortunato Giardino, Antonio Impagliazzo, Fulvio Macera, Luisa Mango, Mauro Mariotti, Antonio Marrone, Antonio Maurizi, Costantino Petronzio, Aristide Proietti, Enzo Raponi, Mauro Ridani e Michele Rosato.

L’analisi critica del presidente Ciarlone

Molti di loro sono intervenuti palesando le criticità nei rispettivi territori. Ad evidenziare le problematiche del sud pontino è stato, per esempio, il neo presidente Giovanni Ciarlone. Si è detto“molto preoccupato” per la crisi economica ed occupazionale derivante dalla dismissione di siti industriali di Formia, Gaeta e Spigno Saturnia che, provocando una crisi a catena nel comparto artigianale, sarebbero dovuti essere recuperati dai fondi del Pnrr.

Giovanni Ciarlone

Se un“importante passo avanti” è stato compiuto con il processo di decomissioning della centrale nucleare del Garigliano (“per il quale si attendono da anni ancora significativi interventi del governo centrale”), il presidente provinciale del Psi ha denunciato l’inadeguatezza delle infrastrutture viarie da Terracina al Garigliano. In particolare ha invocato la messa in sicurezza e il raddoppio della Flacca nel tratto Sperlonga/Formia e il by-pass di Formia, la famigerata Pedemontana, che, in mancanza,da anni crea nella direttrice sud-nord intasamenti e intoppi”.

Il turismo zoppica (“con la chiusura di alcuni noti alberghi non riesce a risollevarsi solo con i numerosi B&b e le case vacanza”) e da qui la richiesta di effettuare mirati interventi di rigenerazione urbana per i centri storici di Terracina, Sperlonga, Lenola, Campodimele, Spigno Superiore, Formia, Suio alta che, meritando la definizione di “Borghi più belli d’Italia”, contrasterebbero, se realizzati, “il depauperamento delle zone montane e collinari dall’abbandono e dalla desertificazione”.

Le conclusioni di Bobo Craxi

Bobo Craxi

A trarre le conclusioni è stato Bobo Craxi. Ha riaffermato la “presenza di un sentimento socialista nel paese” e la necessità per una maggiore attenzione al lavoro “non soltanto sul piano salariale, ma anche sulla sicurezza sui luoghi di lavoro” e di varare “interventi per le donne vittime di violenza e le minoranze che vanno tutelate”.

Il figlio di Bettino ha proposto anche un bonus, un investimento sull’istruzione “quale primo e fondamentale compito della società” e ha ricordato la figura di Moro nel giorno del 48° anniversario della sua morte e il tentativo del padre di salvarlo. “Ci vorrà il tempo e l’impegno di tutti, ma questa è la lunga marcia a cui siamo chiamati”, ha concluso Bobo Craxi.