Bonifica e sicurezza: il Comune di Sora continua ad investire sull’ex Tomassi

L'Amministrazione del sindaco Luca Di Stefano ottiene 120 mila euro di fondi regionali per completare l'opera di risanamento dell'area della fabbrica dismessa dove il degrado ha regnato per anni. "Un altro passo in avanti per restituire alla collettività un'area pronta per future valorizzazioni”, ha detto il primo cittadino

Gianpiero Pizzuti

Pronti, pazienza e via

Centoventimila euro per la bonifica e messa in sicurezza dell’area della ex fabbrica Tomassi nella porzione d’area di proprietà comunale. Lo annuncia il sindaco di Sora Luca Di Stefano dopo la conferma del finanziamento da parte della Regione Lazio.

Il contributo va a sommarsi ai fondi già stanziati, consentendo così di ampliare e portare a termine le operazioni di bonifica già avviate nei mesi scorsi. Un intervento ritenuto essenziale per garantire la sicurezza e l’incolumità pubblica in un’area da anni al centro di criticità ambientali..

“Trasformiamo il degrado in sicurezza”

“Con questo nuovo finanziamento, la bonifica dell’ex Tomassi prosegue e si consolida, – dichiarano il sindaco Luca Di Stefano e l’assessore Marco MolliconeSiamo al fianco dei cittadini che da troppo tempo attendono una soluzione: con il lavoro quotidiano diamo forza al nostro impegno, trasformando il degrado in sicurezza con fatti concreti”.

Luca Di Stefano, sindaco di Sora

Nel finanziamento hanno avuto un ruolo sia la politica che la parte tecnica. Lo sottolinea il sindaco ringraziando la dirigente del settore Tecnico ingegner Daniela Ciolfi per il costante lavoro di squadra nonché l’assessore Regionale ai Trasporti Fabrizio Gheraper la continua attenzione e la concretezza con cui ha supportato l’Amministrazione comunale in questo percorso complesso”.

“Questo passo in avanti certifica che l’opera di risanamento, già iniziata, non si fermi a quanto già in atto, ma possa proseguire a ritmo serrato verso il suo obiettivo finale: restituire alla collettività un’area sicura, bonificata e pronta per future valorizzazioni”.

Storia di una falegnameria diventata fabbrica

Sora i Carabinieri davanti alla fabbrica Tomassi nel 1958 (Foto © Archivio Pizzuti)

Ma cosa era la ex Tomassi? Nel primo dopoguerra nell’area del sorano, come del resto in tutta la penisola, idee e buona volontà non mancavano e osare significava dare una svolta alla propria esistenza. Da piccola falegnameria di papà Vincenzo Tomassi all’idea imprenditoriale di Giuseppe il passo fu breve e il laboratorio si trasformò in fabbrica. (Leggi qui tutta la storia).

Uno, due tre alla fine diventeranno una trentina i dipedenti della Tomassi negli anni ’50. Vent’anni dopo avevano superato le cinquecento unità, tra impiegati e mastri falegnami. La crescita del marchio Tomassi darà a Sora rilevanza nazionale nel campo manifatturiero nel settore del mobile.

La chiusura e l’abbandono

L’area ex Tomassi

La fabbrica chiuderà i battenti nel 1985. L’area in cui sorgevano gli impianti nel frattempo era diventata centrale, una parte di Sora si era sviluppata intorno allo stabilimento. E così si pose il tema di cosa fare dell’area ormai dismessa. Dopo un lungo dibattito i terreni vennero trasformati da industriali a misto servizi e residenziale: le accuse di speculazione urbanistica caratterizzarono quegli anni e pure i successivi.

La costruzione dei due edifici più alti della città iniziò nel 2003, dovevano sorgere eleganti appartamenti, un supermercato con ampio parcheggio nel piano terra, uffici ed eleganti appartamenti nei piani superiori, con due attici signorili vista panoramica.

Di questo progetto resterà solo l’idea futuristica di un complesso mai nato, dove degrado ed incuria in questi anni hanno raccontato un’altra storia, farcita anche da drammi familiari.