Il Comune di Frosinone nomina la commissione che dovrà scegliere nome e livrea del contestato Bus Rapid Transit voluto dall’amministrazione Riccardo Mastrangeli. Ma nella composizione manca la figura del progettista del trasporto urbano prevista dal regolamento. Intanto il BRT continua ad alimentare polemiche. Martino e Cirillo attaccano ancora insieme.
X Factor è il celebre talent show musicale in onda su Sky e TV8, rivolto a cantanti solisti e band, con l’obiettivo di scovare artisti che possiedano il carisma e il potenziale — il fattore X — per diventare star internazionali. Oltre ai cantanti, i veri protagonisti del format sono i giudici, che selezionano i concorrenti, assegnano i brani e guidano i talenti fino alla finale.
Anche a Frosinone ora ci sono i giudici. Non quelli di X Factor — ma quelli, non meno importanti e forse solo un po’ meno famosi — della commissione chiamata a valutare le proposte del concorso creativo «Dai un Nome e una Livrea al BRT di Frosinone». La nomina è contenuta nella determinazione dirigenziale 1574 del 13 maggio 2026 del Comune capoluogo, rilevabile sull’Albo Pretorio e firmata dal dirigente del Settore Ambiente e Mobilità, l’architetto Giuseppe Viscogliosi.
La determina richiama la delibera di Giunta comunale n. 349 del 10 novembre 2025, con la quale l’amministrazione Mastrangeli aveva lanciato l’iniziativa destinata a costruire l’identità estetica e comunicativa del contestato, atteso e divisivo Bus Rapid Transit. Cioè i nuovi lunghi bus elettrici che dovranno collegare Frosinone attraverso corsie preferenziali dedicate a loro.
I cinque componenti della commissione

Ma chi sono i giudici che decideranno come dovrà apparire e come si chiamerà il mezzo che promette — o minaccia, a seconda dei punti di vista — di rivoluzionare la mobilità del capoluogo?
Ecco i nomi: Cesare Pigliacelli — presidente, esperto di comunicazione visiva; Giuseppe Viscogliosi — componente, dirigente del Settore Ambiente e Mobilità; Lillo Rocca — componente, funzionario ed elevata qualificazione del Servizio Mobilità, TPL, Gestione Rifiuti e Qualità Ambientale; Valeria Saiardi — componente, funzionaria ed elevata qualificazione del Servizio Pubblica Istruzione; Gianmarco Gallo — componente, funzionario del Servizio Mobilità.
La Commissione lavorerà gratuitamente e dovrà valutare le proposte sulla base di criteri che vanno dall’originalità alla riconoscibilità del nome, passando per la coerenza grafica della livrea e il collegamento con l’identità del territorio di Frosinone. Fin qui nulla da segnalare. La singolarità viene dopo.
Regolamento e composizione

Leggendo tra le righe della determina emerge un dettaglio che non passa inosservato. Nelle premesse dell’atto si richiama il regolamento del concorso, il quale prevede esplicitamente che la commissione tecnica sia composta da rappresentanti del Comune, esperti di comunicazione visiva, ma anche da «docenti e progettisti del trasporto urbano». Eppure nella lista dei nominati questa figura non c’è. La commissione è composta da funzionari comunali e da un esperto di comunicazione visiva, ma nessun progettista del trasporto, nessun tecnico esterno, nessun accademico del settore.
Una dimenticanza? Una scelta? Oppure la competenza sui trasporti è ritenuta dal Comune assorbita dai tecnici comunali? Difficile dirlo ma la discrasia tra regolamento e composizione effettiva comunque c’è.
Il giudice mancante: l’automobilista imbottigliato

Al di là dei tecnicismi, il concorso per dare un nome al BRT arriva in un momento in cui il progetto continua a dividere la città. Da un lato l’amministrazione Mastrangeli lo presenta come la rivoluzione della mobilità sostenibile; dall’altro l’opposizione lamenta cantieri infiniti, traffico congestionato, deviazioni improvvise e un senso generale di transizione permanente.
Ed è proprio questo il punto più curioso della vicenda. Provocatoriamente: perché non inserire nella commissione, come giudice aggiunto, anche un automobilista tipo di Frosinone: magari scelto a caso tra quelli imbottigliati quotidianamente tra la Stazione, via Aldo Moro e De Matthaeis? Potrebbe portare un contributo originale. Chi vive quotidianamente il traffico cittadino, probabilmente, sa proporre nomi particolarmente aderenti alla realtà percepita in strada. Tipo:
- BRT: Bisogna Rifare Tutto;
- BRT: Bloccati Regolarmente Tutti;
- BRT: Beffa Realmente Tragica;
- BRT: Bisognoso Ricovero Terapeutico;
- BRT: Basta Ritardi Ti prego.
Oppure, senza considerare l’acronimo:
- Il giro dell’oca express;
- Giobbe Trasporti;
- Lumaca Tour.
L’assedio di Forza Italia e Futura

Nel frattempo non molla la presa l’asse di opposizione che vede insieme Forza Italia e Futura. Ancora una volta hanno presentato un’interrogazione con le loro firme congiunte. Puntano il dito sul fatto che ormai le settimane a Frosinone sono scandite dalla rotatoria di De Matthaeis: una settimana cambia la segnaletica, quella dopo il senso di marcia, quella successiva gli svincoli. Paragonano quanto sta accadendo ad un gigantesco esperimento urbano a cielo aperto, un beta test infinito sulla pelle dei cittadini. Scrivono di pendolari bloccati, commercianti esasperati, automobilisti costretti a interpretare ogni mattina una viabilità diversa. Senza risposte, senza spiegazioni.
I consiglieri comunali Giovambattista Martino e Pasquale Cirillo hanno presentato un’interrogazione ufficiale al sindaco. Le domande sono tanto semplici quanto devastanti: «Qual è il progetto, lo stato di avanzamento dei lavori, il disegno definitivo? Quali gli studi tecnici alla base delle scelte? E soprattutto: quanto stanno costando ai cittadini questi continui cambi di rotta?» L’interrogazione chiede inoltre se siano aumentate le criticità per i mezzi di soccorso, il trasporto pubblico e le attività commerciali della zona.
Al di là della facile ironia, il tema politico resta. Il BRT ed i lavori a De Matthaeis non sono un semplice progetto estetico: sono diventati il simbolo stesso della consiliatura Mastrangeli. I progetti continuano a dividere la città e la scelta persino del nome e della livrea rischia di trasformarsi nell’ennesimo terreno simbolico di uno scontro molto più grande: quello sulla visione futura della mobilità urbana di Frosinone. Un tema che è già entrato nella campagna elettorale per le comunali 2027.



