Buongiovanni ha il suo “Venom” per il voto a Cassino e si chiama Anna Rita

Un partito per amico: per trasformare le amministrative della Città Martire in un punto di ripartenza con la "nuova" Forza Italia di Tajani e Fazzone

Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

La Marvel ha tirato supereroi fortissimi e buoni dentro. Poi ha fatto Venom, che più che essere un boy scout con i superpoteri è una macchina da guerra con tanti denti. Lui è la parte predatrice del protagonista buono, un cronista non sempre sul pezzo. E i nemici, tutti rigorosamente cattivi, semplicemente se li mangia. Ecco, a fare la tara al movie-mood ed alle categorie in iperbole, a Cassino e per il voto amministrativo di giugno le cose stanno più o meno eguale. C’è Arturo Buongiovanni, che guida una piattaforma multitasking di destra centro e civica come un predicatore mormone guiderebbe i suoi verso Salt Lake City. E poi c’è Anna Rita Terenzio.

Lei è tutta un’altra camminata, lei non vuole solo vincere. No, lei vuole inseguire vittoria di team ed affermazione sua personale come lo sanno fare quelli che della politica amministrativa e delle sue dinamiche di consenso non hanno solo la farina sulla pelle. E che quindi i problemi li sbranano e basta. Lo sta facendo con Forza Italia, la Terenzio, e con la “benedizione-sparring” di Rossella Chiusaroli che a sua volta corre per Bruxelles. Con l’intento non solo di puntare ad un risultato locale, ma anche di inaugurare una nuova stagione politica con la quale scalare gli step del partito.

Niente civiche, serviva un partito

Salvatore De Meo, Rossella Chiusaroli ed Anna Rita Terenzio

Lo ha detto chiaramente in questi giorni: alla imprenditrice cassinate serviva una formazione politica perché il suo è un progetto prospettico e di sistema, che passa per le amministrative di Cassino e porta alle responsabilità di sistema complesso. Il dato, emerso in queste ore, è che dopo lo spiacevole episodio di una parte di Fratelli d’Italia Cassino che aveva osteggiato la candidatura della Terenzio sotto l’egida del partito di Giorgia Meloni, la stessa avrebbe potuto scegliere una lista civica.

Se ne sono fatte alcune avanti dopo la rinuncia della Terenzio a correre coi “Fratelli”, ma lei ha rifiutato. E lo ha fatto perché il suo percorso doveva passare per fisiologia e gerarchie di un Partito strutturato. Un Partito come Forza Italia che tramite Claudio Fazzone sta puntando a questa tornata d’urna tra Bruxelles e campanili di rango ad una affermazione-totem.

Dialettica, confronto e risultato

Antonio Tajani con Daniele Natalia

Un risultato che segua paro paro il rilancio azzurro ed il possibile sorpasso sulla Lega di Matteo Salvini. Anna Rita Terenzio fa politica da sempre, non è una pivellina armata di sole buone intenzioni ed ha quindi un piano. E quel piano passa per la natura neo-dialettica degli azzurri che hanno in Antonio Tajani il loro segretario. L’appeal elettorale e caratteriale di Terenzio è diventato esca golosa per i forzisti, che sono stati ricambiati da una donna che ha rimarcato la collegialità delle decisioni all’interno del partito.

Il dato è che da quelle parti non ci sono le iperboli ed a volte i crash correntizi del Pd perché FI è pur sempre l’erede del partito-azienda del fu Cav. Tuttavia Tajani, che ieri l’altro era ad Anagni, ha inaugurato una nuova stagione di decisioni orizzontali che pare stia fruttando moltissimo, ed a Cassino di questo fenomeno arriva un’eco precisa.

Fazzone che fa il talent-scout

Claudio Fazzone (Foto: Alessia Mastropietro © Imagoeconomica)

Non c’è più un capo unico, ma tanti generali con ampia facoltà di operare sui loro territori. L’attaccamento della candidata a Cassino è noto, i suoi mezzi sono quotati ed i suoi intenti sono precisi. Mettere tra lei e la sua rinnovata scalata dopo uno stop di 15 anni un numero tale di preferenze da farne cemento per una struttura, non “boiacca” per la sola e pur importantissima “mattonella” amministrativa cittadina. Tradotto? Terenzio guarda lontano.

E c’è un dato che spicca, in questa competizione elettorale all’ombra dell’abazia. Quello per cui i grandi portatori di voti, equamente distribuiti fra i due grandi blocchi che fanno capo ad Enzo Salera ed a Arturo Buongiovanni, sono quasi tutti “vecchie glorie” con un bacino elettorale da rimettere a regime, a volte quasi da zero.

Si pensi ad un Gianni Valente (pare lui stesso inizialmente intenzionato a correre da sindaco) o ad un Franco Evangelista. Oppure allo stesso “terzo incomodo” Giuseppe Sebastianelli, in corsa per Piazza De Gasperi “versus” anche Paola Polidoro e Maria Palumbo con liste annesse. E che ha saggiamente messo su una squadra con componenti molto young e dirompenti, in primis quella di Giorgio Di Folco.

Il teorema dei problemi da risolvere

Annarita Terenzio

La Terenzio invece ha un vantaggio: lei è veterana in punto politico stretto ma ha dalla sua un’anagrafe ed un dinamismo sciolto che ha coltivato in anni di attività imprenditoriale sul campo. E’ una spiccia ed è ossessionata dal risultato.

“Se ho un problema alle 8.00 del mattino e non l’ho risolto entro mezzogiorno io ci sto male – ha detto – ed è questo il modello che intendo applicare all’esperienza amministrativa per cui concorro con Forza Italia. Io voglio che ogni cittadino di Cassino sappia che, in presenza di problemi, in me troverà una solutrice nei tempi esatti che il peso di quel problema implica, non una ‘consolatrice dialettica’”.

E ancora: “Certo, questo sempre e solo compatibilmente con gli strumenti che la macchina amministrativa offrirà, ma senza mai perdere un solo minuto di più. E senza scusanti burocratiche o retorica da solo ascolto. Ci sono persone che soffrono e famiglie che affrontano la loro vita per migliorarsi ogni giorno. Perciò è dovere di ogni amministratore accorciare le distanze tra i sogni e la loro realizzazione, tra i diritti e la loro applicazione. E tra la sofferenza ed il sollievo di essersela messa alle spalle. Con l’aiuto di un team di governo efficiente come quello che, sono sicura, farà capo ad Arturo Buogiovanni Sindaco”.

Tempi stretti e pedalare

Arturo Buongiovanni jr

Non è un caso quindi che il claim, il mantra elettorale della Terenzio sia paro paro quel corale “Ora, il futuro” dell’intera coalizione. Non lo è, un caso, perché l’elemento della temporalità con lei si abbrucia e si restringe. Indicando cosa fare, come farlo ed attraverso chi, in un’unica soluzione. Che passa per una campagna elettorale a spron battuto.

Con quello che per la Terenzio è un “contributo concreto” figlio di un’esperienza amministrativa già maturata. Ed una verve politica che nel suo caso passa per la scelta di addentare i problemi, senza giocarci troppo sul ring.

E senza lasciarli in piedi nel limbo del possibilismo a rate. Come Venom, che ai cattivi gli staccava la testa e se la mangiava. Per poi tornare a lasciare spazio, ma non troppo, al suo alter ego soft.