Dal Chiostro di San Francesco a Campocatino, due giorni di eventi per celebrare una storia fatta di sentieri, volontari e tutela della montagna. Campoli: «Prendersi cura degli Ernici significa prendersi cura del futuro».
Ottant’anni non sono un anniversario. Sono un sentiero. Di quelli lunghi, con qualche salita, parecchie deviazioni e la soddisfazione di voltarsi indietro e accorgersi che il panorama è cambiato anche grazie a chi lo ha percorso. La sezione di Alatri del Club Alpino Italiano arriva così a un traguardo che pesa più del numero stampato sulla torta: ottant’anni di attività, durante i quali intere generazioni hanno imparato che la montagna non è soltanto una meta da raggiungere ma un luogo da conoscere, difendere e tramandare.
I festeggiamenti prenderanno il via sabato 19 settembre al Chiostro di San Francesco, mentre il giorno successivo il testimone passerà a Campocatino, nel cuore dei Monti Ernici.
«La montagna è la nostra identità»

Silvio Campoli non parla come chi festeggia una ricorrenza. Parla come chi fa il punto di un viaggio. «Ottant’anni sono un lungo cammino. Sono il risultato dell’impegno di tante donne e tanti uomini che hanno dedicato tempo, energie e passione alla conoscenza e alla valorizzazione della montagna». Dentro quelle parole c’è il senso di una storia che va oltre il semplice escursionismo.
Per il Cai di Alatri, la montagna è ambiente, paesaggio, biodiversità, storia e cultura. Ma soprattutto è identità. Perché gli Ernici, che circondano Alatri e gran parte della Ciociaria, sono stati per decenni il luogo dove il volontariato ha costruito uno dei suoi presìdi più solidi.
La montagna non vive di nostalgia

Il rischio degli anniversari è guardare soltanto indietro. Campoli prova a fare il contrario. «Gli ottant’anni della nostra sezione sono un’occasione per rinnovare il nostro impegno. Prendersi cura della montagna significa prendersi cura del futuro delle nostre comunità».
È una frase che cambia il senso della festa. Perché il Cai non celebra quello che è stato. Rivendica quello che dovrà continuare a fare: manutenzione dei sentieri, educazione ambientale, tutela del patrimonio naturale e diffusione della cultura della montagna. Insomma, meno nostalgia e più scarponi.
Il programma segue la stessa filosofia. La giornata di sabato 19 settembre inizierà alle 16 con le visite guidate alle mura poligonali e al Cristo nel Labirinto, quasi a ricordare che la storia della città e quella della montagna hanno sempre camminato insieme.
Dalle 17 il Chiostro di San Francesco ospiterà il convegno dedicato alla storia, all’ambiente e al futuro degli Ernici, alla presenza del sindaco Maurizio Cianfrocca, delle istituzioni locali e dei rappresentanti del Cai provinciale. È atteso anche un messaggio del presidente nazionale del Club Alpino Italiano, Antonio Montani, al suo secondo mandato.
Il cuore della festa è un libro

Curiosamente, il momento più importante non sarà una cerimonia: sarà la presentazione di un opuscolo. “Tutela dell’Ambiente Montano degli Ernici”, realizzato dal Cai di Alatri con il contributo della Banca Popolare del Frusinate, diventa infatti il manifesto dell’ottantennale: uno strumento pensato per raccontare il territorio e rafforzarne la conoscenza.
Perché, da queste parti, la tutela comincia quasi sempre da una carta. Prima quella dei sentieri. Poi quella stampata.
Domenica 20 settembre la festa lascerà il centro storico per tornare nel luogo che l’ha ispirata fin dall’inizio. Campocatino ospiterà una giornata di escursioni e convivialità organizzata dalla sezione. È il finale più coerente possibile: perché un Cai che compie ottant’anni poteva scegliere una sala e invece ha preferito scegliere una montagna.
Del resto, dopo otto decenni, il modo migliore per spegnere le candeline resta sempre lo stesso: mettersi in cammino.



