Cala il sipario così come si era alzato: urla, dialetto e voto compatto

L'ultimo Consiglio Comunale a Cassino si chiude come era iniziata la consiliatura nel 2019. Con urla, schiamazzi, invettive in dialetto ed abbandoni dell'Aula. Ma il voto sul Rendiconto è sempre compatto

Alberto Simone

Il quarto potere logora chi lo ha dato per morto

Il sipario è calato allo stesso modo in cui si era alzato. Con urla, schiamazzi, chi si lascia andare a parlare in dialetto, chi usa toni da osteria, chi saluta tutti e abbandona l’Aula. I cinque anni di governo Salera I al Comune di Cassino sono stati caratterizzati da molti di questi episodi in sala Di Biasio. Così come però, in Consiglio comunale ad ogni votazione importante c’è stato il voto compatto della maggioranza, senza defezioni. 

Martedì pomeriggio, in quello che è stato l’ultimo Consiglio dell’amministrazione Salera sono andate in scena entrambe le situazioni: toni da bettola e maggioranza granitica.

Il rendiconto

Il risultato della votazione sul rendiconto

Il sindaco ha portato in Aula il rendiconto di gestione. Ha parlato di “risultati storici ed ha annunciato che nei prossimi giorni ci sarà la riunione con la Osl. Cos’è? È l’Organismo Straordinario di Liquidazione che si insedia nei Comuni che come Cassino dichiarano il dissesto: si tratta della struttura con il compito di amministrare la gestione dei vecchi debiti e di adottare tutti i provvedimenti per estinguerli. Perché è importante quella riunione con la Osl? Dopo quell’ultimo confronto la città sarà definitivamente fuori dalla crisi finanziaria, ovvero da quel dissesto economico che era stato dichiarato dall’amministrazione di centrodestra guidata da Carlo Maria D’Alessandro e che aveva visto la forte opposizione dell’allora consigliere comunale di minoranza Enzo Salera. Che oggi però si ritrova con i conti risanati.

Presenti tra i banchi 22 consiglieri su 25: Salera porta a casa l’ultimo Consuntivo con 17 voti a favore, ovvero uno in più rispetto ai 16 consiglieri della maggioranza originaria del 2019. E questo nonostante l’assenza del consigliere del Pd Tommaso Marrocco. A favore del rendiconto di gestione hanno votato infatti anche la consigliera eletta nel centrodestra Francesca Calvani che oggi è candidata con la lista ‘PartecipiAmo Cassino‘ che sostiene la rielezione di Salera. Voto favorevole anche di Luca Fardelli che nel 2019 lasciò il Pd in dissenso con la decisione di candidare Salera come sindaco; Fardelli si candidò e venne eletto nello schieramento di Giuseppe Golini Petrarcone mentre oggi sostiene la rielezione di Enzo Salera nella lista di Demos.

Si è dunque ripetuto il copione ormai che ha caratterizzato l’intera Consiliatura dal 2019: mai una defezione sul Bilancio, una maggioranza compatta. Se poi sia un bene o un male, dipende dai punti di vista.

Gli oligarchi di De Sanctis e gli strilli di Leone

L’ultimo intervento di Benedetto Leone

Non è così per Renato De Sanctis, il consigliere della civica ‘No Acea‘, che ribatte: “Il dissenso è sinonimo di democrazia, qui invece mi sembra di avere di fronte un’oligarchia“.

Ma prima di arrivare al voto finale è andato in scena anche un altro copione, pure questo abbastanza consolidato: iniziano ad alzarsi i toni, la situazione sfugge di mano, l’italiano va a farsi benedire ed il dialetto cassinese ha la meglio. Alla faccia degli oratori che negli anni hanno occupato quegli scranni: la crema dell’intellighenzia cassinate.

Oggi ad alzare i toni è stato il consigliere Benedetto Leone: ha intimato alla presidente dell’Aula di non intervenire, ha chiesto di non essere interrotto. E ha colto l’occasione per annunciare che lui non sarà più candidato e si prende una pausa dalla politica, in quanto non ha più la passione necessaria per proseguire. E rivolgendosi al sindaco ha detto: “Visto che dice di essere il sindaco migliore del dopoguerra perché ha paura del voto?“.

Apriti cielo. Dai banchi della maggioranza volano invettive: “Iss non se candida e nui tenmm paura!“. Leone intanto saluta tutti e lascia l’Aula. Almeno per i prossimi cinque anni non vi farà più ritorno. Il sindaco Salera ad ogni modo non perde l’occasione per affondare la lama, anche in sua assenza: “Ecco chi è Leone, è stato il capoclasse del baby asilo dell’amministrazione D’Alessandro“.

Rimproveri ed abbracci

L’abbraccio tra Franco Evangelista e Gino Ranaldi

Tornano ad alzarsi i toni, il consigliere Franco Evangelista rimprovera al sindaco i toni usati in questi cinque anni. Spiega che la città non è migliorata solo con la realizzazione dell’isola pedonale. Mette nel mirino anche il capogruppo del Pd Gino Ranaldi. Ma tra i due finisce con un abbraccio alla volemose bene: “In realtà Franco mi vuole bene, mi regala anche il vino” dice il capogruppo del Pd. L’ex di FdI conferma: “Se fossi mio avvocato ti regalerei anche un cappone“. Finisce con un abbraccio e con l’augurio di una buona campagna elettorale.

L’augurio per la sala Di Biasio, è che i nuovi consiglieri eletti l’8 e il 9 giugno possano alzare il livello senza bissare alcuni spiacevoli episodi che hanno caratterizzato questa consiliatura. E che non hanno fatto onore. A nessuno.