Il prossimo consiglio comunale del 28 maggio avrà anche una forte valenza politica. Riflettori puntati sui nuovi assetti che si stanno prospettando in vista delle elezioni del 2027. Dal caso-Forza Italia all'asse FdI-Lista per Frosinone con lo strappo tra Antonio Scaccia e la Lega. Gli affanni del PD ed il movimentismo del PSI. Intanto il sindaco Mastrangeli medita una veste più civica
La sfida prosegue. Il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli convoca ancora una volta il Consiglio Comunale in Prima convocazione cioè quando servono più presenze in Aula e più voti per approvare le delibere. Per anni a Frosinone la Prima Convocazione è stata una formalità, un passaggio di carte alla seduta successiva, per approvarle agevolmente in Seconda convocazione. Vuole dimostrare alla città che i numeri li ha e che i maldipancia di alcuni eletti con lui non lo turbano.
Ci si vede in Aula mercoledì 28 maggio con inizio alle ore 19.00. Con un ordine del giorno piuttosto nutrito: ben 8 punti da approvare. Si partirà dal “Progetto della ESCAS S.r.l. che propone il progetto ‘Gruppo Ziaco’ da realizzare in zona Selva dei Muli. Il Comune deve decidere se approvare un atto di indirizzo con cui favorire un accordo tra enti che porti ad un primo via libera al progetto. Il piano richiede modifiche al piano urbanistico del Consorzio Industriale del Lazio, dopo aver verificato che le opere siano coerenti e rispettino la procedura ambientale.
In discussione poi la delibera di approvazione del regolamento di Polizia Urbana e di disciplina dell’impianto di videosorveglianza comunale. Poi una serie di riconoscimenti di debiti fuori bilancio nei confronti di privati e del consulente nella causa tra il Comune e la Geaf.
Un consiglio… politico

Le dinamiche del Consiglio comunale prossimo potrebbero gettare una luce più intensa sul cantiere che si sta cominciando a costruire a Frosinone in proiezione elezioni comunali del 2027. Tanto a destra quanto a sinistra. Perché è chiaro a tutti che le grandi manovre nel capoluogo sono già iniziate con due anni di anticipo.
Per un motivo ben preciso. Perché tutti stanno pensando a come riposizionarsi rispetto alle elezioni comunali del 2022. Di fatto una necessità oggettiva. La campagna elettorale inizierà a marzo 2026, subito dopo le elezioni Provinciali che decideranno se rinnovare per un altro mandato il presidente Luca Di Stefano, in scadenza a dicembre 2025 ma con tre mesi per indire le votazioni.
In 3 anni gli schemi delle coalizioni politiche tradizionali, quelle naturali, sono completamenti saltati in entrambi gli schieramenti. Il centrodestra ha perso per strada Forza Italia, passata all’appoggio esterno. Il centrosinistra ha perso i Socialisti che stanno andando avanti per la loro strada.
Indietro non ci torno

Riccardo Mastrangeli piuttosto che tentare di recuperare i Consiglieri che erano stati eletti nella sua coalizione e che ne hanno preso le distanze ha preferito fare entrare in maggioranza chi era stato eletto nel centrosinistra. “Contro” quindi l’amministrazione del Sindaco. E’ stata una scelta politica molto precisa. Condivisibile o meno ma tant’è. Una strategia che inevitabilmente avrà effetti sulle prossime elezioni e sugli schieramenti futuri.
Ciò detto, bisognerà vedere, innanzitutto, se effettivamente esistono ancora dei margini di recupero in maggioranza del gruppo di Forza Italia. Ufficialmente tutti stanno lavorando per questo. In realtà la sensazione è che nessuno, né gli stessi consiglieri azzurri né il sindaco Mastrangeli né il resto della maggioranza, si straccerà le vesti se questo non dovesse accadere. Al “nemico” che fugge ponti d’oro. Proprio perché tutti sono già proiettati a costruire alleanze diverse: questa volta, molto improntate sul civismo (sempre piuttosto premiante) e, se possibile, di taglio trasversale. Quindi con esperienze che provengono dalla destra e dalla sinistra: e questo potrebbe essere il comune denominatore di tanti.
Le riflessioni di Mastrangeli

Perfino il sindaco sta cominciando a metabolizzare, anche se con una certa difficoltà, una nuova dimensione e una nuova realtà politica nel centrodestra nel capoluogo. Fino a qualche tempo fa a trazione leghista (il Partito di riferimento del sindaco) e satelliti derivati. Ovverosia, l’asse in costruzione tra FdI e la civica del vice sindaco Antonio Scaccia. Che per inciso è anche il coordinatore regionale del movimento politico del Parlamentare europeo, nonche vice di Salvini, il Generale Roberto Vannacci.
Questa circostanza avrà un peso e una rilevanza a Frosinone a futura memoria. Ed è probabile che questo nuovo dialogo tra i meloniani e la civica del vice sindaco, abbia come punto di caduta il nome di un candidato sindaco tra due anni diverso da Mastrangeli. Anche perché in questo momento i rapporti politici tra Antonio Scaccia e la Lega (quella di Frosinone) sembra non siano dei migliori. Basta leggere i resoconti politici che giungono da Viterbo. Poi ovviamente tutto può cambiare.
Ma intanto il sindaco, che non è certamente uno di primo pelo e sa capire in anticipo gli scenari, sta cominciando a ragionare anche ad altre soluzioni, rispetto alla alleanza del 2022 che lo ha fatto vincere.
Se Sparta piange, Atene non ride

Anche gli azzurri potrebbero percorrere strade alternative tra 2 anni. Specialmente se rimangono all’appoggio esterno all’amministrazione Mastrangeli.
Il riferimento è all’opposizione di centrosinistra, quindi al Pd e al Psi. La percezione è che i Dem, se non risolvono prima i problemi interni legati alla fratricida guerra tra correnti, non riusciranno a toccare proprio palla nel 2027. Sia in termini di candidature a sindaco che nella logica della costruzione delle alleanze. Anche perché i Socialisti la campagna elettorale l’hanno già iniziativa veramente. Mica per finta.
Con una serie di proposte programmatiche e con un candidato sindaco in pectore: il consigliere Vincenzo Iacovissi. Non stanno certo con le mani in mano e più si avvicina il 2027 più saranno visibili rispetto al PD. Tenere dentro gli uomini di Gianfranco Schietroma dentro una eventuale coalizione di centrosinistra non sarà facile, se non si riconosce loro un ruolo di primo piano. Anzi di primissimo.

Infine resta da capire cosa intende fare e come vuole muoversi tutta la galassia dei tanti consiglieri comunali che in questo momento sono in posizione border line (in negativo) rispetto all’amministrazione Mastrangeli. Altri come il Gruppo Marzi sono nella fase construens della posizione border. Una costruzione che potrebbe avere un approdo definitivo nel 2027. Marzi e Mastrangeli ci stanno pensando.



