Cardillo accelera: sei deleghe e un modello per FdI nella Valle dei Santi

Fratelli d’Italia prova a cambiare passo e investe sui territori. Il Coordinatore di Collegio Antonio Cardillo lancia la nuova squadra della Valle dei Santi, assegnando le prime sei deleghe operative e riaprendo una formula organizzativa che richiama i tempi in cui i Coordinamenti puntavano a eleggere consiglieri provinciali. Una strategia che punta a radicare il Partito nei Comuni, alleggerire il peso politico concentrato finora su Giorgia Meloni

Un passo in avanti e sei nomi per un Coordinatore. Fratelli d’Italia scommette sui territori. Prova a radicarsi nei Comuni creando nuovo consenso: una tattica per alleggerire il peso lasciato finora sulle spalle della sola Giorgia Meloni. L’esperimento è quello lanciato nei mesi scorsi: riaprire un Coordinamento di Collegio, una di quelle strutture che ai tempi in cui alle Provinciali votavano i cittadini aveva il compito di coordinare i Circoli di un’intera area geografica puntando all’elezione di un Consigliere provinciale. (Leggi qui: Fratelli d’Italia nella Valle dei Santi: una lezione di politica “con i piedi per terra”).

La scelta del coordinatore provinciale Massimo Ruspandini è ricaduta su una delle aree ‘nuove’ per Fratelli d’Italia, quella della Valle dei Santi. Ed il compito di sperimentare il ritorno di quella formula è andato al dirigente provinciale Antonio Cardillo. Che ora compie il passo decisivo in avanti: FdI vuole dimostrare di essere un Partito plurale. Nasce così il Gruppo di Coordinamento di Collegio della Valle dei Santi: l’altra sera sono stati assegnati i primi 6 incarichi operativi, altrettanti verranno affidati entro la fine dell’anno.

Il Coordinamento

Antonio Cardillo e Paolo Ciavaglia

All’Assemblea di Collegio erano presenti i presidenti di Circolo dei dieci Comuni che ne fanno parte, più i consiglieri comunali e gli amministratori eletti. Davanti a loro è stata annunciata la nuova squadra: deleghe precise, costruita come se ogni settore fosse un tassello della strategia complessiva.

Questa è la composizione:

Salvatore
Di Trinca
EsperiaSicurezza, Giustizia, Rapporti con le Forze dell’Ordine, Immigrazione
Giovanni D’AlessandroSant’Andrea del GariglianoSanità e Caccia
Luigi BorreggineCoreno AusonioPolitiche sociali e Rapporti con le Cooperative
Adele Caterina CaricchioVallemaioEquità sociale, Disabilità, Istruzione
Sara DanellaSant’Ambrogio sul GariglianoPari opportunità e Famiglia
Erasmo Eliseo EvangelistaPignataro InteramnaDialogo Interreligioso

Nella scorsa riunione era stato nominato il vice coordinatore di Collegio, Paolo Ciavaglia (San Giorgio a Liri).

I temi

Daniele Maura ed Antonio Cardillo

Sono cinque i punti chiave che hanno caratterizzato la riunione. Il Coordinatore Antonio Cardillo ha ribadito che il Partito vuole radicarsi, non limitarsi al ruolo di forza di governo nazionale. Significa curare la rete, mostrare presenza, tagliare la distanza che spesso separa i cittadini dalla politica. È un messaggio che ricalca quello di Giorgia Meloni nelle ultime settimane: governare è importante, ma stare tra la gente lo è di più.

La discussione poi si è spostata sulla situazione politica ed economica nel Collegio. La Valle dei Santi paga le difficoltà del polo dell’Automotive nel Cassinate e dell’economia nel Golfo di Gaeta. I dati però prevedono un trend positivo, ancorati – spiega Cardillo – a quelli che stanno caratterizzando il Governo Meloni che ha incassato il recente giudizio positivo di Moody’s. La Regione Lazio ha ottenuto il riconoscimento della Zls, un passaggio che apre margini di sviluppo. Ma il punto che Cardillo tiene al centro è la difesa del manifatturiero. Una priorità che si intreccia con le battaglie nazionali di FdI sulla produzione interna e sulla competitività. Da qui la richiesta chiara: dal territorio deve partire una spinta per rafforzare il dossier Zes a livello provinciale. La crescita non arriva da sola, va costruita. (Leggi qui: ZLS senza ZES? Il cortocircuito pericoloso per il futuro industriale).

Mai da soli

Cardillo aggiorna la platea sul lavoro svolto nel Consiglio Regionale, dove fa parte della Segreteria del Gruppo FdI. E introduce una visione che non si sente spesso nei direttivi locali: occorre aprire porte, non chiuderle. I delegati devono accompagnarlo in Regione, portando i temi sui quali hanno ora competenza, suggerire soluzioni, sollevare criticità. È un modello di condivisione che, se funzionasse, darebbe al Partito un metodo più maturo e più in linea con quella “classe dirigente diffusa” che FdI dice di voler costruire.

È stato ribadito che le riunioni saranno itineranti, a rotazione tra i Comuni. Una scelta che crea partecipazione e visibilità. Al tempo stesso serve un punto di coordinamento stabile. Una casa politica vera, che possa mantenere continuità mentre la squadra si muove sul territorio.

Ultimo tema, non per importanza: le elezioni Provinciali della prossima primavera. C’è chi vede Cardillo nel lotto dei candidati al Consiglio Provinciale. Fratelli d’Italia ha i numeri per eleggere 3 Consiglieri mentre un quarto resta in bilico: servono voti.- E Cardillo è quello che sta aggregando di più tra le forze nuove. Potrebbe essere l’elemento che fa quadrare il cerchio. Cardillo dice no: «In questo momento mi devo occupare del Partito e sono concentrato solo sul Collegio della Valle dei Santi».

Una frase che ricorda certi “no” che nel linguaggio politico suonano come “ne riparliamo dopo”. Ma c’è un’evidenza: la priorità, per ora, è quella di costruire una squadra solida, capace di sostenere il territorio e allo stesso tempo collegarsi con le linee nazionali del Partito. Poi si vedrà.