Cari Comuni, correggete i vostri bilanci

La Corte dei Conti ordina ai Comuni di Colfelice, Sgurgola, Sant'Andrea del Garigliano di adottare misure correttive dei propri bilanci. Ecco quali

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Cari Comuni, così non va: firmato, Corte dei Conti. La Sezione Regionale di Controllo per il Lazio, nelle ultime settimane si è interessata molto delle dinamiche amministrative di alcuni Comuni Ciociari. Nello specifico dei Comuni di Colfelice, Sgurgola e Sant’Andrea del Garigliano.

I magistrati che indagano sulla correttezza dei conti pubblici hanno notato alcune dinamiche giudicate rischiose. Ed hanno suggerito una serie di correttivi con i quali mettere in sicurezza i Bilanci, i soldi pubblici, i patrimoni degli amministratori che sono responsabili

COMUNE DI COLFELICE

Il municipio di Colfelice

Nel primo caso, i magistrati contabili Stefano Siragusa (in qualità di Presidente), Francesco Sucameli (Consigliere) e  Marinella Colucci (primo referendario, relatrice), con la deliberazione 87/20224 PRSP hanno preso in esame il risultato di amministrazione del Comune relativamente agli anni 2018-2022 rilevando diverse criticità.

In particolare la Corte dei Conti, contesta sei anomalie. Riguardano il Fondo crediti Dubbia esigibilità ed il contenzioso con la società pubblica SAF che si occupa dello smaltimento dei rifiuti prodotti dai Comuni ciociari. Poi il  FAL – Fondo anticipazioni liquidità, la tempestività dei pagamenti e la gestione dei residui passivi, il FPV – Fondo pluriennale vincolato di spesa corrente, la Cassa vincolata, i Rapporti finanziari con gli organismi partecipati.

 Fondo crediti Dubbia esigibilità e contenzioso con la SAF.

Sul punto i magistrati scrivono che: “Con riferimento all’accantonamento a titolo di FCDE a rendiconto 2022, il Collegio stigmatizza l’assenza di idonea motivazione, a supporto della mancata svalutazione delle entrate di titolo 3”. Traduciamo: quando un Comune sa che è molto difficile riuscire ad incassare una somma deve prevederla tra Crediti di Dubbia Esigibilità. E deve accantonare poco alla volta delle somme: in questo modo se quella cifra non viene più pagata le casse civiche non ne risentiranno perché poco alla volta è stata accantonata una somma di riserva.

Cosa rimprovera la Corte dei Conti? Di “non aver assoggettato a svalutazione alcuna posta di titolo 3, in quanto la parte più cospicua è riferita ad un contributo da ricevere dalla ditta fornitrice del servizio di raccolta RSU in sede di conguaglio definitivo e termine del servizio di gestione“. Sempre facendo la traduzione: Colfelice è Comune sede di impianto e da anni rivendica il pagamento del ristoro previsto per queste realtà, al pari di Roccasecca (discarica Mad) e San Vittore del Lazio (Termovalorizzatore Acea). Quindi dice: se non dovesse incassare queste somme ho comunque il ristoro che prima o poi dovrà arrivare. Per questo non ha fatto l’accantonamento.

Perché alla Corte non va bene? Perché le voci che hanno maggiore rilievo tra le entrate che devono arrivare ci sono il Canone Unico Patrimoniale(residui per 16mila euro), le entrate relative a Proventi Assistenza Scolastica (6mila euro), i proventi Mense e Refezione Scolastica (15mila euro) ed i proventi sull’illuminazione votiva (25.700 euro). “Non risulta pertanto presente alcun credito imputabile alla Saf S.p.A.” scrivono i magistrati contabili.

 FAL (Fondo anticipazioni liquidità) 
(Foto: Andrea Panegorossi © Imagoeconomica)

La Corte individua una criticità anche sulla gestione del Fondo Anticipazioni Liquidità. Il FAL Enti Locali è uno strumento di carattere eccezionale, con cui Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. provvede ad anticipare agli enti locali in stato di deficienza di cassa, la liquidità necessaria ad assicurare il pagamento dei debiti già iscritti nei pregressi bilanci di competenza.

Sul punto, Corte dei Conti chiede al Comune di Colfelice un’attenta verifica della quantificazione del FAL al 31/12. Lo fa alla luce delle rate e del debito residuo previsto nel piano di ammortamento. Perché? Vuole evitare sottostime o sovrastime delle somme da accantonare. I magistrati infatti rilevano il “mancato accantonamento della quota FAL liberata nell’esercizio” e richiama il Comune ad una contabilizzazione del FAL in linea con quanto previsto dall’Art. 52 del Decreto Legge 73 del 2021″.

Tempestività dei pagamenti, FGDC e gestione dei residui passivi

A differenza del passato, i Comuni devono pagare i loro conti entro tempi stabiliti. Per verificare con quale puntualità pagano i loro conti è stato introdotto l’indicatore ITP cioè Indice sulla Tempestività dei Pagamenti.

La Corte dei Conti ha rilevato che “non risultano presenti, né trasmessi, gli indicatori annuali di tempestività dei pagamenti”. Dal Comune sono certi di averlo fatto. Alla Corte risulta un nota del 30 maggio 2024 con cui viene trasmesso un riepilogo di tutti gli ITP trimestrali del 2022 e del 2023. Al quarto trimestre 2023 emerge, proprio dalla documentazione inviata, un miglioramento dell’indicatore pari a meno 19 giorni.

Sul punto la Sezione raccomanda una più attenta gestione dei residui passivi che a partire dall’inizio della pandemia raggiunge livelli poco soddisfacenti, con percentuali di pagamento al 31 dicembre 2022 di circa il 38% per la spesa corrente e di circa il 17% per la spesa di investimento.

FPV (fondo pluriennale vincolato) di spesa corrente

Dalla documentazione inviata alla Corte dei Conti i magistrati rilevano una non corretta applicazione del FPV Fondo Pluriennale Vincolato (sia per spesa in conto capitale sia per spesa corrente). Cos’è il fondo FPV? Il fondo pluriennale vincolato è un saldo finanziario costituito da entrate già accertate destinate al finanziamento di obbligazioni dell’ente già impegnate, ma esigibili in esercizi successivi. Insomma, a che serve? È destinato a garantire la copertura degli impegni imputati agli esercizi successivi.

Cassa vincolata

L’Ente ha effettuato il calcolo per la determinazione della cassa vincolata al 31 dicembre 2023: rappresenta una riserva finanziaria destinata a specifici scopi o progetti. Il Collegio ha richiamato l’Ente ad una scrupolosa applicazione dei principi contabili relativi alla cassa vincolata. Perché? Chiede di monitorare “la corrispondenza tra i dati contabili dell’Ente e il conto dell’istituto tesoriere, nel quale è data evidenza della composizione della cassa vincolata alla fine dell’anno e dell’utilizzo della stessa ancora da registrare”.

Rapporti finanziari con gli organismi partecipati

I Comuni devono comunicare debiti e crediti reciproci sulle loro partecipazioni. la Corte dice che Colfelice riferisce di non aver mai partecipato alla divisione dei dividendi né delle eventuali perdite societarie. Ma ai magistrati non risultano trasmessi “i predetti prospetti dimostrativi (anni 2022 e 2023) relativi peraltro all’unica società partecipata (Saf S.p.A.), con cui l’Ente solo di recente ha concluso una transazione, per i contributi relativi al benefit ambientali, non corrisposti regolarmente nel corso degli ultimi anni”.

Le conclusioni

La Corte quindi conclude scrivendo che “Sulla scorta delle risultanze istruttorie, sono emerse diverse criticità e irregolarità contabili, che impattano sulla correttezza e sulla veridicità del risultato di amministrazione”. Per i magistrati contabili è necessario che il Comune di Colfelice “adotti azioni e misure correttive, sin dalla gestione in corso, onde scongiurare possibili futuri pregiudizi agli equilibri economici-finanziari del Comune”.

Per questo hanno ordinato all’Amministrazione “di porre in essere, entro sessanta giorni, le misure correttive sul ciclo di bilancio, necessarie a superare le ridette criticità e a comunicarle a questa Sezione”.

COMUNE DI SGURGOLA

Sono invece otto le criticità individuate sul Bilancio del Comune di Sgurgola dalla stessa commissione di controllo per il Lazio. Le individua il medesimo collegio di Magistrati con la delibera 89/2024 PRSE nella camera di Consiglio del 27 giugno scorso. Anche per Sgurgola le contestazioni sono riferite al periodo 2018-2022.

FCDE (fondo crediti dubbia esigibilità)

Anche nel caso di Sgurgola il Collegio mette nel mirino il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità. In questo caso la Corte dei Conti rileva una non corretta attuazione dei principi contabili in ordine al calcolo del Fondo a rendiconto 2022 e 2023. Per i magistrati, il Comune ha riconosciuto il suo errore, a valle del supplemento istruttorio effettuato nel riscontro dell’8 maggio 2024.

Il Fondo “risulta sottostimato sia nel 2022 sia nel 2023”. Dai dati contabili esaminati, il Fondo a rendiconto 2022 “(pur considerando la sola TARI), doveva ammontare a 595mila euro , importo superiore (per euro 191.504,01) all’intero accantonamento determinato dall’Ente (euro 403.561,14), nel quale, peraltro, è confluita anche la svalutazione delle poste afferenti alle sanzioni da violazioni del codice della strada e da canoni per occupazione del suolo pubblico“.

FAL (fondo anticipazioni liquidità)

Dall’esame della documentazione trasmessa, la Corte dei Conti “rileva l’errata applicazione della normativa sulla contabilizzazione dell’anticipazione di liquidità”. Il Comune conferma. Ma la Corte mette in chiaro un dato: “da tale irregolarità non derivano effetti negativi sui saldi di bilancio”. Perché? Il Comune di Sgurgola non ha applicato al Bilancio 2023 la quota rimborsata del FAL nella gestione 2022 “ma, al contempo, non ha neanche accantonato la medesima nel rendiconto 2022, tra gli “Altri accantonamenti”, come “Utilizzo fondo anticipazioni di liquidità“. Zero porta zero e tanti saluti ma state più attenti.

Fondo rischi e ricognizione del contenzioso

All’esito dell’istruttoria svolta e alla luce di quanto dichiarato dall’Ente in sede di contraddittorio, il Collegio “richiede un attento monitoraggio della vicenda giudiziaria collegata alla messa in sicurezza delle frane in località Vallecchie, innanzi al Consiglio di Stato”. Il Comune ha esibito alla Corte le sue carte ed i magistrati contabili hanno “preso atto dei pagamenti già effettuati e dei contenuti dell’atto transattivo sottoscritto in data 8 agosto 2022”.

Tempestività dei pagamenti e Fondo Garanzia Debiti Commerciali (FGDC).

La Corte dei Conti chiede poi una attenzione particolare sui tempi di pagamento. Dalla verifica svolta, il Collegio rileva “criticità in ordine al rispetto della normativa dei tempi di pagamento dei debiti commerciali”. Gli indici di pagamento aggiornati al 2023 “hanno un valore tale da richiedere un attento monitoraggio, soprattutto gestionale”.

Gestione della liquidità e movimentazione delle entrate vincolate
(Foto via Imagoeconomica)

 Dagli accertamenti della Corte è emerso che dal 2019 l’Ente ricorre sistematicamente all’anticipazione di tesoreria “per importi particolarmente significativi e per numerosi giorni nel corso dell’anno”. Quanti? Risultano 242 giorni nel 2020, 217 giorni nel 2021 e 166 giorni nel 2022.

Per l’annualità 2020, inoltre, “l’anticipazione non è stata integralmente restituita, per l’importo di euro 75.312,62.

Gestione dei residui attivi e passivi

Nel periodo preso in esame dalla Corte dei Conti emergono criticità nella riscossione delle entrate”. Il Comune non è stato con le mani in mano, sa di avere il problema ed ha studiato delle contromisure “per rendere il sistema di recupero delle entrate più efficiente”.

Vanno meglio le cose sul fronte dei vecchi debiti “si registra una riduzione della percentuale rispetto al biennio 2020-2021), il Collegio richiama quanto già evidenziato in ordine al rispetto dei tempi di pagamento dei propri debiti” commerciali.

Rapporti finanziari con gli organismi partecipati

In data 27 febbraio 2024, dopo l’istruttoria avviata da parte della Corte dei Conti, l’Ente “ha richiesto alla società una verifica della situazione debiti/crediti”. Ha dichiarato che alla data del 31 dicembre 2023 risultano debiti del comune di Sgurgola nei confronti della società pari ad euro 55.552,00.

Fatta questa premessa, la Corte dei Conti accerta il mancato rispetto di quanto previsto in materia di prospetti dimostrativi riportanti i debiti e i crediti reciprociche devono recare l’asseverazione dei rispettivi organi di revisione”.

FPV e trattamento accessorio e premiante

A questo punto va introdotto un altro concetto: il trattamento accessorio premiante. Cos’è? Nel pubblico impiego è una voce dello stipendio composta da una serie di voci legate sia al comparto, sia alla singola amministrazione di appartenenza. Si tratta di somme riconosciute al dipendente pubblico sulla base di parametri differenti, quali l’anzianità, specifiche mansioni o tipologie lavorative. A Sgurgola la Corte ritiene che nel 2022 la contabilizzazione delle risorse sul trattamento accessorio e premiante non sia conforme ai principi contabili

All’esito degli 8 rilievi relativi alla gestione contabile 2018-2022, la corte conclude le 26 pagine della sua delibera dicendo che  “Nel corso delle verifiche svolte in ordine al periodo contabile (con aggiornamento di alcuni dati al 2023) sono emerse plurime irregolarità contabili, rispetto a cui lo stesso Ente ha comunicato di aver adottato misure di adeguamento o di monitoraggio. Questo, ai fini della tutela degli equilibri di bilancio. Con particolare riferimento alle voci afferenti alla quota accantonata nei risultati di amministrazione, alla tempestività dei pagamenti, alla gestione della cassa e dei residui, ai rapporti finanziari con gli organismi partecipati e al FPV”.

La Corte chiede al Comune di Sgurgoladi adottare ogni misura idonea a rimuoverli e di trasmettere la documentazione indicata in parte adeguatamente motivata.”

COMUNE SANT’ANDREA DEL GARIGLIANO

Infine, con la delibera 88/2024 PRSP la Sezione Regionale di Controllo per il Lazio ha valutato la situazione contabile del terzo Comune ciociaro, quello di Sant’Andrea del Garigliano.

In relazione al quale la Corte nelle conclusioni scrive che “sono emerse irregolarità e criticità contabili tali da impattare sulla veridicità del risultato di amministrazione 2022 e 2023”. Per i magistrati contabili è stato sottostimato il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità. Stessa cosa per il Fondo a Garanzia dei Debiti Commerciali che serve per garantire il tempestivo pagamento dei debiti commerciali.

Dai Conti della Corte “emerge un disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2023 pari ad euro 50.442,94 che l’Ente dovrà ripianare”. Dopo avere ripassati i conti risulta che pure l’avanzo di amministrazione al 31 dicembre 2022 “risulta diverso da quello approvato dall’Ente: la parte disponibile passa da un valore di euro 275.218,99 ad un valore di euro 23.212,41, in ragione delle irregolarità accertate in merito alla contabilizzazione dell’anticipazione di tesoreria”. Per i magistrati, ulteriori irregolarità e criticità contabili risultano accertate, altresì, in merito alla gestione delle entrate, alla tempestività dei pagamenti, all’anticipazione di tesoreria, alla situazione debiti/crediti.