Casinelli capolista, il PSI chiama la società e blinda la candidatura Iacovissi

Il primario del “Fabrizio Spaziani” guida la civica Area Vasta. Schietroma ribadisce: la candidatura di Vincenzo Iacovissi non è negoziabile. Il PSI accelera sulla coalizione mentre il PD resta impantanato nel congresso.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

La civica della società civile

La terza lista civica della coalizione che sostiene il candidato sindaco del PSI alle prossime elezioni comunali, Vincenzo Iacovissi, si è presentata con un nome che pesa: la dottoressa Katia Casinelli, primario di Malattie Infettive all’ospedale “Fabrizio Spaziani” di Frosinone. Una professionista stimata, conosciuta e – dettaglio non irrilevante – totalmente estranea alle dinamiche della politica: rappresenta quella fetta di società civile, oggi considerata un autentico valore aggiunto, che il PSI sta provando a riportare dentro la politica cittadina.

La sua investitura come capolista della lista civica Area Vasta è avvenuta questa mattina a Frosinone, nella sede del PSI, davanti a Gianfranco Schietroma. Che, con il passare delle presentazioni delle liste a sostegno di Vincenzo Iacovissi, sfoggia un sorriso sempre più smagliante e sornione. Un sorriso che ricorda quello dei giocatori che, avendo “colore” in mano, guardano gli altri rilanciare al tavolo da poker con un tris.

Vincenzo Iacovissi

Ed è proprio Schietroma che, ancora una volta, ha ricordato a chiunque avesse orecchie per ascoltare che la candidatura di Iacovissi non è una candidatura di trattativa. Non è un segnaposto. Non è un nome messo lì “in attesa che il Partito Democratico decida cosa fare da grande”. È un candidato vero, concreto, spendibile e attrattivo. E soprattutto rimarrà in campo fino alla fine. Il messaggio è semplice ma politicamente molto netto: il PSI non sta giocando alle figurine. Sta facendo tremendamente sul serio a Frosinone.

Il messaggio di Schietroma

La conferma arriva direttamente dalle parole dell’onorevole Gianfranco Schietroma, che durante la presentazione ha scandito con chiarezza il senso politico dell’operazione. “La dottoressa Casinelli rappresenta quella parte della società civile che torna a occuparsi della città. E conferma che la nostra è una candidatura solida, non negoziabile”.

Gian Franco Schietroma

Il leader socialista lo ripete da mesi, quasi come un mantra. E lo ha fatto anche questa mattina con una certa ostinazione: il candidato c’è, è già in campo e non si ritira. “Non è una candidatura di trattativa”. Tradotto dal politichese: chi vuole costruire una coalizione di centrosinistra deve partire da Iacovissi. Non esistono subordinate. Non esistono tavoli che possano rimettere tutto in discussione.

Il candidato sindaco socialista ha presentato con entusiasmo la nuova capolista della civica Area Vasta. “Sono onorato che la dottoressa Casinelli abbia accettato di guidare Area Vasta. Con lei il nostro progetto acquista ancora più forza e qualità”.

Socialista da sempre

Katia Casinelli

Parole a cui ha risposto direttamente Katia Casinelli, spiegando anche le ragioni personali che l’hanno spinta ad accettare questa sfida. “Ringrazio chi mi ha invitato a ricoprire questo ruolo. La mia famiglia vanta una tradizione socialista da sempre. Non avrei mai pensato di vivere questa esperienza politica. Mi sono dedicata completamente alla mia professione di medico e ho sempre ottenuto tutto con le mie forze e con quelle dei miei collaboratori”.

Poi l’obiettivo politico. “Il mio contributo sarà quello di lavorare per una riqualificazione della città di Frosinone e per il suo rilancio.”

Fin qui la parte istituzionale. Ma la vera partita è politica.

Il PSI gioca d’anticipo

La presentazione di questa mattina manda un messaggio politico chiarissimo: il PSI non sta aspettando nessuno. Non è in attesa delle decisioni del Partito Democratico e non è alla ricerca di accordi last minute. Sta costruendo una coalizione, una squadra e un progetto politico attorno a un candidato già individuato. E lo sta facendo con un timing che gli altri – a partire dal PD – non riescono minimamente a tenere.

I democratici, infatti, sono ancora fermi al congresso cittadino che “si farà entro il mese di…”. Per ora l’unica certezza è la convocazione del Direttivo cittadino prevista per il 16 marzo: darà il via all’iter congressuale. Un po’ come la cometa di Halley: tutti sanno che prima o poi passa ma nessuno sa esattamente quando. E anche quando passerà, quando cioè il congresso del PD di Frosinone si farà davvero, potrebbe essere già troppo tardi. Perché Vincenzo Iacovissi è già dieci passi avanti.

Più passa il tempo, più il Partito Democratico rischia di legarsi mani e piedi da solo. Per dirla con Winston Churchill“è come se un uomo si mettesse in piedi dentro un secchio e cercasse di sollevarsi per il manico”. Qualsiasi strategia adotterà, rischia di sbagliare. Se il PD convergesse su Iacovissi, rischierebbe di perdere per strada l’intero gruppo consiliare, cioè un patrimonio elettorale enorme. Se invece decidesse di presentare un proprio candidato, difficilmente riuscirebbe a ricompattare il centrosinistra almeno al primo turno.

Un centrosinistra che evita la vittoria

Il quadro diventa ancora più paradossale se si guarda al fronte opposto. Il centrodestra vive da oltre tre anni una stagione di confusione permanente, tra fratture interne, equilibri fragili e maggioranze traballanti attorno al sindaco Riccardo Mastrangeli. In teoria sarebbe il contesto perfetto per una vittoria del centrosinistra a Frosinone dopo vent’anni di sconfitte: quando i cittadini torneranno al voto per eleggere il nuovo sindaco e il consiglio comunale, il campo politico potrebbe essere finalmente favorevole.

Gian Franco Schietroma, Katia Casinelli e Vincenzo Iacovissi

Eppure il centrosinistra sembra determinato – quasi ostinato – a non accettare questo regalo. Lo respinge puntualmente al mittente. Il centrosinistra schiva la vittoria al Comune capoluogo come Federica Brignone supera le porte dello slalom gigante: con eleganza, precisione e una certa naturalezza: solo che Brignone va a prendersi l’oro olimpico. Il centrosinistra, invece, sembra impegnato a non farsi trovare nemmeno al traguardo.

La verità politica, oggi, è piuttosto semplice. L’unica candidatura realmente alternativa a Mastrangeli è quella di Vincenzo Iacovissi. Il resto è rumore di fondo. Con una differenza fondamentale: il PSI ha capito che il tempo è un fattore politico. Il PD no. Il PSI progetta, il PD riflette. Il PSI parla alla città, il PD parla di sé stesso.