A Formia la maggioranza diserta la Commissione sul caso Picano dopo la bocciatura del Tar, puntando al ricorso. Le opposizioni si compattano, attaccano il sindaco Taddeo e preparano un’alternativa politica in vista delle comunali 2027.
Tutto come previsto. La maggioranza di centrodestra al Comune di Formia ha fatto mancare il numero legale nella Commissione trasparenza che doveva esaminare il caso-Picano: la comandante della Polizia Locale vincitrice di concorso ma rimasta senza comando a causa della riorganizzazione degli Uffici decisa dall’amministrazione del sindaco Gianluca Taddeo; nei giorni scorsi il Tar ha detto che quel riassetto non va bene, la Municipale non può essere accorpata ad altri Settori. Il Comune ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato. Mentre sul piano politico la conseguenza principale è stata quella di rinsaldare le minoranze. (Leggi qui: Il TAR smonta tutto: la comandante Picano è riabilitata, il Comune nel caos. E qui: Commissione trasparenza sul caso-Picano: lo spettro del boicottaggio).
Le opposizioni sono impegnate in questi giorni a costruire un’intesa. È finalizzata alla presentazione di una coalizione da contrapporre nella primavera 2027 alla attuale maggioranza formata da Forza Italia e Fratelli d’Italia.
La mossa del sindaco

A comunicare l’assenza della Maggioranza alla riunione della Commissione è stato direttamente il sindaco. Ha spiegato al presidente Amato La Mura (suo avversario alle scorse Comunali) che non sarebbero andati i sei rappresentanti del governo cittadino Ilaria Benocci, Marco Bianchini, Antonio Capraro, Francesco Di Nitto, Luigi Scarpellino e Caterina Merenna. E che non lo avrebbero fatto per preciso input dello stesso primo cittadino.
Avrebbero potuto presenziare per poi abbandonare i lavori. Ma la scelta di Gianluca Taddeo è stata chiara: quell’assenza significa che nulla c’è da discutere e che il tavolo del confronto sul tema Picano sarà ancora un’Aula di Giustizia. Ha annunciato il ricorso dell’Amministrazione comunale al Consiglio di Stato. Ha spiegato che se la maggioranza ha dato forfait in Commissione è per “non pregiudicare la strategia processuale in sede di impugnazione. Ora non è opportuna la trattazione in Commissione di questioni che in questa fase richiedono riservatezza”.
Forfait anche della Segretaria comunale
La sentenza del Tar aveva affermato alcuni principi: il comando di Polizia Locale non può essere inglobato in un altro settore (Suap per esempio) e deve essere guidato da un ufficiale e non da un dirigente, peraltro di ruolo nel comune di Gaeta e scelto dal sindaco di Formia con una nomina fiduciaria.

Il provvedimento di dominio pubblico da una settimana è stato pubblicato anche integralmente ma per il sindaco di Formia quella sentenza teoricamente non può essere nella disponibilità delle minoranze: “L’indirizzo giurisprudenziale consolidato esclude finanche il diritto di accesso dei Consiglieri rispetto ad atti finalizzati alla definizione di una strategia difensiva”.
Anche la Segretaria generale del Comune Marina Saccoccia ha deciso di non andare. Ha giustificato l’assenza con una serie di ragioni tecniche ed anche perché, “in assenza sia di specifica previsione negli atti di normazione secondaria dell’ente sia di espresso incarico sindacale, la sottoscritta risulta priva di legittimazione giuridica alla partecipazione a riunioni di Commissioni consiliari. Atteso che l’esercizio di pubbliche funzioni e l’assetto di competenze è costituzionalmente coperto da riserva relativa di legge”.
Le opposizioni: “La maggioranza senza coraggio”

Le minoranze firmatarie della richiesta di convocazione della Commissione hanno atteso qualche ora prima manifestare la loro posizione. L’hanno fatto dopo aver chiesto la segretaria Saccoccia aveva preso atto “de visu” dell’assenza della maggioranza nella sala commissioni del Comune.
I consiglieri del Pd Alessandro Carta, Luca Magliozzi ed Imma Arnone (Pd), Paola Villa (Un’altra città), Amato La Mura, Antonio Di Rocco e Nicola Riccardelli (Lega) non hanno perso tempo per evidenziare come i consiglieri di maggioranza “non abbiano avuto neppure il coraggio di metterci la faccia. È un fatto gravissimo. Lo è sul piano istituzionale, su quello politico e per il messaggio che viene mandato alla città”.
Le minoranze avevano chiesto una serie di chiarimenti sulla sentenza del Tar che “mettendo in discussione la regolarità di una scelta organizzativa di questa Amministrazione, può produrre conseguenze rilevanti per il Comune” anche perché la guida era stata affidata non più ad un comandante ma ad un dirigente di settore come tanti.
E quest’ultima, la dottoressa Giuseppina Sciarra,“continua – secondo le minoranze – addirittura a firmare atti. Anche su questo nessuno ha ritenuto di dover dare spiegazioni. E visto che tutti scappano, dicano almeno loro chi deve garantire, non a noi ma alla città, se gli atti che continuano a essere firmati in questa situazione siano oggi pienamente legittimi oppure no”.
Taddeo sotto accusa, nessun rispetto per i cittadini

Le minoranze attendono nei prossimi giorni il deposito dell’ordinanza del Giudice del Lavoro del Tribunale di Cassino Annalisa Gualtieri circa la richiesta della comandante Picano di tornare al suo posto. Un procedimento parallelo a quello da poco concluso al Tar. Sulla base di quella che sarà la decisione del magistrato del Lavoro, le opposizioni decideranno se rivolgersi al Prefetto di Latina Vittoria Ciaramella.
Anche perché l’inizio della campagna elettorale con un anno di anticipo è avvenuto con la sospensione del servizio della sosta a pagamento e la gestione del personale in una macchina amministrativa sempre più sotto pressione.
“Questo è il dato politico vero e al di là della Commissione resta un punto: le scelte sbagliate e gli errori di questa Amministrazione rischiano di produrre costi e danni per la città” concludono dall’opposizione.



