Il Consiglio comunale di Cassino approva il bilancio di previsione 2026. Numeri solidi, 20 milioni di investimenti e 5 per il sociale: Cassino sceglie la stabilità in una stagione di risorse scarse.
Il via libera al Bilancio di Previsione 2026 del Comune di Cassino votato ieri mattina con 16 voti favorevoli e 7 contrari, è la fotografia nitida di come una città di grandi dimensioni (per gli standard della provincia di Frosinone, medie dimensioni per quelle del Lazio) stia tentando di tenere insieme rigore finanziario e bisogni sociali crescenti. Con una programmazione che prova a guardare oltre l’orizzonte del Pnrr.
I numeri

Innanzitutto, il bilancio pareggia attorno agli 86 milioni di euro: una cifra significativa per un ente locale che negli ultimi anni ha dovuto misurarsi con un severo piano di rientro ed azzeramento del debito. A rendere più complesso il tutto ci sono i tagli strutturali e l’aumento dei costi dei servizi: significa che lo Stato questa volta manda a Cassino 180mila euro in meno ma allo stesso tempo è aumentato il costo della benzina per gli scuolabus, della corrente per illuminare gli uffici pubblici, del gas per riscaldarli e tanto altro ancora.
Non è l’unico taglio: il Governo nazionale ha segato 400mila chilometri di Trasporto Pubblico Locale (autobus e circolari), il sindaco ha spiegato di essere riuscito a congelarlo fino al 30 giugno 2026, garantendo i servizi per tutto l’anno scolastico.

Le entrate tributarie si attestano a 27 milioni, cioè sono i soldi incassati attraverso le tasse comunali. I trasferimenti da altri enti ammontano a 7,6 milioni, mentre le entrate extra-tributarie sfiorano i 5 milioni. A colpire è soprattutto il dato sugli investimenti: 20 milioni di euro, un livello che racconta la volontà di non fermare la macchina pubblica, nonostante le difficoltà. C’è inoltre un costante lavoro di adeguamento quasi quotidiano: la spesa ora ha le briglie e non galoppa in maniera incontrollata come nel passato, tutti i servizi essenziali continuano ad essere garantiti.
La fase post Pnrr
C’è un dato politico sul quale Cassino impone una riflessione. Lo ha indicato il sindaco Enzo Salera nel suo intervento: Cassino si sta preparando alla fase “post-Pnrr”, con tutto ciò che comporta in termini di responsabilità: meno risorse straordinarie, più necessità di selezionare le priorità. È qui che il Bilancio diventa una scelta politica nel senso più pieno del termine. Perché, accanto alle voci classiche – istruzione, cultura, turismo, politiche giovanili – emerge con forza l’investimento sul sociale, pari a circa 5 milioni di euro. Non è una cifra simbolica: è una dichiarazione d’intenti.

Ed i cantieri Pnrr ancora aperti? Si chiuderanno entro i tempi previsti: il 31 marzo 2026. Enzo Salera assicura che qualcuna verrà completata anche prima, come la scuola ex Omni che è in dirittura d’arrivo e potrebbe essere pronta la settimana prossima. In piena tabella di marcia anche la scuola Conte, le scuole Di Meo, Mattei e Di Biasio.
Il Consiglio comunale ha discusso a lungo, oltre sette ore, segno di una dialettica viva. La maggioranza ha difeso l’impianto del documento come “solido, coerente e responsabile”, mentre l’opposizione ha incalzato sui nodi della viabilità, del trasporto pubblico locale e dell’accessibilità urbana. Punture di spillo sui lavori di ampliamento del cimitero di San Bartolomeo: sono ancora bloccati ma in Bilancio si prevedono 300mila euro per far partire il secondo stralcio del primo lotto. Quando? La maggioranza ipotizza nei primi mesi del 2026. Un confronto che non ha prodotto strappi, ma ha messo in evidenza una tensione di fondo: come garantire servizi e sviluppo in una fase di risorse limitate.
Il Piano delle Opere

Accanto al Bilancio è stato approvato il Piano Triennale delle Opere Pubbliche. Un Piano da 24 milioni di euro che rappresenta l’altra gamba della strategia. Dalla mitigazione del rischio idrogeologico alla riqualificazione urbana, fino agli interventi su scuole, cimitero e infrastrutture, Cassino prova a tenere insieme sicurezza, decoro e funzionalità. Emblematica la bonifica dei veleni interrati a Nocione, un dossier aperto da anni che ora intravede una conclusione grazie a quasi 2 milioni di euro stanziati. Da mesi manca l’ultima autorizzazione del Ministero, senza non si può bandire la gara: Enzo Salera in Aula ha detto di ritenere che possa essere una questione di giorni e che tutto potrebbe essere pronto entro il 31 dicembre.
Il prossimo triennio sarà quello della lotta al dissesto idrogeologico. Nei capitoli ci sono 4,5 milioni per affrontarlo con lavori nelle località Caira, San Michele, via Campo di Porro; in maniera sensibilmente minore a via Guado Santa Maria (1,5 milioni ciascuno per i primi 3 interventi, mezzo milione per il quarto).
La spesa corrente

C’è poi un elemento che merita attenzione: la continuità dei servizi essenziali. Salera lo dice chiaramente: nonostante i tagli, la spesa corrente è stata mantenuta – anzi leggermente aumentata – per garantire che la città non arretri sul fronte della qualità della vita. È una scelta che espone a critiche, ma che risponde a una logica precisa: in tempi incerti, il Comune deve essere un argine, non un fattore di instabilità.
In definitiva, il bilancio 2026 di Cassino racconta una città che non promette miracoli, ma prova a governare la complessità. È un documento che parla il linguaggio dei numeri, certo, ma anche quello delle priorità. Non si riduce a gestire l’emergenza. Ed è già un passo in avanti rispetto agli anni passati.



