Cassino Calcio senza tifosi? Al “Salveti” il pallone diventa una grana politica

La convenzione per il “Salveti” non è ancora rinnovata e il Cassino rischia di iniziare il campionato senza pubblico. Il Terzo Polo attacca Salera e Vizzaccaro: sullo sfondo, possibili tensioni nella maggioranza.

Il campionato del Cassino Calcio rischia di cominciare esattamente com’è finito quello dello scorso anno: senza pubblico. E il problema, questa volta, non è soltanto sportivo. È tutto politico.

In questi giorni i tifosi dei “benedettini” hanno più volte sottolineato l’assurdità di avere una squadra rinnovata, una dirigenza all’altezza delle aspettative e, al tempo stesso, di non poterla sostenere dagli spalti.

Una vicenda che ha finito per alimentare lo scontro politico tra la minoranza civica del Terzo Polo e la maggioranza di centrosinistra. A scendere in campo sono stati i consiglieri Giuseppe Sebastianelli, Franco Evangelista e Arduino Incagnoli, che hanno indirizzato più di una stoccata al sindaco Enzo Salera.

Il nodo della convenzione per il Salveti

Lo stadio Salveti di Cassino

Il nodo del contendere è tutto nel rinnovo della convenzione tra il Comune e la società per la gestione dello stadio “Salveti”. Dall’Ente fanno sapere che l’iter è “in via di perfezionamento” e che l’obiettivo è risolvere le questioni burocratiche entro la metà di settembre.

Una questione, dunque, procedurale più che strutturale. Ma proprio il protrarsi dei tempi ha finito per irritare anche il primo cittadino, che non sarebbe particolarmente felice di vedere una pratica trascinarsi “solo per qualche firma”, raccontano dalla maggioranza.

Il problema, però, qualche effetto politico lo sta già producendo. Anche all’interno della maggioranza. Il consigliere “ultras” Andrea Vizzaccaro, da sempre assiduo frequentatore del “Salveti”, ha più volte sollevato la questione. E qualche rumoreggiamento, tra i banchi della maggioranza, avrebbe finito per condizionare anche il giudizio sull’operato dell’assessore delegato all’Urbanistica, soprattutto per la gestione dell’ufficio tecnico.

Guerra di nervi

Una recente manifestazione dei tifosi del Cassino Calcio

Insomma, quella che potrebbe sembrare una vicenda di ordinaria e grigia burocrazia tecnica rischia di trasformarsi in una guerra di nervi tutta interna alla maggioranza. E l’opposizione civica, naturalmente, non si lascia sfuggire l’occasione per mettere il coltello nella piaga.

Dopo sette anni di amministrazione – attacca oggi il trio del Terzo Polonessun campo sportivo della città risulta essere pienamente a norma. E la situazione più evidente riguarda il Salveti, l’impianto più importante, sulle cui problematiche non siamo certo noi a dover ricordare ai tifosi e alla società le difficoltà e i disagi affrontati per poter disputare le partite casalinghe”.

Andrea Vizzaccaro

Ma nel mirino dell’opposizione finisce anche Vizzaccaro. E qui la questione si sposta dal terreno sportivo a quello politico-istituzionale. “La delega che un consigliere comunale ricopre all’interno dell’organigramma di una società sportiva rappresenta, a nostro avviso, una novità quantomeno singolare”. Perché? “Normalmente, proprio per evitare possibili conflitti di interesse, un consigliere comunale può ricevere dal sindaco una delega per occuparsi di un determinato settore, eventualmente nell’ambito di un assessorato. Nel caso specifico, invece, Cassino non ha un assessore allo Sport né un consigliere formalmente delegato dal sindaco a tale materia, ma un consigliere comunale che, come egli stesso rivendica, si presenta con ‘le maniche di camicia rimboccate’. E che, anziché ricevere una delega dall’amministrazione, riceve una delega dalla società calcistica per interloquire con l’amministrazione stessa”.

Conflitto di interessi sportivi

I Consiglieri del Terzo Polo

Ed è proprio qui che, secondo l’opposizione, potrebbe annidarsi il problema: “In altre parole, si rischia di creare una situazione nella quale il consigliere si trova a rappresentare gli interessi della società nei confronti dell’ente di cui egli stesso fa parte”.

Da qui l’affondo politico: i tre Consiglieri di opposizione sollevano una situazione di potenziale conflitto di interessi. Mettono in chiaro che dal loro punto di vista non basta dichiarare che la carica è svolta gratuitamente: la gratuità non elimina un eventuale conflitto di interessi, che rimane legato ai ruoli e alle funzioni esercitate.

La nota insiste poi sulla coerenza del comportamento del consigliere: “Lo stesso consigliere, in diverse occasioni, si è astenuto dalle discussioni e dalle votazioni in presenza di possibili conflitti con società portatrici di legittimi interessi nei confronti del Comune. Per coerenza, ci aspettiamo dunque che valuti anche in questo caso l’opportunità di rassegnare le proprie dimissioni dall’incarico all’interno della società”.

Dategli un ruolo

Enzo Salera (Foto © Stefano Strani)

E arriva anche la proposta: che è una provocazione politica. E cioè “Se davvero ama lo sport e si considera un amministratore disponibile a lavorare concretamente per questo settore, allora chieda al sindaco una delega ufficiale per rappresentare il Comune nello sport. Sarebbe un ruolo trasparente, istituzionale e soprattutto compatibile con le responsabilità di un consigliere comunale”. Il caso, inevitabilmente, è destinato ad approdare anche in Consiglio comunale. E qui è facile prevedere la solita bagarre, tutt’altro che pallida.

Ma il punto è un altro. Perché dietro la questione dello stadio, delle autorizzazioni e delle firme che ancora mancano, si sta aprendo una partita politica che potrebbe avere conseguenze ben oltre il terreno di gioco.

E gli strascichi potrebbero finire per interessare anche gli equilibri interni alla maggioranza Salera.