Cassino, giustizia al confronto: Sì e No si sfidano davanti agli studenti

A Cassino confronto pubblico sul referendum sulla giustizia tra sostenitori del Sì e del No. Magistrati e avvocati illustrano visioni opposte davanti agli studenti, tra equilibrio dei poteri e riforma del sistema. Al centro il valore del voto consapevole.

Il confronto a Cassino: rispetto e scontro sulle idee

Un confronto vero, diretto, a tratti anche netto nelle posizioni, ma sempre mantenuto entro i confini del rispetto istituzionale e della competenza. È questo il tratto distintivo dell’incontro sul referendum costituzionale sulla giustizia che si è svolto nella sala “Restagno” di Cassino, mettendo di fronte sostenitori del Sì e del No davanti agli studenti del Liceo Scientifico “Pellecchia”.

L’iniziativa, dal titolo “Referendum e Giustizia”, è stata organizzata dall’Unione Nazionale Mutilati per Servizio – Sezione di Cassino, con il patrocinio del Comune, con un obiettivo preciso: offrire ai giovani strumenti concreti per comprendere le ragioni delle due posizioni e consentire loro di formarsi un’opinione autonoma in vista del primo voto.

In prima fila, a seguire i lavori, anche il professor Luigi Di Santo, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, insieme al vicesindaco Gino Ranaldi e ai rappresentanti dell’Unione Nazionale Mutilati per Servizio, Angelo Vesto e Massimo Spigola. A moderare il confronto la giornalista Angela Nicoletti.

L’atmosfera è quella delle occasioni in cui il confronto non è rituale, ma sostanziale: posizioni diverse, pubblico giovane, e la necessità di spiegare senza semplificare.

Il fronte del No: equilibrio e cautela

Il sostituto procuratore Alfredo Mattei

Per il No, Alfredo Mattei, sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Cassino, e l’avvocato Pasquale Di Gabriele hanno posto l’accento su un punto centrale: l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Mattei ha sostenuto che la separazione delle carriere, indicata come uno dei pilastri della riforma, sarebbe già nei fatti presente nell’ordinamento, mettendo in dubbio la necessità dell’intervento. Ha inoltre richiamato l’attenzione sui costi previsti – circa 100 milioni di euro – e sulla possibilità che tali risorse possano essere impiegate su criticità più concrete della giustizia.

Di Gabriele ha ampliato il ragionamento, evidenziando il rischio che la riforma possa incidere sull’indipendenza della magistratura e alterare gli equilibri istituzionali, collegando il tema ad altre recenti modifiche legislative in materia di controlli.

Il procuratore della Repubblica Carlo Fucci

Sulla stessa linea il procuratore capo Carlo Fucci, che ha richiamato il valore della Costituzione come sintesi di culture diverse e ha sottolineato la necessità di cautela: secondo la sua lettura, gli interventi previsti potrebbero portare a una frammentazione del potere giudiziario.

Un’impostazione chiara: prudenza, equilibrio e difesa dell’assetto attuale.

Il fronte del Sì: trasparenza e riforma del sistema

Di segno diverso le argomentazioni del Sì, affidate all’avvocato Giuseppe Di Mascio, presidente dell’Ordine degli Avvocati, e all’avvocato Gianluca Giannichedda, presidente della Camera Penale locale.

Giuseppe Di Mascio (Foto: Erica Del Vecchio © Teleuniverso)

Secondo i due relatori, il nodo centrale è rappresentato dalle dinamiche interne alla magistratura, in particolare dal peso delle correnti nel funzionamento del CSM. La riforma, hanno sostenuto, interviene proprio su questo aspetto, introducendo strumenti che mirano a rendere più trasparente e lineare il sistema. La separazione delle carriere e i nuovi meccanismi disciplinari vengono letti, in questa prospettiva, come elementi utili a rafforzare l’equilibrio complessivo e a garantire maggiore chiarezza nei ruoli.

Non una rottura, quindi, ma un intervento di riequilibrio interno. Una lettura opposta rispetto al fronte del No, ma altrettanto strutturata.

Il valore del confronto e la responsabilità del voto

L’incontro ha offerto agli studenti e ai cittadini presenti la possibilità di assistere a uno scambio diretto, con domande e repliche che hanno messo in evidenza tensioni, punti di accordo e criticità delle diverse posizioni.

Gino Ranaldi

Il vicesindaco Gino Ranaldi e i presidenti Angelo Vesto e Massimo Spigola hanno ricordato l’importanza di un voto consapevole, sottolineando la responsabilità civile che accompagna ogni scelta elettorale.

Al di là delle posizioni, ciò che è emerso con chiarezza è il valore del confronto: tesi diverse, anche distanti, ma esposte con rigore e nel rispetto dei ruoli. Un elemento tutt’altro che secondario, soprattutto in un contesto rivolto a studenti chiamati per la prima volta al voto.

Il richiamo finale, da parte delle istituzioni presenti, è stato proprio a questo: «Votare è un diritto, ma anche una responsabilità. E per esercitarlo serve conoscere, ascoltare, confrontare».