Salera punta a costruire un campo largo che vada oltre il PD e le sue dinamiche interne. «Progetto Civico Italia» di Onorato arriva a Cassino: Vizzaccaro referente provinciale. Obiettivo dichiarato: rafforzare la maggioranza. Obiettivo reale: consolidare la candidatura alla Provincia.
È Cassino il laboratorio politico per costruire il Campo largo in provincia di Frosinone. È questa la nuova ambizione che sta accarezzando il sindaco Enzo Salera: dimostrare che si può andare oltre il Partito Democratico, oltre le dinamiche interne che alimentano il dibattito nella maggioranza. Ed oltre gli steccati che ingessano la Federazione provinciale del PD, imbalsamata in uno scontro interno che sembra non trovare via d’uscita.
Così, vuoi per lanciare un segnale chiaro ai vertici Dem, vuoi per consolidare una leadership forte oltre il perimetro della maggioranza, Salera lavora per disegnare un Campo largo dentro e fuori il Consiglio Comunale. Lo ha ribadito nel pomeriggio di ieri, quando l’assessore ai Grandi Eventi di Roma Capitale Alessandro Onorato ha benedetto il capogruppo della civica Partecipiamo in Sala Restagno Andrea Vizzaccaro quale nuovo referente provinciale di Progetto Civico Italia. È la neo piattaforma civica fondata dall’amministratore capitolino per unire sindaci e consiglieri comunali di tutta Italia. (Leggi qui: Cassino, il PD e il nome del Segretario che non si riesce a dire).
Le basi di Progetto Civico a Cassino

Da tempo la piattaforma di Partecipiamo stava provando a darsi un tono organizzativo più definito: andare oltre il civismo di area, suggellare un legame politico con esperienze regionali e nazionali, entrare in una traiettoria capace di garantire maggiore copertura politica davanti all’autoreferenzialità del Partito Democratico e creare nuove opportunità per i consiglieri della lista.
Ad aprire il varco è stato Vizzaccaro, che già dallo scorso inverno stava tentando di creare un legame con Onorato: dopo aver letto una sua intervista sul quotidiano Domani, aveva provato a mettersi in contatto con lui, fino a quando, una sera, arriva una telefonata. «Pronto?». «Salve, sono Alessandro Onorato». Da lì in poi si sono gettate le basi per costruire, a Cassino e in provincia di Frosinone, la piattaforma di «Progetto Civico».

«Non è una corsa in avanti per le elezioni comunali del 2029», ha chiarito Vizzaccaro. «Noi vogliamo rafforzare la maggioranza Salera». Tradotto: non sono qui per coltivare una mia ambizione ma per consentire a Salera di poter contare su una coalizione sempre più larga a prescindere dagli obiettivi politici che vuole affrontare. Non un appiattimento autoreferenziale, dunque, ma una scelta che si inserisce nel solco di una prospettiva politica tutta incentrata su Salera, ormai sempre più vicino a ufficializzare la sua candidatura per la presidenza della Provincia di Frosinone.
E perché proprio «Progetto Civico»? «Perché vogliamo ripartire dall’esperienza dei territori. Il radicamento territoriale serve alla politica nazionale e al campo progressista serve nuova linfa».
«Gli amministratori locali geneticamente modificati»

A fare eco è stato lo stesso Onorato, dopo gli interventi del coordinatore regionale Antonio Taurelli e del presentatore della lista Partecipiamo Giorgio Verrecchia: «Oggi non basta più fare un programma, dobbiamo essere concreti, dicendo cosa fare, con quale copertura finanziaria farlo e con chi farlo».
Il colpo al cuore dei Partiti: «Sapete chi è capace di ragionare così? Gli amministratori locali. In questo noi siamo geneticamente modificati perché siamo abituati ad affrontare tutti i problemi. E questo perché noi dobbiamo tornare dai nostri elettori quando ci ripresentiamo, chi sta in Parlamento no».
E ha ribadito: «Nelle liste elettorali metteremo solo amministratori: così, anche se la legge elettorale non prevede preferenze, è come se le avessimo messe lo stesso».
Salera mostra i muscoli: frecce alla Lega e al PD

È però Salera ad aver delineato il profilo politico dell’evento. Ha messo le mani avanti: «Non nego la mia appartenenza al Partito Democratico». Ha ridimensionato l’incontro come una «chiacchierata tra amici». Poi ha mostrato i muscoli: «Gli amministratori locali combattono a mani nude contro i problemi dei territori. Chi speculava sui bisogni e le paure della gente, come la destra, ora che è al governo non sa affrontarli perché non è stata capace di creare una seria alternativa fatta di proposte concrete». E sulla sicurezza, una frecciata alla Lega: «Mancano decine di elementi delle Forze dell’Ordine ed è chiaro che i Decreti Sicurezza non bastano».
Non mancano frecciate anche al PD. «L’Italia è l’unico Paese dove i cittadini non scelgono i candidati. È il momento di fare questa battaglia nostra, perché gli elettori devono avere la possibilità di scegliere da chi farsi rappresentare, così come accade nelle elezioni comunali dove l’affluenza è più alta. Lancio questa proposta, sperando possa diventare una battaglia comune».
Qualcuno lo avverta che, stando alle cronache, la sua Segretaria Nazionale è contraria alla reintroduzione delle preferenze.
Partecipiamo rischia la faglia interna

Se è vero che Salera ora può contare su un campo più largo (considerando anche l’amicizia sempre più consolidata tra il PD e il Movimento 5 Stelle cittadino, rafforzata con numerose iniziative comuni) è pur vero che il posizionamento di Vizzaccaro non sarà esente da malumori dentro la maggioranza. E all’interno della stessa Partecipiamo, che raccoglie da sempre anime diverse della sinistra e del civismo cittadino: dal PSI ad Avs, passando per diversi ex PD.
Nelle prossime settimane si vedrà se questa sarà una scelta condivisa oppure una nuova faglia capace di aumentare l’entropia che porterà a far confliggere i non pochi personalismi nelle varie liste.



