Cassino, per una volta le due minoranze si ritrovano unite

Il Terzo Polo entra in Aula per mettere la maggioranza davanti alle proprie responsabilità sulle mozioni bocciate a luglio. Ne esce con una convergenza inattesa con il centrodestra e un voto favorevole di Luca Fardelli, che rompe il fronte della maggioranza sui disservizi idrici a Caira.

L’idea era quella di un fuoco di fila. Palle incatenate contro la maggioranza, per provare a metterla all’angolo sulla scelta di non votare le mozioni della minoranza. E soprattutto, per delegittimare sul piano politico e morale l’abbandono dell’Aula fatto al termine della scorsa seduta consiliare. (Leggi qui: L’Aula occupata finisce con la Polizia: a Cassino va in scena il teatro della protesta).

L’assedio in solitaria

L’assedio lo hanno costruito in solitaria i Consiglieri della minoranza civica del Terzo Polo: Giuseppe Sebastianelli, Arduino Incagnoli e Franco Evangelista. Doveva essere un 3 contro 22: contro i tre del Terzo Polo, i restanti 22 Consiglieri della maggioranza di centrosinistra e della minoranza di centrodestra uniti dall’altra parte della barricata. Del resto, il centrodestra consiliare ha spesso trovato più punti di contatto con la maggioranza che con il Terzo Polo, soprattutto sul modo di fare opposizione.

(Foto © Alberto Simone)

E invece il Consiglio comunale di oggi ha prodotto qualcosa che, almeno fino a qualche ora prima, non sembrava scritto da nessuna parte. Le due minoranze si sono trovate dalla stessa parte. Non per una strategia preparata nei giorni precedenti. Non per un accordo politico costruito nel retroscena. Semplicemente perché, sulle singole questioni, le posizioni hanno finito per coincidere.

È successo sulla mobilità universitaria. È successo sulle addizionali Irpef. E, soprattutto, è successo quando il centrodestra ha riconosciuto che alcune delle proposte del Terzo Polo meritavano di essere votate. Non basta. Alle battute finali, è arrivato il vero strappo. Luca Fardelli ha rotto il fronte della maggioranza e ha annunciato il suo voto favorevole alla mozione sull’acqua e sui disservizi nelle frazioni di Caira e Sant’Antonino. Una crepa dentro il muro.

La rottura del 20 luglio

Per capire quello che è successo oggi bisogna tornare al Consiglio Comunale del 20 luglio. Quella seduta si era interrotta proprio quando l’Aula avrebbe dovuto affrontare le otto mozioni presentate dalla minoranza. La maggioranza aveva lasciato in blocco, facendo venire meno il numero legale. (Leggi qui: L’Aula occupata finisce con la Polizia: a Cassino va in scena il teatro della protesta. E qui: Se il Consiglio ha fatto cose concrete ma verrà ricordato per la sceneggiata).

Franco Evangelista, Giuseppe Sebastianelli, Arduino Incagnoli

Una scelta politica, spiegata allora con una motivazione altrettanto politica: quelle che il Terzo Polo aveva presentato come mozioni erano, secondo la maggioranza, interrogazioni camuffate. Un modo per aggirare il regolamento, che impediva la discussione delle interrogazioni in una seduta nella quale era prevista l’approvazione del rendiconto di gestione. Non solo: alcuni degli argomenti erano già stati affrontati in precedenti Consigli comunali e, in quei casi, anche bocciati. Da qui la decisione di non partecipare al voto.

Oggi, due mesi esatti dopo, quelle otto mozioni sono tornate sul tavolo.

La miccia e la risposta

La prima scintilla l’ha accesa proprio la maggioranza. A mettere sul tavolo la questione è stata la consigliera Sarah Grieco. La decisione di abbandonare l’Aula, ha spiegato, era stata «l’espressione di una decisione politica», maturata perché il Terzo Polo avrebbe utilizzato impropriamente «l’istituto delle mozioni per eludere quello delle interrogazioni».

L’intervento di Arduino Incagnoli

Era la miccia. La risposta è arrivata immediata da Arduino Incagnoli: «Ci dica quale di queste sarebbero interrogazioni», ha replicato, prendendo come esempio la mozione sulla mobilità tra il centro della città e il campus universitario. Ed è stato proprio lì che si è verificato qualcosa che, probabilmente, la maggioranza non aveva previsto. Il centrodestra ha iniziato a fare sponda con il Terzo Polo. Non un accordo. Non un nuovo cartello politico. Nessun documento condiviso, nessuna strategia studiata a tavolino. Soltanto il merito delle questioni. Ma politicamente, il segnale resta.

A rendere evidente la situazione è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia Silvestro Golini Petrarcone. Intervenendo sulla mozione di Incagnoli dedicata alla mobilità universitaria, ha assunto una posizione piuttosto netta: «Questa mozione va votata, sarebbe davvero un grande errore per la maggioranza ignorarla. Qui si parla del nostro futuro, perché Cassino è diventata una città universitaria e dobbiamo renderla tale». È un passaggio che fotografa bene la particolarità della seduta. Per la prima volta, almeno in modo così evidente, le due minoranze si sono ritrovate sullo stesso fronte. Il punto è che non c’era un fronte. Nessuno aveva costruito quella convergenza prima dell’Aula. È stata l’Aula a costruirla, mozione dopo mozione.

Alla fine, però, le mozioni sono state respinte. Tutte.

Il minuto di silenzio e il riconoscimento a Capizzi

L’assessore Giuseppe Capizzi

Ma le quattro ore di Consiglio hanno lasciato anche qualcosa di diverso rispetto alla contrapposizione politica. C’è stato il minuto di silenzio per la scomparsa dell’ex assessore Antimo Pietroluongo. E c’è stata la stima manifestata dalla minoranza, in particolare da Giuseppe Sebastianelli ed Arduino Incagnoli, nei confronti dell’assessore al Commercio Giuseppe Capizzi.

Un riconoscimento arrivato anche per una ragione molto concreta: Capizzi è stato l’unico componente della Giunta comunale a rimanere in Aula fino alla conclusione dei lavori.

Il colpo di scena Fardelli

Luca Fardelli (Foto © Stefano Strani)

Poi, quando la seduta sembrava ormai avviata verso una conclusione senza ulteriori scossoni, è arrivato il colpo di scena. Punto numero 7 all’ordine del giorno. La mozione del Terzo Polo chiede l’istituzione di un tavolo tecnico con Acea per affrontare i disservizi che hanno interessato le frazioni di Caira e Sant’Antonino. La linea della maggioranza è chiara: votare contro tutte le mozioni. Poi prende la parola Luca Fardelli. E cambia lo spartito. «Ci stiamo attivando anche come Provincia. Consapevole del disagio, voterò a favore».

Per qualche istante, nella maggioranza cala il silenzio. Il voto favorevole di Fardelli non era previsto.

A quel punto interviene Andrea Vizzaccaro, che prova a ricomporre il quadro. I disservizi, spiega, hanno riguardato anche altre zone della città. Per questo la mozione potrebbe trovare una condivisione, ma dovrebbe essere ampliata. Il voto, però, resta contrario. La ragione viene spiegata così: il sindaco Enzo Salera ha già chiesto ad Acea un confronto sulla questione e l’auspicio è che a quel tavolo possa sedere l’intero Consiglio comunale, minoranza compresa. Una risposta che prova a ricondurre dentro una linea comune quella che, fino a pochi minuti prima, sembrava una vera e propria frattura.

Anche questa mozione viene bocciata. Così come l’ultima. Ma il dato politico della serata resta.

Cosa resta

Giuseppe Sebastianelli

Il Terzo Polo è entrato in Aula con l’obiettivo di mettere la maggioranza davanti alle proprie responsabilità sulla vicenda delle mozioni. Ne è uscito con qualcosa che non era necessariamente nei piani della vigilia: una convergenza, seppure limitata ai singoli temi, con l’altra componente della minoranza. E con un voto favorevole arrivato addirittura dall’interno della maggioranza.

Per Giuseppe Sebastianelli, la partita è soltanto rinviata a ottobre, quando torneranno in Consiglio le interrogazioni. Sarà allora che si capirà se quello visto oggi è stato soltanto un incrocio occasionale determinato dai singoli argomenti, oppure se, dietro le convergenze registrate in Aula, sta iniziando a prendere forma qualcosa di più strutturato.

Perché il 2029 è ancora lontano. Ma in politica, soprattutto in Consiglio comunale, le alleanze cominciano spesso molto prima che qualcuno decida di chiamarle alleanze.