Cassino, piazza Labriola: il cantiere del Salera-bis accende lo scontro politico

Il restyling di piazza Labriola, opera simbolo del secondo mandato di Enzo Salera, entra nella fase operativa ma divide già la politica. Tra investimenti, mutui e visioni opposte, il progetto si candida a segnare il futuro della città.

Lorenzo Vita

Rerum Cognoscere C@usas

Per il taglio del nastro l’appuntamento è fissato, salvo i classici imprevisti dei lavori pubblici, alla fine del 2027. Il restyling di piazza Labriola non è solo un cantiere: è l’opera magna del secondo mandato di Enzo Salera, il tassello che dovrebbe chiudere il cerchio iniziato con piazza Diamare e corso della Repubblica. Un progetto ambizioso che però sconta una gestazione complessa, tra uffici tecnici sotto organico e strategie burocratiche per accelerare i tempi.

In queste ore, tra le scrivanie del Municipio, geometri e funzionari sono impegnati a limare i capitolati dell’arredo urbano. Per ovviare alla cronica mancanza di personale, l’Ente ha scelto la strada dell’appalto integrato: un unico soggetto si occuperà sia della progettazione esecutiva che dell’esecuzione, seguendo il solco tracciato dall’architetto Giacomo Bianchi.

Gennaro Fiorentino (Foto © Michele Di Lonardo)

«Dividere l’intervento in due lotti è stata una scelta strategica», spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Gennaro Fiorentino. Il primo lotto si concentrerà sulla riqualificazione dell’attuale area pedonale, mentre il secondo si estenderà alla zona parcheggio e fino a piazza Marconi, coinvolgendo lo spazio verde della statua di Enrico TotiUn investimento imponente: solo per la prima fase serviranno 3,5 milioni di euro, che il Comune recupererà in parte dal bilancio e in parte tramite un mutuo. Proprio il ricorso al credito — reso possibile dall’uscita dal dissesto finanziario — è diventato il terreno di scontro con le opposizioni.

Verde, fontane e i Placiti cassinati

Ma piazza Labriola è soprattutto una questione politica. Sarà l’eredità che il Salera-bis lascerà alla città e il biglietto da visita con cui il centrosinistra si presenterà alle elezioni del 2029. Per l’amministrazione è la consacrazione di una visione moderna; per le minoranze, un errore di metodo e di merito.

Enzo Salera (Foto: Michele Di Lonardo)

Il progetto prevede un polmone verde con 87 piante per mitigare il caldo estivo, un giardino urbano davanti al Tribunale, una fontana di 250 metri quadri e una pavimentazione che omaggia la storia locale con le frasi riprese dai celebri «Placiti cassinati». Un’idea che vuole fare della piazza non solo uno spazio di aggregazione, ma una dichiarazione d’identità culturale per la città.

Le critiche, però, non si placano. Se Carmine Di Mambro invoca una consultazione pubblica per dare voce ai cittadini sull’entità del mutuo, Paola Polidoro rilancia con l’idea di una «isola verde digitale»: uno spazio iper-connesso per smart working e studenti. Una proposta che ha trovato sponda in Fratelli d’Italia ma che ha incassato il secco no di Salera«Si facciano eleggere in Consiglio prima di elaborare proposte». Con queste premesse, il clima politico attorno alla piazza promette di restare rovente ben oltre l’apertura dei cantieri.