Cassino, polveriera-Pd: “guerra” tra correnti per scegliere i vertici

Un congresso che doveva essere una formalità si sta rivelando un Everest da scalare tra veti incrociati e richieste di poltrone. La trattativa più difficile appare quella per il segretario. Fernando Cardarelli, il candidato più accreditato, vuole puntare alla presidenza. Il giornalista Lorenzo Vita ha detto no, Barbara Di Rollo forse provocatoriamente ha proposto il marito. Alla fine è spuntato il nome di Sergio Marandola

Doveva essere il più serafico dei Congressi, una pura formalità per ratificare dinamiche politiche già accertate e condivise. Invece, il dibattito nel circolo del Partito Democratico di Cassino si è trasformato in una polveriera. Quello che per anni è stato considerato il feudo del sindaco Enzo Salera, oggi brucia di una tensione covata per mesi sotto la cenere, esplosa proprio quando la partita sembrava chiusa.

Un puzzle difficile da comporre

La squadra di Enzo Salera alle Provinciali

Il cortocircuito nasce dopo le Provinciali dell’8 marzo. A quella data il Gruppo consiliare Pd è compatto intorno al primo cittadino, con la sola eccezione del Consigliere Luca Fardelli cioè l’unico ad uscire dai ranghi e dire con chiarezza che non avrebbe seguito la linea; non voterà il sindaco Salera candidato all Provincia, si candiderà lui stesso nella stessa lista Pd ma in rappresentanza di un’altra componente (Rete Democratica). Il tutto in base ad un accordo raggiunto di fronte ai vertici Pd del Lazio e disdetto all’ultimo momento da Enzo Salera per candidarsi in prima persona.

A quelle Provinciali Enzo Salera centra l’elezione ed i numeri dicono che l’amministrazione è stata compatta intorno a lui. Alla luce di questo risultato, il Congresso sembrava una pratica da archiviare in fretta: un nome condiviso, un voto corale e via verso il futuro. Ma il mosaico Dem, si sa, è fatto di tessere che faticano a incastrarsi. (Leggi qui: Provincia, il vento gira a destra: Fratelli d’Italia primo partito, Salera scuote il Pd. E qui: Pd, la pace è già finita: Salera riapre la guerra interna dopo il voto provinciale).

Le forze in campo

Fernando Cardarelli ed Enzo Salera

Sul campo si muovono almeno quattro correnti: la maggioritaria AreaDem che ha come riferimento nazionale l’ex ministro Dario Franceschini e nel Lazio esprime il Segretario Daniele Leodori con il presidente regionale Francesco De Angelis.

A poca distanza c’è Rete Democratica, la componente che ha come riferimento nazionale il deputato Claudio Mancini (figlio del mitico Emilio, Segretario provinciale del Pci quando esisteva la Federazione Cassino – Sora prima della fusione con Frosinone. Leggi È morto Emilio Mancini, storico dirigente del Pci). Nel Lazio esprime la Consigliera Regionale Sara Battisti ed in provincia di Frosinone l’ex Segretario Provinciale Luca Fantini).

Ci sono poi i Riformisti dell’ex ministro della Difesa Lorenzo Guerini che hanno come coordinatore regionale l’ex presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo.

Negli ultimi anni si è formato il collettivo Parte da Noi, che ha come riferimento la Coordinatrice della Segreteria Nazionale Pd Marta Bonafoni ed a livello provinciale il dirigente Danilo Grossi.

A loro si aggiungono schegge sparse, slegate dai rigidi diktat provinciali. Un puzzle quasi impossibile da comporre.

Le posizioni di partenza

Achille Migliorelli

Inizialmente, il nome più accreditato era quello di Fernando Cardarelli, che da mesi ha manifestato la sua ambizione a ricoprire la carica di Segretario del Circolo Pd di Cassino. Poi ha realizzato che il ruolo richiede più “operatività” che “cerimoniale”, ed ha così deciso di virare sulla presidenza del circolo.

Ma la vera mossa che ha appiccato l’incendio è stata un’altra: la pretesa di un posto in quota Salera nella Segreteria provinciale che affiancherà il Segretario Provinciale Achille Migliorelli. Una doppia casella sulla scacchiera che ha scatenato la rivolta dell’altra anima di AreaDem, guidata dalla presidente d’Aula Barbara Di Rollo.

Nodo-segretario, Vita dice no seccamente

Lorenzo Vita (a destra) con Achille Migliorelli (al centro) e Danilo Grossi

L’ultima riunione di pochi giorni fa si è conclusa con uno stallo. La minoranza esige la Presidenza e di legittimare il ticket Segretario – Presidente da presentare al Congresso dando il suo assenso preventivo, lasciando così la maggioranza di AreaDem a lambiccarsi tra veti reciproci per scegliere i nomi. Un invito che però l’area del segretario regionale Daniele Leodori sembra aver rispedito al mittente: “Abbiamo l’80% delle tessere, ci siamo impegnati nel tesseramento. Spettano a noi le cariche”, è il ragionamento fatto.

Cardarelli, difatti, non arretra, e continua a rivendicare la Presidenza.

Ma è sul nome del Segretario che la trattativa si è trasformata in un valzer frenetico. Mentre Salera osserva formalmente a distanza per non surriscaldare gli animi ed evitare di forzare i lavori, Cardarelli ha provato il colpo a sorpresa: il giornalista Lorenzo Vita.

Un profilo giovane e autorevole per scompigliare le carte. Peccato che nessuno avesse avvertito il diretto interessato, che ha declinato con garbo pari alla fermezza: “Non ho questa ambizione e non ho alcuna intenzione di ridurmi a fare la stampella di una gestione autoreferenziale“.

Barbara lancia il marito Stefano, spunta Marandola

Barbara Di Rollo e Stefano Tescione

La controffensiva di Barbara Di Rollo porta invece il nome di Stefano Tescione, dirigente nazionale di Federdanza. Una proposta che per i “saleriani” suona come una provocazione: Tescione ha un passato nell’amministrazione di centrodestra targata Bruno Scittarelli. Senza voler considerare che è il marito della stessa Di Rollo. Si finirebbe a ridurre il congresso ad “una questione di famiglia“.

Uno stallo che vede il retroscena animarsi come non mai. In questi giorni i contatti tra i vari esponenti dem sono stati febbrili. L’intenzione è quella di creare un raccordo tra il circolo e il gruppo consiliare, senza però ridimensionare la reciproca autonomia.

Sergio Marandola

Ecco quindi che il nome più accreditato che circola nelle ultime ore è quello di Sergio Marandola: già consigliere comunale nel Salera 1 e presidente uscente del circolo. Non proprio il nome migliore per un rinnovamento, vista l’età, ma senz’altro un nome che può vantare esperienza.

Non tutti però sono convinti della scelta, che, anzi, rischia di acuire le divisioni. Si tratta di un nome avanzato da esponenti vicini a Partecipiamo – uno dei cinque gruppi consiliari che sostengono la maggioranza Salera per “inquinare” il congresso”, riferiscono dai vertici del Pd. La Partita, quindi, sembra tutt’altro che chiusa. E tra veti personali e scontri di corrente l’unità appare oggi come un miraggio lontano.