Cassino, rifiuti sotto la villa? Scontro nel sottosuolo

Dopo l’esposto dell’opposizione, scavi improvvisi nella zona “incriminata” fanno emergere rottami e sospetti. Ma il sindaco Salera si dice tranquillo: “Ho un certificato che lo esclude”. La polemica, però, affonda.

Lorenzo Vita

Rerum Cognoscere C@usas

La questione sta nella profondità. Il nodo è tutto nella profondità. Se davvero, come sostiene l’opposizione civica, sotto il quadrante della Villa Comunale di Cassino che si affaccia su via Gari giacciono rifiuti interrati, allora quel materiale si troverebbe a metri di distanza dalla superficie. Ben oltre i 30 centimetri raggiunti dalle ruspe intervenute questa mattina, proprio nell’area segnalata dai consiglieri di opposizione Giuseppe Sebastianelli, Arduino Incagnoli e Franco Evangelista. (Leggi qui: Carte bollate sulla villa: l’opposizione denuncia, Salera contrattacca).

La denuncia in Aula

Arduino Incagnoli, Franco Evangelista e Giuseppe Sebastianelli

La vicenda si trascina da diverse settimane ormai. Più volte la fronda civica della minoranza ha sollevato il problema anche nel corso delle sedute consiliari. Ma la scorsa settimana il trio ha deciso di portare la discussione dall’aula Di Biasio a quella  del Tribunale di Cassino, presentando un esposto in Procura. Proprio per segnalare la pericolosità dei rifiuti interrati, a loro dire, all’interno del grande polmone verde della città martire oggetto di un’imponente opera di riqualificazione. 

E adesso i tre non accettano più mezze misure sul caso. “Quello che è accaduto questa mattina all’interno della villa comunale di Cassino ha dell’incredibile e merita di essere portato all’attenzione dell’opinione pubblica e delle autorità competenti”, scrivono in una nota.

Gli scavi di oggi

Dopo l’esposto depositato nei giorni scorsi, infatti, “oggi – in maniera tanto repentina quanto sospetta – sono iniziati scavi proprio nella zona indicata nella denuncia supportata anche dalle informazioni fornite dalle associazioni ambientaliste che sono presenti costantemente sul territorio“. Specificano che un escavatore, con alcuni operai al seguito, ha iniziato a rimuovere parte del terreno e “da subito sono emersi resti riconducibili a un’officina meccanica: pezzi di ferro, frammenti di motore, componenti di autovetture, e perfino i resti di un sedile in spugna triturati”.

Uno scenario che – nella loro lettura – smentisce in modo clamoroso le dichiarazioni del sindaco Enzo Salera, il quale, “dopo la nostra segnalazione, aveva annunciato querela nei nostri confronti per procurato allarme“.

Da qui, gli interrogativi rivolti al primo cittadino:”Se non c’era nulla da nascondere, perché scavare proprio lì? E perché limitarsi a una rimozione superficiale, fermandosi a soli 20-30 cm, quando è evidente che il problema è molto più profondo?“. E ancora: “Perché quell’area, da anni, è sterile e non cresce nemmeno l’erba?

I rifiuti? Non ci sono. Ho il certificato

Enzo Salera

Secondo l’opposizione civica, scavare più a fondo “significherebbe portare alla luce anni di smaltimenti illeciti, in un luogo che avrebbe dovuto essere tutelato e valorizzato, non certo utilizzato come discarica“. 

Ma la chiave di lettura di quegli scavi la fornisce il sindaco Enzo Salera. “Confermo quanto già detto a chiare lettere nei giorni scorsi: l’opposizione ha presentato un esposto basato su dati vecchi. Dopo l’episodio di febbraio, abbiamo risolto il contratto e sostituito il terreno. I lavori di questa mattina sono il completamento della sostituzione totale del terreno che abbiamo concordato. La villa verrà inaugurata entro fine mese”.

Come fa ad esserne così sicuro? “Per tranquillizzare tutti ho preteso un certificato nel quale si attesti che sotto il suolo non ci sono rifiuti di alcun genere. Ed il certificato mi è stato rilasciato. Fa fede fino a prova di falso».