Dopo il Consiglio fiume esplode lo scontro tra maggioranza e Terzo Polo. Accuse reciproche su toni e contenuti del dibattito, mentre il caso delle dimissioni di Franco Evangelista alimenta nuove polemiche politiche.
Tensione dentro e fuori dall’Aula a Cassino. È uno scontro permanente a tutto campo: dai disagi delle periferie alle reprimende sui toni usati in Assise. Sullo sfondo, resta il caso delle dimissioni del consigliere barricadero Franco Evangelista, dove il confine tra il martirio politico e la sceneggiata è talmente labile da sembrare entrambe le cose.
Lo scontro
Ma veniamo allo scontro. Subito dopo gli articoli di stampa diramati sul Consiglio Comunale di lunedì sera, dalla maggioranza affiorano malumori dovuti all’asfissiante e martellante opposizione del Terzo Polo, che ha presentato 14 ordini del giorno su 20. «Sembrava di assistere a un reality show di bassa lega o, peggio, a un ring dove l’unico obiettivo era colpire l’avversario, non importa quanto fosse futile il motivo», è la reazione della consigliera Mercedes Galasso, della lista «Salera Sindaco».

«Uno spettacolo desolante – ha aggiunto – teso ad allontanare sempre di più i cittadini dalle istituzioni. La seduta di ieri è stata l’ennesima dimostrazione di una deriva che sembra ormai inarrestabile. Ore e ore di discussione, non sui problemi reali che affliggono i cittadini, ma su questioni poste al solo fine di guadagnare un briciolo di visibilità sui social e sulla stampa».
Galasso ha etichettato Evangelista e Sebastianelli come «provocatori di professione» che hanno impantanato il dibattito: «La sensazione è che costoro abbiano confuso lo scranno istituzionale per un palcoscenico personale. Creare il caos, alzare la voce: questa la strategia per guadagnare il titolo sul giornale dell’indomani o il video virale su Facebook, convinti che il consenso si misuri in base ai like».
Il Terzo Polo risponde
Non si è fatta attendere la replica del Terzo Polo: «Nei pochi consigli convocati dall’Amministrazione, il gruppo consiliare di minoranza composto da Giuseppe Sebastianelli, Franco Evangelista e Arduino Incagnoli utilizza il tempo a disposizione per svolgere il proprio ruolo istituzionale: interrogare la maggioranza e chiedere spiegazioni su questioni che incidono direttamente sulla vita dei cittadini e sul corretto utilizzo delle risorse pubbliche».

Nel difendere le mozioni presentate, la minoranza aggiunge: «Chiedevamo di innalzare la soglia di esenzione dell’addizionale comunale per i cittadini con redditi compresi tra 8.000 e 10.000 euro. Una proposta di buon senso, respinta senza una reale spiegazione, semplicemente perché proveniente dai banchi della minoranza. Analoga sorte è toccata alla proposta di portare alcuni servizi comunali nei quartieri di San Bartolomeo e Colosseo e nella frazione di Caira».
E chiosano: «Senza il contributo della minoranza, il Consiglio Comunale sarebbe spesso privo di un reale confronto politico e amministrativo. Le periferie sono state progressivamente abbandonate, così come molte strade del centro urbano. La manutenzione ordinaria sembra essere scomparsa dall’agenda amministrativa».
Le dimissioni di Evangelista? Solo una farsa
La nota della minoranza civica è firmata anche dal consigliere Franco Evangelista. A questo punto sorge spontanea una domanda: «Ma non si era dimesso?». No. Come anticipato ieri da Alessioporcu.it, le dimissioni del soprannominato «sindaco di Los Angeles» – appellativo che ne sottolinea la popolarità nella frazione di Sant’Angelo – erano solo una farsa. (Leggi qui: Evangelista finge di dimettersi dopo il Consiglio fiume: falso colpo di scena).

«Le dimissioni sono state rigettate», spiegano dal Terzo Polo, attribuendo così la permanenza di Evangelista in Sala Di Biasio alla volontà dell’Ente, che non avrebbe recepito la scelta di abbandonare l’assise. Si tratterebbe di uno scenario talmente inedito da richiedere, a loro dire, l’intervento del Ministero dell’Interno o della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La realtà è ben diversa. Evangelista conosce i regolamenti comunali e il TUEL a menadito, al punto da poterli insegnare al corso di laurea in Scienze Giuridiche per la PA dell’Università di Cassino. Ciononostante, ha inviato le proprie dimissioni soltanto tramite PEC, evitando di confermarle di persona come richiesto dal segretario comunale.
Da qui si ritorna al quesito iniziale: sceneggiata o martirio?



