Cassino, un colpo di… Fionda per sbloccare lo stallo e traghettare il PD

Le due anime di Area Dem continuano a non trovare un accordo sul nuovo segretario del circolo. Neppure su un nome terzo c'è intesa tra Enzo Salera e Barbara Di Rollo. Caduto nel vuoto anche il richiamo di Daniele Leodori. A questo punto potrebbe prendere piede la soluzione di un prolungamento della segreteria attuale per gestire gli affari correnti in attesa che i nodi politici vengano sciolti

Lorenzo Vita

Rerum Cognoscere C@usas

La linea scelta è quella del silenzio. Nessun contatto ufficiale, agende svuotate, nessun tavolo di confronto aperto tra le correnti. Un vuoto pneumatico che fotografa la distanza, ad oggi incolmabile, tra le diverse anime che compongono il Partito Democratico di Cassino.

Il dialogo, d’altronde, richiederebbe una volontà di intesa che al momento appare come un miraggio lontano. Chi ha avuto modo di interloquire con i dirgenti delle correnti descrive uno scenario bloccato, dove ogni mossa rischia di innescare una reazione a catena.

Nessun accordo su un nome terzo

Il richiamo del Segretario regionale Daniele Leodori, due settimane fa, ha soltanto congelato il conflitto senza però sbloccare lo stallo. Al contrario, la trattativa sembra infatti essersi arenata. Da quello che si apprende, sarebbero caduti gli ordini di scuderia sia inAreaDem, e quindi nelle rispettive componenti che fanno capo al sindaco Enzo Salera e alla presidente d’Aula Barbara Di Rollo, che in Rete Democratica.

Enzo Salera e Barbara Di Rollo

Manca persino una convergenza su un nome terzo, estraneo alle due anime. Questo perché nella corsa alla primogenitura, qualsiasi figura calata sul tavolo da una frazione finisce per essere immediatamente impallinata dalle altre. Questo per una questione di pura forma, prima ancora che di merito. È una partita a scacchi dove nessuno è disposto a cedere il primo pedone.

«D’altronde Vincenzo De Luca a Salerno ha dimostrato che si può vincere anche senza il simbolo del Pd», ironizzano, non senza una punta di amarezza, i quadri del circolo locale. Ma lo scenario resta grave: «Siamo in un guado da cui è quasi impossibile uscire», confessano le stesse fonti.

Cassino “unicum” in provincia di Frosinone

Il circolo di Cassino rimane così senza una guida. Un unicum tra i grandi Comuni della provincia di Frosinone, una vera e propria patata bollente che nessuno, nemmeno a livello provinciale, sembra avere l’intenzione di gestire. La convinzione diffusa è che le scorie di questa frattura non svaniranno con un congresso pro-forma ma peseranno fino alle prossime elezioni comunali.

Romeo Fionda

In questo quadro, l’unica via d’uscita che sembra palesarsi è il prolungamento della segreteria di Romeo Fionda. L’attuale guida traghetterebbe il circolo attraverso un coordinamento dedicato esclusivamente agli affari correnti, in attesa che i nodi politici vengano sciolti. Si tratta di un’opzione quasi obbligata.

Fuori dalle dinamiche interne, c’è il cantiere del Campo largo, che deve prendere forma anche nei territori: a Cassino l’asse con il Movimento 5 Stelle, la sinistra radicale e la Cgil vanta una struttura più solida rispetto al resto della provincia, trainata proprio dalle iniziative che Fionda ha contribuito a costruire.

All’orizzonte ci sono i nodi delle elezioni politiche e regionali, dei referendum e della riforma della legge elettorale in discussione in Parlamento. Scadenze che meritano una discussione diffusa, tale da animare i circoli. E imporrebbero al Pd di agire come un vero contenitore politico, evitando di annichilirsi nella sola azione amministrativa della giunta Salera o nel lavoro del gruppo consiliare. Sempre che a Palazzo De Gasperi si sia ancora convinti dell’utilità del partito.