Ceccano divisa sull’Area Vasta: trampolino europeo o carrozzone?

L’Area Vasta infiamma il dibattito politico a Ceccano. Tra accuse di sprechi e sogni europei, la città si prepara a un voto che può ridisegnare alleanze, identità e ambizioni territoriali. E i cittadini, per ora, restano spettatori.

Era già terreno di scontro. Adesso, in particolare a Ceccano, sarà una dura battaglia tra maggioranza e opposizione. L’Area Vasta, l’alleanza tra undici Comuni confinanti per presentare progetti in Europa e gestire servizi tutti insieme come se fossero un unico grande Comune, divide la politica e rischia di spaccare anche i rapporti dentro i Partiti. Da un lato chi la vede come trampolino verso l’Europa, dall’altro chi la considera l’ennesimo carrozzone da finanziare con soldi pubblici.

Sulla carta, i vantaggi ci sono. L’adesione all’Ufficio Europa intercomunale significa mettersi in rete con altri Comuni, aumentare la capacità di intercettare bandi europei e regionali, avviare progettualità comuni su mobilità, ambiente, cultura, turismo. (Leggi qui: Frosinone oltre il campanile: nasce l’Area Vasta e parte la corsa all’Europa. E qui: Quando la politica diventa progetto: l’Area Vasta conquista anche Ceccano).

Pro e contro

Andrea Querqui

È il sindaco Andrea Querqui a chiarire la linea: “C’è chi paventa una perdita di identità, ma io credo non si sia accorto che siamo in Europa. Bisogna superare steccati e campanilismi”. E non è un’unione forzata: ogni Comune resta con il proprio statuto, il proprio stemma, la propria identità e la propria squadra di calcio, il proprio Santo patrono ed il proprio sindaco. L’Area Vasta non cancella i municipi, li mette semplicemente in rete.

Il fronte contrario però non arretra. Per Fratelli d’Italia Ceccano si tratta di un “carrozzone inutile”: un ente intermedio, costoso e inconcludente, che rischia di replicare i fallimenti già visti con la legge Delrio. Aggiungere una nuova sigla – dicono i meloniani ceccanesi – significa solo alimentare un “poltronificio” e disperdere risorse.

Massimo Ruspandini, Rino Liburdi e Paolo Trancassini

Qui si consuma la vera frattura. Da una parte Corrado Renzi, consigliere della “Lista per Frosinone”, che in Commissione ha sostenuto con forza il progetto, convinto che l’Area Vasta possa dare respiro e prospettiva al territorio. Dall’altra FdI Ceccano, con il presidente Rino Liburdi in prima linea, schierata per il no: “Siamo fermamente contrari alla creazione dell’ennesimo carrozzone. Dopo anni di spreco di soldi pubblici, non possiamo permetterci nuove scatole vuote”. Non è quindi uno scontro dentro il circolo ceccanese, ma tra i vertici locali e i riferimenti provinciali. Una faglia che rischia di pesare anche in prospettiva elettorale.

Il voto che peserà

Intanto la giunta Querqui va avanti. L’atto di convenzione dovrà passare in Consiglio comunale, ma la strada è tracciata: rompere con i “no” del passato e collocare Ceccano dentro una rete territoriale più ampia.

Sarà curioso capire cosa accadrà quando il progetto approderà in Consiglio comunale. Quale sarà il comportamento della minoranza? I consiglieri d’opposizione si muoveranno compatti per dire “no” oppure voteranno divisi, seguendo logiche diverse? Lo stesso test attende la maggioranza, dove siedono insieme liste civiche e Partiti: anche qui servirà decidere una linea comune, senza spazio per distinguo o ambiguità. È un banco di prova politico che andrà oltre il merito dell’Area Vasta e misurerà i veri rapporti di forza dentro l’aula.

La delega strategica del PSI

Francesca Ciotoli

A tenere le fila dentro la maggioranza dovrà essere soprattutto l’assessore Francesca Ciotoli, che ha in mano la delega ai rapporti con l’Area Vasta. Una delega che pesa ma che ha un potenziale enorme se gestita bene. Non solo per Ceccano, ma per l’intero territorio. È infatti una delega che porta con sé un significato politico preciso: quello del Partito Socialista Italiano in provincia di Frosinone. Non a caso i fautori storici dell’Area Vasta sono proprio il PSI e il suo leader provinciale, Vincenzo Iacovissi.

In mano alla Ciotoli c’è quindi molto più di un dossier tecnico: c’è la chiave per trasformare un progetto discusso in una bandiera politica, capace di segnare il profilo amministrativo e identitario della sua città.

E a proposito di Iacovissi: il socialista è già nella rosa dei papabili per la prossima corsa a sindaco di Frosinone. In attesa, come sempre, che il Partito Democratico decida cosa fare. E il PD resta fedele al copione di Aspettando Godot: si aspetta, si discute ma Godot non arriva mai. E spesso, insieme a lui, neanche il candidato.

La città che osserva

Foto © Giuseppe Bucciarelli

E i cittadini? Per ora osservano. La quota per Ceccano sarebbe di circa 4.400 euro l’anno, pari a 20 centesimi per residente: poca cosa sul Bilancio. Ma il punto non è il costo. È capire se arriveranno davvero più servizi, più progetti, più opportunità. Oppure solo un altro timbro da aggiungere ai faldoni.

L’Area Vasta, a Ceccano, è diventata molto più di una convenzione amministrativa: è un test politico. Da una parte chi punta a fare rete, dall’altra chi teme l’ennesimo carrozzone. Il giudizio, come sempre, lo daranno i fatti. Nel frattempo, la città resta a guardare, in attesa di capire se sarà trampolino o zavorra.